
Rinascono a Piacenza i Giovani Democratici. L’area junior del Partito Democratico, già attiva da diversi mesi sul territorio provinciale, si è riunita in assemblea congressuale lo scorso 23 marzo, sancendo ufficialmente il passaggio statuario da Comitato Promotore a Federazione Provinciale. Il congresso dei giovani dem ha portato anche all’elezione di un nuovo segretario: Andrea Capellini. Ventidue anni, dal 2019 consigliere comunale a Gragnano, paese dove è nato e vive, nonostante la giovane età Capellini ha una passione di lunga data per la politica e le idee chiare in testa. “Già dalle scuole medie – spiega – ho sempre cercato di partecipare attivamente alla vita associativa del mio paese. L’ingresso nel consiglio comunale dei ragazzi mi ha poi spinto, ogni giorno di più, ad interessarmi non solo alla stretta realtà locale, ma anche a ciò che succedeva nel mondo intorno a me. Da lì è nato un percorso amministrativo che mi ha portato dove sono oggi: ciò che mi anima è la voglia di essere un protagonista attivo della comunità. Credo fortemente nel valore dei giovani, nella loro formazione e nella possibilità che essi possano essere un tassello fondamentale della vita pubblica”.

Capellini, chi sono e quando nascono i Giovani Democratici di Piacenza? Tutto è partito in occasione della campagna elettorale per le ultime elezioni regionali in Emilia Romagna, quando insieme ad altri ragazzi sono sceso in campo per sostenere Stefano Bonaccini: in quei giorni, dopo esserci confrontati con il segretario regionale Enrico Verdolini, è nata l’idea di dare vita anche a Piacenza ad una sezione locale. Era una realtà che nella nostra provincia mancava da tempo, uno spazio in cui fare rete e coinvolgere i giovani che si identificano nei valori del centro sinistra, progressisti e democratici. Una casa comune e plurale, dove appassionare i ragazzi e crescere insieme, con l’obiettivo di formare cittadini più consapevoli e che magari possano decidere di impegnarsi in prima persona in politica. Siamo partiti in quattro e adesso siamo già una ventina: un mix eterogeneo di persone, di età compresa tra i 14 e i 29 anni, la cui forza è proprio quella di rappresentare tutte le istanze del mondo giovanile. A breve verrà definito un organigramma ufficiale, con i singoli incarichi, ma comunque al nostro interno ci siamo già organizzati per focalizzarci su specifiche aree tematiche.
Quali sono? I nostri pilastri saranno l’Europa, l’ambiente e i diritti. Temi fondamentali per il futuro delle nuove generazioni, che come giovani non possiamo non portare avanti e che nel nostro territorio sono stati, negli ultimi anni, abbastanza trascurati. Vogliamo inoltre affrontare l’emergenza lavorativa, la condizione giovanile a partire dagli studenti e la crisi sociale che questa pandemia ha inevitabilmente creato, senza dimenticare gli investimenti sulla sanità pubblica a tutela di tutti, seguendo il modello della Regione Emilia-Romagna.
Si avvicinano le elezioni amministrative a Piacenza, previste per il 2022. Che valutazione fate della giunta di centro destra attualmente in carica? A mio avviso, le mancanze più evidenti sono emerse proprio laddove risiedono i cardini del nostro progetto politico, che dall’attuale amministrazione sono stati poco considerati o addirittura bistrattati. Partiamo dall’ambiente: le lacune non sono solo nella cura e nella manutenzione del verde pubblico, ma anche sul fronte della mobilità sostenibile e delle necessarie scelte urbanistiche per favorirne lo sviluppo. A risentirne è la qualità dell’aria, con valori assolutamente negativi per quanto riguarda l’inquinamento nella nostra provincia. Ci sono poi i diritti: è assolutamente necessario incrementare nella nostra città il numero di occasioni di confronto e dialogo. La diversità è da intendere come un punto di forza, non come un limite. Quando noi Giovani Democratici pensiamo alla Piacenza che ci piace, ci viene in mente la città del Festival del Diritto, del dibattito aperto, della condivisione. Si lega al tema dei diritti anche quello della legalità: ultimamente, troppo spesso, siamo saliti alla cronaca nazionale per alcune vicende incresciose che hanno toccato anche il mondo politico.
Tornando tra le “mura amiche”, al vostro congresso hanno presenziato diversi importanti esponenti del PD piacentino. Quale sarà il vostro rapporto con i “grandi” del partito? Nel legame con i senior, la nostra forza sarà la autonomia e l’indipendenza, di scelte e posizioni. L’obiettivo non è essere semplicemente un mero supporto ai vari tavoli del partito, come sta avvenendo per quelli allestiti per le elezioni provinciali e comunali 2021/2022, ma piuttosto porci come voce forte e indipendente, capace, quando necessario, di essere una forza critica, sempre costruttiva, nell’ottica di una crescita globale dell’organizzazione. In un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, credo sia fondamentale far tornare i giovani al centro delle scelte che riguardano il futuro del nostro Paese.
A livello nazionale il PD sta vivendo una fase di cambiamento. Come valuti la nomina di Letta nel ruolo di segretario? Enrico Letta è una persona responsabile e capace. Il suo vademecum distribuito ai circoli territoriali è il sunto di idee che chi è di centro sinistra oggi, credo, non possa non condividere. Penso possa essere una figura cruciale per ridare slancio e far ritrovare un’identità chiara al partito in un momento storico complesso.




