Giunta, sui nodi fuoco e fiamme
E in rete volano gli stracci

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“Che notte tremenda… Ho sognato che veniva annunciata la Giunta, ma c’erano solo metà di quelli che ci dovevano essere; che uno si dimetteva subito; che non si sapeva chi sarebbe stato vicesindaco; che le donne erano meno del previsto e si avanzavano i fiori… Devo bere meno”. La caustica provocazione è dell’ex sindaco di Castell’Arquato Alberto Fermi, è stata postata sul suo profilo Facebook ed è uno dei più sarcastici tra i tantissimi commenti che si stanno scatenando in rete sull’affaire-Giunta Dosi.
Le lotte intestine al Pd – tra l’area-Reggi e l’area-Cacciatore – che hanno portato a disegnare una Giunta senza il candidato consigliere più votato in assoluto (appunto l’ex vicesindaco Francesco Cacciatore, avversario di Paolo Dosi alle primarie di centrosinistra) e senza alcun esponente a lui vicino, ma anche ad esclusioni di altri nomi noti, hanno segnato solo l’inizio di una serie di riflessioni a ruota libera che il social network sta rimbalzando a getto continuo, squarciando anche veli di riservatezza che a molti cittadini sembrano ormai – basta surfare un po’ nei social network per accorgersene – sottoprodotti di una politica da dinosauri.
Dallo sfogo dei giorni scorsi dell’ex assessore Giovanni Castagnetti contro un articolo del quotidiano locale nel quale il giornalista gli avrebbe attribuito “atteggiamenti completamente opposti a quelli tenuti in tutto questo periodo” sulla formazione della Giunta al teso scambio pubblico su Facebook tra lo stesso Fermi e il segretario del Pd Vittorio Silva, invitato dal primo a “presentare le dimissioni” con dura replica e controreplica, tesi e antitesi sul convulso andamento di questi giorni si moltiplicano con la velocità (e la forza espressiva, che a volte, ‘a caldo’, tracima) che solo la rete consente.
E se era prevedibile che il candidato del centrodestra Andrea Paparo mettesse il dito nella piaga (“Dopo rinvii e azzeramenti, la falsa partenza della Giunta Dosi non fa altro che confermare quanto già sospettato: peggio di così non poteva proprio andare, sono degli irresponsabili”), spuntano anche applausi che superano gli steccati di partito: l’ex consigliere Pdl Marco Civardi elogia pubblicamente Roberto Colla (“ti stimo ancora di più”) per la rinuncia alla nomina ad assessore, motivata con l’assenza del clima necessario per realizzare il programma, mentre lo stesso Castagnetti – pur escluso dalla Giunta – ha pubblicamente elogiato Paolo Dosi ritenuto bravo per aver “dimostrato autonomia e decisionismo, smontando, da subito, le voci che lo descrivevano in balia di partiti e correnti”.
All’opposto la vedono altri: alcuni elettori dichiarano di essersi già pentiti del voto espresso, altri vanno giù pesante (“Inizio peggiore non si poteva chiedere. Ma si rendono conto i suoi “alleati” che così facendo scherzano con il fuoco? L’astensionismo record non è servito da monito? Sembra di no, visto che i giochini delle poltrone continuano ancora più spudoratamente”), altri difendono a spada tratta l’operato del neo eletto sindaco.
Comunque la si veda, il problema di come siano stati percepiti da molti elettori l’andamento della composizione della Giunta e il niet di Colla potrebbe rivelarsi l’equivalente dell’apertura di un vaso di Pandora.

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