Gestione profughi, bando quasi deserto. I gestori: “Non è questione di soldi ma di qualità dell’accoglienza”

0

“Non potevamo prendere parte ad un bando in cui l’obiettivo non è l’integrazione, la Caritas non ha intenzione di fare solo il guardiano dei profughi”. La rinuncia della Caritas diocesana, che per la prima volta si defila dalla gestione dei profughi, è la cartina di tornasole di una proposta, da parte dello Stato, con condizioni giudicate “proibitive”. I timori della vigilia, infatti, si sono rivelati fondati: il bando per l’accoglienza e la gestione dei circa 900 richiedenti asilo della nostra provincia è andato quasi deserto. Alla prefettura sono arrivate solo 4 offerte. Le uniche a rispondere al bando sono state la società “Rosy” di Bobbio (che si occupa dei profughi di Marsaglia), “Confini Azzurri” (Caorso, Besenzone, Borgonovo), “Paradiso e accoglienza” (impegnata a Castelsangiovanni), e il nuovo ingresso “Stella Polare”. L’ultima volta le offerte furono 26, per un totale di 90 strutture.
Il motivo è legato all’abbassamento dei costi per l’accoglienza, decisa dal ministro degli Interni, Matteo Salvini. Si è infatti passati dai 35 di prima ai 20,50 euro al giorno per ospite (18 alle strutture e 2,50 ai richiedenti come pocket mo-ney). Un taglio netto di oltre il 40 per cento.


“Non è un discorso economico, non è mai stata questione di business – ha spiegato Francesco Millione di Caritas Piacenza – Alle condizioni attuali potremmo solo fare i guardiani. Vengono meno progetti dignitosi, percorsi di integrazione… E noi a queste condizioni non ci stiamo”. “Non possiamo – ha dichiarato Simone Ferretti, responsabile immigrazione dell’Arci – fare accoglienza soltanto per garantire pasti e posti letti. C’è un livello di dignità collegata all’accoglienza che con questo bando scompare. Non è una questione di soldi ma di qualità dell’accoglienza”.
A questo proposito, anche le minoranze comunali di Piacenza (Piacenza in comune – Partito Democratico – Movimento 5 stelle) e la minoranza comunale di Fiorenzuola (Sinistra per Fiorenzuola) si sono mobilitate e hanno annunciato la presentazione di una mozione in consiglio comunale sui rischi di pesante ridimensionamento dei centri di accoglienza in provincia, con la richiesta di un intervento degli enti locali sulla Prefettura per rivedere i termini del bando ed evitare così l’insorgere di un rischio di emergenza nella gestione profughi sul nostro territorio.
Una mozione – hanno spiegato Luigi Rabuffi (Pc in Comune), Stefano Cugini (Partito Democratico) e Sergio Dagnino (M5s) – “che impegni sindaco e giunta ad adottare tutte le iniziative opportune e utili a richiedere alla prefettura la riapertura dei termini del bando, con una ulteriore proroga delle condizioni in essere, al fine di individuare criteri che promuovano una presenza diffusa dell’accoglienza e garantiscano, in particolare in materia di assistenza sanitaria e sostegno scolastico, standard coerenti con effettivi percorsi di tutela e di integrazione col territorio”.
L’obiettivo – ribadiscono i promotori – è “quello di sensibilizzare le istituzioni su un tema cruciale. Abbattere del 40% la cifra stanziata stravolge il sistema di accoglienza, il percorso di integrazione dei migranti, la loro alfabetizzazione”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.