Era una domenica invernale, non ero mai stato al Siboni. Volevo vedere Mungo, un centrocampista di cui si diceva un gran bene. In tribuna c’era posto, ma andai a bordo campo. Villaggi aveva descritto l’impianto di via De Longe come il primo senza barriere dello Stivale. In effetti la recinzione risultava bassa. Di Mungo non ricordo niente, della partita nemmeno il risultato. Rimasi tutto il tempo a seguire gli ultras ospiti. Quella manciata di minorenni capitanata da un anziano coi capelli color dell’oro. Il colore e la natura erano antitesi. A Piacenza c’è tolleranza per le tifoserie avversarie. Dura anche 10 minuti a volte. Poi non se può più di sentire cantare. Ci fu una una vampata di calore sugli spalti. Il lancia cori e la sua ciurma si ricomposero. Mancava poco alla fine. Vidi De Vitis (allora dirigente della squadra locale) e il biondo, discutere animosi. Qualcuno si intromise per evitare manrovesci. Qualcuno si intromise per arrivare ai manrovesci. In mezzo al parapiglia, il numero 6 degli ospiti scavalcò la bassa recinzione. Aveva la fascia al braccio, si fece strada urlando: “Papàààà”. Era il figlio del dorato. La partita era Atletico BP Pro Piacenza – Gozzano. Un paio d’anni dopo a Gozzano ci sono andato. Il Piacenza era in D, il platinato era nella tribuna opposta. Perdemmo, piovve, Volpe espulso, Viali esonerato. E un piacentino mi prese per il collo perché pensava fossi del posto. Stavo insultando Volpe. Da lì mi sono detto: mai più, col Gozzano, mai più. Però questa è la serie C, è il centenario, è la prima trasferta dell’anno. E poi giocano a Vercelli, dove hanno uno stadio bellissimo. Dove le recinzioni sono basse come quelle del Siboni. Ho scelto bene. Partite come questa ricostruiscono.
Sempre settembre, sempre impressioni.
– capo Franzini in estate ha studiato anche i cambi. Ne ha proposti più in questa partita, che in tutta la scorsa stagione. Spettacolare quello di Sylla.
– Matteassi è stato espulso per esultanza.
– Fumagalli è un portiere. Anche quando entrano tre tiri su quattro
– Barlocco corre fortissimo, ma ha avuto il suo tribolare con la punta.
– Troiani è intelligente. Portava su la palla e la dava a Sestu.
– Silva non è sembrato la solita sicurezza .
– Pergreffi è il capitano del secondo tempo. Quello che è diventato “IL” secondo tempo.
– Porcari lo voglio rivedere. Ma con calma, adesso dovrà guarire.
– Sestu urla fortissimo contro se stesso quando sbaglia. Solo non sbaglia mai.
– Nicco conferma di essere uno buono.
– Pesenti poco centravanti per essere un centravanti.
– Corradi a tratti si vedono qualità importanti. Poi esce, e facciamo quattro goal.
– Fedato ha il tocco del pallone, il numero come fine. Mai perdere di vista la rete da gonfiare.
Sono entrati:
– Marotta che andava bene. Poi il mister ha messo Di Molfetta. E li confondo, non c’è niente da fare.
– Bomber Romero che ricorda sempre più Van Basten. Ha regalato 45 minuti indimenticabili.
– Della Latta è una garanzia. E Franzini se ne è reso conto.
– Di Molfetta è molto bravo in coppia con Marotta.
– Sylla è più piccolo di Romero. Però entra in campo e tempo un secondo segna.
Usciamo dallo stadio, incontro un nonno vercellino. Gli chiedo di Piola, dice che lo ha visto. Aggiunge di non essere contento che abbia vinto il Piacenza. “Sai, mio nipote gioca nel Gozzano”.
Niente di personale, ma stasera non c’è spazio per la tenerezza.




