
In occasione del centenario dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti di Fiorenzuola, il Circolo Storico F. Villani di Fiorenzuola (patrocinio del Comune e di Italia Nostra) ha organizzato una mostra presso l’archivio storico comunale. L’opera del celebre architetto Manfredo Manfredi (quello che costruì l’Altare della Patria a Roma) fu inaugurata l’undici novembre 1923, dopo numerose peripezie che misero in serio pericolo la sua realizzazione. Per questo il titolo della mostra è “Le vicende di una costruzione ostacolata”. Il percorso della mostra è articolato sulla base del racconto e dei documenti di archivio utilizzati per la realizzazione della pubblicazione di Augusto Bottioni dal titolo “Essi non sono perché furono. Memorie delle Grande Guerra nel comune di Fiorenzuola” (Marvia Edizioni,2017). La mostra verrà aperta il 14 ottobre e resterà aperta fino all’undici novembre (sabato, domenica e festivi dalle 9,30 alle 12,00 e dalle 15 alle 18,30. È possibile concordare diversi orari per appuntamento da chiedere telefonicamente al sig. Fabris, tel. 392 7069924)
L’idea di realizzare il «ricordo marmoreo» venne al sindaco socialista Ernesto Molinari e a Emilio Ottolenghi, nel 1919. Il comitato pensò, prima di tutto, ad aiutare i reduci e le vedove dei numerosi Caduti e poi cominciò a raccogliere i fondi necessari per l’inizio dei lavori. Ci vollero quasi quattro anni per arrivare all’inaugurazione, che fu più volte rimandata perché le opere non erano concluse. All’inizio vi furono notevoli difficoltà nella raccolta del denaro necessario. Le Dame Samaritane di Fiorenzuola, già molto intraprendenti durante il conflitto, diedero un consistente contributo organizzando lotterie e altre iniziative. In poco tempo riuscirono a quintuplicare le somme. Il comune stanziò, a sua volta, una discreta somma (ma l’elargizione fu piuttosto tribolata). Vi furono polemiche anche in merito alla individuazione del progettista. Il comitato decise, all’unanimità, di assegnare il progetto al conte Prof. Arch. Manfredo Manfredi, uno dei migliori architetti italiani, fiorenzuolano d’adozione. Quest’ultimo predispose il progetto gratuitamente e garantì personalmente nei confronti di fornitori ed esecutori, cosa che consentì di iniziare le opere anche in carenza di totale copertura finanziaria. Si discusse molto anche in merito alla localizzazione. Alla fine di estenuanti discussioni fu scelta, a semplice maggioranza, piazza Cortesi, ora Caduti. Non bastavano queste vicissitudini ai nostri antenati. Con l’avvento del fascismo, nel 1922, Ottolenghi fu costretto alle dimissioni e il comitato fu completamente rinnovato. A presiederlo fu chiamato Lodovico Lommi, medico condotto ed eroe di guerra.
Finalmente si giunse al giorno della inaugurazione. Sotto una fitta pioggerellina, in una città ornata da centinaia di Tricolori e fiori, dinnanzi a migliaia di persone, al Vescovo Menzani e alle autorità civili e militari, fu svelata l’opera: «La folla, come per un ordine che nessuno ha dato, ammutolisce di fronte ad essa». La cerimonia fu spostata al teatro Verdi, dove si susseguirono i discorsi di circostanza. Oratore ufficiale fu il prof. Mario Casella che commosse tutti. Per l’occasione fu stampato un opuscolo realizzato dall’Architetto Mario Bacciocchi (grafica) e Casella (testi), contenente l’elenco dei Caduti fiorenzuolani.
Il periodico della parrocchia, L’Idea, pubblicò un articolo significativo di Mons. Luigi Ferrari, incentrato su pace e concordia: «[…] se noi possiamo come italiani gloriarci della vittoria ottenuta, dobbiamo, come uomini, umiliarci perché è veramente poco glorioso per l’umanità che il diritto si debba raccomandare alla forza bruta […] E questo dopo duemila anni dacché risuona nel mondo la voce cristiana della Carità che è anche giustizia. […] Ascoltiamo la voce di Cristo se vogliamo che taccia quella del cannone: ecco il monito del monumento». Che dire di più?
Augusto Bottioni




