
Marzio Dallagiovanna ha dato conferma delle indiscrezioni secondo cui la Fondazione Gorbaciov e il Segretariato permanente dei premi Nobel per la Pace, di cui Dallagiovanna è rispettivamente presidente e vicepresidente, stanno preparando la proposta per la candidatura dei sanitari italiani al Nobel per la Pace.
La motivazione è che l’Italia è stata la nazione con il maggior numero di sanitari impegnati nell’emergenza e anche il modello europeo per la gestione del virus. Al momento si stanno raccogliendo le adesioni qualificate per dare il maggior peso possibile alla candidatura.
Testimonial della candidatura non poteva che essere il direttore del dipartimento di Oncologia Ematologia di Piacenza, Luigi Cavanna che nell’emergenza è stato spesso protagonista delle prime pagine dei giornali per il suo impegno nelle Unità speciali di continuità assistenziale.
Proprio in questi giorni il dottor Cavanna ha ricevuto notizia di essere stato scelto per il conferimento di un premio alla memoria del professor Dino Amadori da parte dell’Associazione italiana oncologica medica.




