Il Consiglio generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano ha respinto la richiesta di azione di responsabilità nei confronti degli amministratori dell’ente che, nel 2006 sotto la presidenza di Giacomo Marazzi, realizzarono il criticati stimo investimento di un milione di euro che finì in una Banca del Gibuti. Il voto ha visto 5 consiglieri a favore, 10 contrari e 5 astenuti. “Per noi adesso questa vicenda può considerarsi chiusa” ha detto il presidente Massimo Toscani intervenuto in commissione in Municipio per tracciare il bilancio del suo primo anno di mandato all’ente di via Sant’Eufemia. “Fin dai tempi del mio insediamento dissi che andava fatta una verifica per valutare l’eventualità di un’azione di responsabilità – ha aggiunto Toscani – abbiamo deciso di affidare l’analisi della documentazione a un soggetto esterno di grande prestigio come il professore milanese Galletti. Quest’ultimo ha illustrato in Consiglio le risultanze del suo lavoro dopodiché c’è stato un voto”. Come previsto dunque non è andata a buon fine l’operazione che doveva rappresentare la rivalsa dei nemici dell’allora numero uno Marazzi. Comprensibile il desiderio di Toscani, e non solo, di voltare pagina una volta per tutte rispetto al passato. Anche perché dalla sua corposa e dettagliata relazione relativa al primo anno di mandato la sensazione è davvero che, da un anno a questa parte, si sia davvero aperta una stagione all’insegna della trasparenza più assoluta. Termine, “trasparenza”, del quale Toscani ha fatto il dogma della sua presidenza. PATRIMONIO Ad oggi il patrimonio della Fondazione ammonta a quasi 381 milioni di euro di valore di mercato, oltre 30 milioni in più del 2014 (erano 349 milioni). Un incremento che sarebbe il frutto di una serie di investimenti e di plusvalenze mirati e oculati anche sui mercati finanziari. Una perte di questo patrimonio sarà nuovamente investito in prodotti finanziari. “Dopo attenta e scrupolosa indagine, abbiamo individuato in Quaestio il gestore più affidabile per gli investimenti sui mercati. Sono investimenti che avranno bisogno di un pò di tempo perché si possano raccogliere risultati positivi”. EROGAZIONI Il prossimo anno l’ente erogherà 5,4 milioni di euro così suddivisi: 1,4 al settore Arte (26%), 1,782 al settore istruzione (33%), 2,214 al welfare (41%). Quest’ultima la fetta più consistente così come aveva promesso visti i bisogni sempre più insistenti nel campo del sociale. “Potremo erogare risorse senza dover intaccare il fondo di riserva che ammonta a 11 milioni” ha precisato Toscani. COSTI GESTIONALI Per gli organi della Fondazione vengono spesi 349mila euro, cifra abbondantemente al di sotto della soglia di 705mila fissata dalla legge per le Fondazioni della fascia in cui rientra quella piacentina. TRASPARENZA Questo Consiglio ha varato un nuovo codice etico e un’operatività basata sul lavoro di commissioni. “Non ho mai inteso la Fondazione in senso paternalistico, ma ho sempre auspicato il coinvolgimento di tutto i consiglieri”. Varati anche nuovi regolamenti, criteri precisi per l’erogazione delle risorse e tempi certi per predisporre le domande. PATRIMONIO IMMOBILIARE È su Santa Chiara che punta la Fondazione. “Il sogno – ha detto Toscani – è quello di farlo diventare un collegio al servizio del Conservatorio Nicolini. Al piano terra sarebbe bello ricavare una casa delle associazioni piacentine”. Anche sull’ex Enel di via Santa Franca “faremo di tutto, ed in parte già lo si sta facendo, per rivitalizzarlo e restaurarlo”. I commissari hanno ascoltato la relazione in religioso silenzio. Più d’uno al termine ha commentato. “Stavolta si è davvero voltato pagina”.




