Il Consiglio generale della Fondazione dimagrisce: i rappresentanti, nel parlamentino di via Sant’Eufemia passano da 25 a 15. Una decisione, quella della modifica dello statuto interno, che ha subito scatenato notevoli polemiche politiche. A subire il taglio sono i componenti degli enti pubblici e di quelli privati: la società civile e le realtà dell’associazionismo vedono confermati i propri rappresentanti. Comune di Piacenza, comune di Vigevano, Diocesi, Camera di Commercio avranno un solo rappresentante. Il tempismo della decisione, in contemporanea con una seduta del Consiglio comunale, ha lasciato un po’ tutta la politica piacentina di stucco. Una semplice coincidenza per il Comune che è intervenuto sull’argomento con il vicesindaco Francesco Timpano: “C’è stata una coincidenza dei due momenti. La Fondazione ha una sua autonomia. Si passa da un sistema più largo ad una designazione per ogni ente rappresentato all’interno. Siamo comunque davanti ad un ente autonomo”. In molti però, a Palazzo Mercanti, non hanno digerito. Appena venuto a saperlo Massimo Polledri (Lega Nord), il quale sull’argomento aveva presentato una interrogazione, ha detto: “Sono imbarazzato come molti colleghi per la modifica dello statuto della Fondazione. Hanno modificato la rappresentanza: la politica dovrebbe essere più importante all’interno di questo ente privato”. Da Tommaso Foti, invece, è arrivato l’invito a “fermare tutto: o votiamo senza sapere come è il nuovo consiglio generale o andiamo avanti facendo finta di niente”. Non crede alla casualità nemmeno Filiberto Putzu (Forza Italia). «La politica è in ritardo in questo caso. Se la giunta ha dei rapporti con i rappresentanti della Fondazione, è però vero che è il consiglio comunale a dare delle indicazioni. Qual è il nostro ruolo? Siamo limitati a essere dei burocrati». Il Movimento 5 Stelle con Mirta Quagliaroli ha parlato di grande imbarazzo. “Una situazione paradossale. Questa concomitanza sembra un po’ strana: ho qualche dubbio sulle reali intenzioni della loro collaborazione, visto questo atto”. E qualche imbarazzo non è stato nascosto nemmeno dal Pd con Laura Rapacioli, ma anche con il presidente del Consiglio Fiazza. “Ci spiazza, un buon atto amministrativo per la città andava valutato”. E presto i rappresentanti verranno convocati in Comune.




