
Era ottobre 2019 quando in un incontro con l’allora responsabile della sede Tutor di Fiorenzuola Romano Tribi, in procinto di lasciare l’incarico per la pensione, si fece un rapido esame delle emergenze che interessavano il sistema della formazione professionale piacentino. Emergenze che sono ancora sul tavolo della dottoressa Grazia Marchetta succedutagli nell’incarico.
Il Covid ha dilatato l’arco temporale richiedendo ora il massimo impegno per sostenere le persone durante la ripresa economica e sociale dal Covid-19 e governare la transizione digitale attraverso uno sviluppo migliore delle competenze. Ed è da qui che riprendiamo con Grazia Marchetta.
Focalizziamo sullo scorso anno riassumendo i disagi che avete dovuto affrontare durante la pandemia: Romano Tribi le aveva appena passato il testimone della responsabilità della sede Tutor di Fiorenzuola quando, dopo poche settimane, si trovò in pieno lockdown. Come ricorda quei momenti?
“Abbiamo sospeso immediatamente qualsiasi attività: corsi bloccati e tutti a casa. Ci impegnammo poi a comprendere come riprendere a distanza, abbiamo provato numerose piattaforme e formule di insegnamento. E’ stata dura, non ci siamo risparmiati, spesso lavorando anche il sabato e la domenica”.
I ragazzi come hanno reagito?
“Quelli più giovani hanno sofferto soprattutto la mancanza di esercizio a favore delle materie pratiche, oltre che della relazione con i compagni. Si è proceduto cercando di ovviare alle carenze provocate dalla distanza. I risultati ne hanno ovviamente risentito, come è stato riscontrato poi dagli esami in presenza sostenuti per l’ottenimento della qualifica, per i quali la Regione ci ha invitato a tener conto della particolare situazione. E’ andata un po’ meglio nello scorso autunno quando si è tornati alle lezioni pratiche in presenza, grazie anche alla riorganizzazione dei laboratori in spazi molto ampi. La vera svolta c’è stata al termine della scorsa primavera quando abbiamo potuto ritornare tutti in aula. Ora il pericolo è che possa verificarsi qualche caso di positività ed allora la gestione delle relative quarantene potrebbe far segnare il passo a qualche corso. Lentamente la situazione si sta stabilizzando, alcuni corsi dopo le lezioni in presenza hanno potuto beneficiare anche degli stage.
Una nuova modalità è stata individuata dalla Regione, si tratta del Progetto d’impresa che consiste nella proposta da parte delle aziende di un progetto che gestiamo assieme: i ragazzi lavorano da casa ed alla fine producono un elaborato che viene valutato”.
Quindi ora l’offerta formativa si va normalizzando? Come si articola?
“Quest’anno la Regione ha sdoppiato la qualifica di operatore di cure estetiche in operatore dei trattamenti estetici e operatore della acconciatura: noi abbiamo definito di tenere il primo nella sede di Piacenza, mentre il secondo a Fiorenzuola. Per quest’ultimo abbiamo avuto molte richieste, anche di maschi.
Il nuovo corso di Tecnico per il disegno e la progettazione industriale che partirà a breve sarà sicuramente il nostro fiore all’occhiello: riservato ai diplomati e non purché in possesso delle necessarie competenze e, volendo, anche ai laureati.
Il problema è che le aziende ci chiedono insistentemente anche profili tecnici meno qualificati, soprattutto saldatori per il settore meccanico. Non siamo più riusciti a fare corsi per saldatori, l’ultimo si è concluso nel dicembre 2019. La Regione non ha più finanziato nessun bando probabilmente avendo esaurito questa linea di fondi. Le richieste sono tantissime anche da parte di persone che si iscriverebbero a pagamento. Nel Piano nazionale di rilancio e resilienza dovrebbero essere previste risorse per i percorsi di formazione professionale che saranno erogate dalle regioni, quindi non resta che attendere. Noi siamo riusciti a farne uno, che finisce in questi giorni, tramite un’agenzia di lavoro interinale e con i loro fondi che hanno a disposizione per finanziare corsi a beneficio di persone disoccupate che cercano lavoro: sono però corsi brevi, non più di 250 ore, senza stage.
La situazione purtroppo è questa, la richiesta da parte delle aziende è continua e non poter rispondere penalizza tutti. I giovani che frequentano gli istituti tecnici, se non si orientano verso gli studi universitari, ricevono offerte dal mondo del lavoro quando ancora non hanno terminato gli studi.
Occorrerebbe garantire che l’offerta di competenze sia in linea con i bisogni del mercato del lavoro e della società.
La pandemia ha mostrato che i centri di formazione professionale possono avere un nuovo ruolo, più ampio, come motori del cambiamento sul territorio in risposta alle nuove sfide economiche, sociali, ambientali del post Covid.”
