I Grest ripartono in sicurezza grazie a progetti scrupolosi che hanno come primo obiettivo la sicurezza degli utenti, il problema però è l’aumento fino al 40% dei costi proprio per garantire questa sicurezza.
Oltre alle quote maggiori, il problema che devono affrontare gli organizzatori riguardano la mancanza di indicazioni chiare da parte delle istituzioni, ieri è arrivata notizia che educatori e volontari devono fare il test ma basta un sierologico o serve il tampone? Un nuovo protocollo sostiene inoltre l’obbligo della mascherina FFP2 per l’operatore che si occupa di ragazzi disabili, un esame per verificare di aver seguito la formazione anti-covid e una nuova modulista per i Comuni.
Insomma, buracrazia e linee guida non chiare che hanno scoraggiato alcune parrocchie dall’attivare i loro Grest per “risparmiare” le energie per altre attività a sostegno sempre della popolazione.




