Hajar, giovane musulmana: “Fiera di portare il velo, voglio essere giudicata per quella che sono”

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di Elena Caminati – Hajar ha 21 anni, è una giovane ragazza musulmana praticante. Diplomata al liceo pedagogico, ha proseguito gli studi nell’ambito dell’educazione e, come tante studentesse coetanee, si mantiene con qualche lavoro saltuario. Nel suo sguardo profondo, c’è tutta la convinzione della sua fede, nonostante il periodo del dopo Parigi non sia certo dei più rilassati. Hajar, come tante ragazze musulmane porta  con fierezza il velo, per lei un segno imprescindibile della sua fede. “Lo porto e sono fiera di portarlo, sono fiera di praticare la mia religione e di essere musulmana – ci spiega – E’ ovvio che questo agli occhi degli altri non ha lo stesso peso. Quello che per me oggi è un voler descrivermi e approcciarmi alle persone per quella che sono, per gli altri non ha la stessa importanza. Mi ricorderò sempre un episodio che mi accadde dopo i fatti di Charlie Ebdo. Mi sono trovata per strada, un signore ha suonato il clacson e mi ha fatto il gesto di togliermi il velo, mimandolo con la mano. Continuo a ricordarmi questo fatto e mi ferisce, mi ferisce molto perchè siamo in un paese laico che permette la libertà di culto, come sta scritto nella Costituzione, ma in pratica le persone non te lo permettono”.
Ti hanno mai chiesto di togliere il velo per lavoro?
“A me non è mai successo direttamente, ma ho conosciuto ragazze alle quali è stato chiesto per accettare il posto di lavoro. Non deve essere il velo ad impedire la libertà di lavorare, di raggiungere il proprio obiettivo nella vita. Certo poi la situazione degenera quando politici come Maroni (governatore delle Lombardia ndr) chiede di escludere dal servizio sanitario le donne che portano velo, burqa e cose del genere (riportato testualmente). Allora io mi chiedo: dobbiamo escludere anche le suore? Ognuno deve essere libero di esprimere la propria spiritualità, finchè la mia libertà non danneggia o reca disturbo all’altro”.
Perchè il Corano impone alle donne di coprirsi il capo?
“La prescrizione coranica impone di portare il velo come il mio – ci dice Hajar – e di lasciare scoperti viso e mani e di vestire in modo non aderente. La scelta di portare il burqa è un fatto culturale, non vi è alcuna prescrizione coranica. Mia nonna lo porta, io no. La questione del velo preferisco spiegarla così: è una protezione per la donna, lo chiamano anche corona. Protegge la donna dagli occhi degli uomini, chi mi vede mi deve giudicare per quella che sono, non in base alla mia bellezza che vorrei coprire e preservare per mostrare solo a chi desidero. E’ una protezione per noi donne musulmane e mi piace che sia così; mettermi di fronte alle persone, dialogare con loro ed essere giudicata per quello che sono, per le idee che ho in testa. In molti ambiti di lavoro la donna viene scelta per la sua bellezza, e questo è triste perchè viene trattata come un oggetto”. Ci sentiamo in obbligo di far notare ad Hajar che non sempre accade questo; cioè che le donne vengano notate o scelte per l’aspetto esteriore, e non sempre mostrare la propria bellezza significa escludere altro.
Tra le amicizie di Hajar ci sono molte ragazze non musulmane, forse la gran parte; con loro ha rapporto normalissimo. “Mi fanno regali quando ci sono le nostre feste e io li faccio loro per Natale. E’ un’amicizia basata sulla convivenza delle nostre idee e delle differenze, se loro vanno a ballare il sabato sera, al venerdì usciamo a cena senza alcun problema”.
Alla fine della nostra chiaccherata, le chiediamo un auspicio per il futuro, quando il clamore mediatico del dopo attentati si sarà in parte sopito. Hajar ci parla ancora di libertà. “Mi auguro che ci sia davvero libertà, mi auguro che ci sia la possibilità di vivere in modo pacifico, che io possa uscire con il velo senza sentirmi gli occhi addosso, che un datore di lavoro non mi chieda di toglierlo per lavorare. Vorrei davero vedere il concetto di libertà come viene descritto nella Costituzione, vero e vissuto da tutte le persone”. (Il servizio su www.zerocinque23.com)

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