Foti (Fratelli d’Italia) all’attacco: “Se Piacenza
non si dà una mossa, si becca uno scacco matto”

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Sui banchi del Consiglio Comunale è tra i più attivi, con interventi pungenti e puntuali che spesso gli sono valsi anche il plauso degli avversari. Non è cambiata, di Tommaso Foti, l’impostazione di consigliere d’opposizione che aveva tanti anni fa. E soprattutto –  come ci ribadisce – la convinzione secondo la quale “l’opposizione logora chi non la fa”. “Ma attenzione – aggiunge – fare opposizione non significa abbaiare alla luna e correre dietro a tutte le proteste. Significa, invece, battere l’avversario sul terreno delle proposte, del fare. Il limitarsi a dire solo no, alla lunga, più che graffiare fa solletico.”
Ecco perché, probabilmente, è tutta un’idea di Foti quella di avviare un’officina per Piacenza, “un luogo – ci dice – dove discutere e dibattere non sui massimi sistemi ma sulle idee che servono al nostro territorio”. “Ma ci rendiamo conto – incalza Foti – che esiste una città di Piacenza limitata dai confini geografici e un’altra Piacenza, adiacente alla prima, costituita dai comuni della cosiddetta cintura? Ma davvero qualcuno può ancora pensare di governare i processi di trasformazione in atto, isolando Piacenza da realtà comunali quali quelle di Podenzano, Gossolengo, Rivergaro, Rottofreno, San Giorgio Caorso?”
Non appena facciamo osservare a Foti che l’idea lanciata da Fratelli d’Italia di un accordo di programma tra i predetti Comuni per realizzare la Grande Piacenza non ha acceso il dibattito politico, ecco che parte la sua replica sferzante:” Ma perché, in questa città, la politica c’è ancora? Io, per la verità, assisto spesso e volentieri ad una fiera delle vanità mediatiche dove si gioca a spararla solo più grossa del proprio interlocutore, con il solo obiettivo di fare del cassetto elettorale. Captatio benevolentiae e non altro. Ma così facendo il territorio s’inaridisce, perde l’identità naturale, e la comunità diventa un volgo disperso che nome non ha. Tuttavia, io non mi arrendo, non accetto di assistere supino e prono al declino della mia città: se Piacenza non si dà una mossa, si becca uno scacco matto.”
Ma il rilancio attraverso che cosa può passare? “Il 30 novembre – dice Foti – scade il termine per richiedere all’Agenzia del Demanio  il trasferimento, anche a titolo gratuito, di numerosi immobili di proprietà dello Stato. C’è stata forse, sul nostro territorio, una qualche riunione per discutere su quali valesse la pena di orientarsi? C’è stato qualcuno che ha avanzato l’idea di un possibile utilizzo degli stessi? Niente, di niente. Il rituale grigio atteggiamento in ragione del quale si tende a ritenere il progetto un sinonimo della lista della spesa. Ma non è così. A tacere della vicenda delle aree militari che, come avevo previsto, nessun beneficio hanno tratto dal turismo ministeriale dei mesi scorsi.”

Anche per il polo logistico, Fratelli d’Italia ha alcune idee: le ritiene davvero strategiche? “E’ ora di dire chiaro e tondo che nonostante le centinaia di migliaia di metri quadrati destinati alla logistica, non abbiamo mai costituito l’interporto, fondamentale per accedere a finanziamenti statali. In più, lo sviluppo esponenziale dell’e-commerce (oggi comodamente si può andare sul sito di privalia, per citarne uno, e dal proprio computer acquistare un vestito, piuttosto che un tappeto o un divano) deve stimolarci. Abbiamo infatti in casa un outlet – a portata di mouse, viene da dire –  che per soddisfare al meglio le esigenze della clientela deve puntare sull’efficienza massima dei servizi, a partire da quelli che la logistica offre e realizza. Mi pare, dunque, estremamente razionale pensare di fare del polo logistico di Piacenza una base dell’e-commerce.”
Però Expo 2015 qualcosa si sta muovendo. Oppure no? “Sì, non c’è dubbio che a meno di due anni dalla chiusura dell’Expo 2015 che si terrà a Milano anche Piacenza ha battuto un colpo. Attenzione però a farla molto facile con la nostra vicinanza a Milano. Innanzitutto perché, anche se nessuno pare rendersene conto, con la fermata Mediopadana dell’alta velocità si impiegano 45 minuti per andare da Milano a Reggio Emilia. In secondo luogo perché il visitatore straniero di Expo fatalmente raggiungerà Piacenza in treno. Se il biglietto da visita che offriamo è l’area della stazione, nelle condizioni di provvisorietà ormai sistemica in cui versa, siamo belli che fritti. Noi proponiamo di riprendere in mano da subito la convenzione di Borgo Faxall, ottenere in uso e dare una destinazione precisa ed attrattiva al capannone del Berzolla ed, infine, utilizzare al meglio l’area comunale che a breve diventerà libera, in ragione del trasferimento del mercato ortofrutticolo di via Colombo.”
Foti è un fiume in piena. La domanda conclusiva è d’obbligo: “Le manca Roma?”. Il leader di Fratelli d’Italia, con un sorriso tra l’ironico e l’amaro, commenta: “Non andare più a Roma mi è servito per conoscere alcune persone fino in fondo. Soprattutto quei concittadini cosiddetti importanti che, una volta, mi telefonavano anche tre volte al giorno e che da metà marzo ho scoperto muti. Che qualcuno abbia tagliato loro la lingua?”

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