La sua esperienza professionale sviluppatasi attraverso un viaggio in diversi settori, in qualche modo sempre in relazione – dalla laurea in informatica, alla docenza e poi alla responsabilità dello IAL di Parma e Piacenza, all’impegno per l’Amministrazione Provinciale di Piacenza per lo sviluppo di un piano per l’innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione e poi la formazione e l’impegno per il Centro per l’impiego sviluppando una interessante esperienza di orientamento al lavoro ed infine l’approdo a Tutor – le permette di osservare con competenza il sistema nazionale di formazione professionale: le chiedo quindi una valutazione sul sistema formativo in Italia considerando gli orizzonti post Covid, come siamo messi?
“A macchia di leopardo, come si usa dire. Ci sono scuole ed enti di formazione che sono stati in grado – ci metto anche il nostro – di mantenersi aggiornati in termini di attrezzature, laboratori ed offerta formativa sull’uso delle tecnologie, altre scuole ed enti di formazione hanno faticato. Noi abbiamo fatto meno fatica delle scuole anche per il tipo di utenza che abbiamo. Pensando ai corsi per adulti la formazione online ci ha aiutato, permettendoci di coniugare il loro impegno lavorativo e le lezioni”.
Come funzionano i rapporti con le aziende del territorio, c’è una partecipazione alle problematiche del settore formazione o si limitano a richiedere giovani formati?
“Rispondo evidenziando un caso recentissimo di una azienda metalmeccanica del territorio con cui intratteniamo rapporti di reciproca collaborazione – per intenderci ci mandano spesso i loro specializzati a tenere lezioni ai nostri ragazzi – che ci ha dichiarato la disponibilità a finanziare loro corsi di saldatori e manutentori che in questo momento, come ho già detto, non sono finanziati dalla Regione. Non era mai capitato. Sarebbe bello che questa disponibilità a cofinanziare i corsi si diffondesse. Molte aziende qualche soldino da parte ce l’hanno e non sarebbe male se, anche in minima parte, lo investissero nella formazione”.
Riassumo: IAL, Amministrazione Provinciale, Centro per l’impiego e poi Tutor Fiorenzuola. Come ha vissuto i primi due anni di questa nuova esperienza? Tra l’altro, ricordiamolo, per la maggior parte in era Covid.
“Sono rinata, l’ultima esperienza al Centro per l’impiego è stata utilissima, senza però entusiasmarmi. Qui mi sento realizzata: il lavorio è vario, direi quotidianamente imprevedibile. Arrivo al mattino con il mio programmino e spesso capita di dovermi occupare di tanto altro. Se poi consideriamo che dopo qualche mese il Covid ci ha fermato, l’esperienza è stata davvero non immaginabile. L’affiancamento a Romano Tribi negli ultimi mesi del suo mandato e la presenza di Mirco Potami, già da qualche anno direttore di Tutor Piacenza e Fiorenzuola più la direzione di Forma-Futuro Parma Fidenza e Fornovo, hanno permesso il mio graduale inserimento. Molto positivo è stato da subito il rapporto con i miei collaboratori: Tutor è una struttura piccola e quindi erano già abituati ad essere abbastanza autonomi. Ho proseguito sulla stessa strada lasciando molta autonomia, salvo qualche aspetto particolare che vediamo assieme. Vengo invece coinvolta quando si presentano nuovi problemi: di solito, assieme al problema mi presentano anche una proposta di soluzione che consideriamo con attenzione.
La pandemia ci ha messo a dura prova cementando l’impegno di tutti ed aumentando la nostra capacità ad affrontare le nuove sfide poste dalla pandemia. Come si può constatare abbiamo recuperato la nostra funzionalità pre-Covid e ne siamo tutti orgogliosi. Tutor Fiorenzuola è pronto lavorare su nuovi modelli di formazione professionale che possano contribuire alla ripresa economica e sociale del nostro territorio.”
Mi pare che vi siate già affacciati al futuro, T-HUB è la prima proposta di formazione modulare ….
“E’ vero Tutor è la prima a proporre questo tipo di formazione: si tratta di un nuovo concept formativo che si propone di creare una figura multiruolo che potrà essere inserita in vari settori delle aziende metalmeccaniche dove si richiedono capacità manuali tecniche ed operative in diverse fasi della produzione: dalla saldatura alla carpenteria e montaggio. Si tratta di una offerta sempre aperta che copre tutte le tipologie e fasce di età: dai ragazzi 15-18 anni per i percorsi di istruzione e formazione professionale, ai neo-diplomati per i percorsi formazione superiore, ad inoccupati, disoccupati, lavoratori, over 50 con corsi modulari e a catalogo sempre attivi.
Nei prossimi giorni ci riuniremo per esaminare altre proposte di formazione professionale da tempo alla nostra attenzione. ”
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