
Il 17 aprile è stata inaugurata in piazza San Francesco, angolo via Liberazione, dove era la prima sede dello spaccio della Cooperativa di consumo di Fiorenzuola, una targa commemorativa del vile assalto perpetrato dalle squadracce fasciste, il 19 aprile 1921. L’iniziativa è stata promossa dall’ANPI di Fiorenzuola e sostenuta dalla Coop Alleanza 3.0. Per l’occasione è stato stampato anche un volumetto che ricorda l’avvenimento, a cura di Franco Sprega, con la grafica di Vittorio Gatti.
Il 19 aprile del 1921 gruppi di fascisti non locali, aggredirono la cooperativa e appiccarono il fuoco. Fu una escalation di violenze nella città sull’Arda che portò a pestaggi vigliacchi, all’assassinio del giovane socialista diciottenne Carlo Molinari (per il quale l’Amministrazione nega da tempo all’ANPI il permesso di realizzare una targa in via Risorgimento), agli attacchi alle cooperative agricole nelle campagne circostanti con l’omicidio di Tanzi, all’aggressione delle associazioni cattoliche giovanili nel corso di una processione religiosa, all’uccisione, nei pressi della stazione ferroviaria, di due carabinieri, in occasione della marcia su Roma. Un crescendo di attività violente e intimidatorie che preparavano anche a Fiorenzuola l’avvento del peggior periodo della storia italiana, il ventennio della dittatura fascista.
Le cooperative si erano sviluppate anche a Fiorenzuola a partire dal 1899 quando venne fondata la Società cooperativa di consumo fra braccianti, operai e agricoltori di San Protaso. Nei primi mesi del 1900 fu costituita anche la cooperativa popolare di consumo fra gli operai e gli impiegati di Fiorenzuola. La Società del Mutuo soccorso nacque nel 1862. Una tradizione di solidarietà e collaborazione che fa onore alla piccola capitale della val d’Arda.
Nel 1921 la cooperativa contava 907 soci. Libertà, nell’edizione del 20 aprile, il giorno dopo l’aggressione, titola «Gravi fatti a Fiorenzuola. Spedizione punitiva di fascisti. La cooperativa Incendiata?». Il testo è davvero inquietante: il cronista suggerisce che l’attacco è la “logica” (Sic) conseguenza di una provocazione dei socialisti che al mattino avrebbero malmenato un fascista. Comunque sia, la sera arrivarono le squadracce criminali da Piacenza, Busseto e Pontenure, una settantina di uomini armati. I cooperatori si difesero alla meglio, furono sparati diversi colpi di pistola, ma alla fine dovettero soccombere alla moltitudine degli aggressori che dilagarono nei locali devastandoli ed incendiandoli. Nel resoconto stringato e timoroso si legge, in conclusione: «Le proporzioni dell’avvenimento si limiterebbero ad atti di violenza seguiti per rappresaglia ad altra violenza». Nell’articolo del giorno seguente giunsero altre giustificazioni all’atto, incentrando l’attenzione del lettore al diverbio e all’aggressione nei confronti di un giovane fascista locale. Non riuscendo a trovare i colpevoli, i fascisti decisero infatti di dare una «buona lezione» ai socialisti locali: alle 20,30 entrarono nella sede della cooperativa e rubate due latte di petrolio diedero fuoco ai locali, sparando almeno un centinaio di colpi di arma da fuoco che avrebbero potuto avere gravi conseguenze. Il cronista anche in questo caso minimizzò e riportò che le camice nere «per intimorire i mali intenzionati, sparavano numerosi colpi di arma da fuoco […]. I colpi furono sparati con giudizio, tutti in aria». Fortunatamente le forze dell’ordine e i carabinieri giunsero in tempo per spegnere le fiamme, aiutando i numerosi cooperatori accorsi in difesa della loro struttura. Unico arrestato però un ferroviere che si era permesso di criticare aspramente il governo che non interveniva di fronte a tutte quelle violenze politiche. I fascisti si erano infatti prontamente dileguati e dati alla fuga, una volta colpiti e presi alla sprovvista gli avversari.
Subito dopo la liberazione, nel maggio del 1945, la vita della cooperativa riprese con vigore e i cooperatori fiorenzuolani assunsero un ruolo importante nel movimento, al punto che Arnaldo Tanzi e Emilio Fiorentini entrarono a far parte degli organismi dirigenti provinciali. Le donne fiorenzuolane ebbero un importante funzione nella rinascita delle iniziative solidali e cooperativistiche. Intorno agli anni Sessanta il vecchio palazzo venne demolito e fu costruita la nuova sede della cooperativa, della camera del lavoro, delle organizzazioni e dei partiti di sinistra. Le opere furono autofinanziate e numerosi volontari collaborarono alla loro realizzazione.
Augusto Bottioni




