
Il milione e mezzo di euro di contributo regionale perduto, che avrebbe permesso di dimezzare i costi dell’intervento di riqualificazione dell’area del Laboratorio Pontieri, non è stato dimenticato. E’ stato il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Sergio Dagnino a riaccendere la polemica in consiglio comunale contro la giunta Barbieri, colpevole di mancare troppi appuntamenti con i bandi regionali e di perdere così finanziamenti preziosi.
L’occasione è stata la discussione, con approvazione all’unanimità, della mozione dei Liberali piacentini per la costituzione, in Comune, di un ufficio Europa destinato al recupero di fondi europei. Dagnino ha puntato il dito sulle carenze progettuali delle domande presentate a Bologna, a partire da quella sulla rigenerazione urbana che comportava la riqualificazione dell’ex Laboratorio Pontieri: “Ci siamo fatti superare da Comuni ben più piccoli – ha attaccato il consigliere cinquestelle – Piacenza è stato l’unico capoluogo dell’Emilia Romagna a non essere entrato in graduatoria”.
Il progetto presentato a Bologna dall’amministrazione comunale di Piacenza non rientra, infatti, nei 37 che hanno ottenuto il finanziamento del bando per la rigenerazione urbana: tutti i capoluoghi dell’Emilia Romagna sono stati ammessi a contributo, tutti eccetto Piacenza. Il piano di riqualificazione della strategica area dell’ex Laboratorio Pontieri (44mila metri quadrati dell’ex caserma tra piazza Cittadella, via Maculani e il campo Daturi, acquisita nel 2016 dall’Agenzia del Demanio) prevedeva un parcheggio da 150 posti, centri di ricerca e formazione, un polo scolastico privato, spazi di coworking, vetrine per l’enogastronomia locale, una grande piazza triangolare per mercati, fiere ed eventi. Ma la richiesta realizzata dagli Uffici del Comune si è classificata 74esima tra le 112 pervenute da tutta la regione ed è stata superata da comuni ben più piccoli tra i quali, per restare nella nostra provincia, Castelvetro, Pontenure, Calendasco, Gragnano, Cadeo, Fiorenzuola e Alseno. “La bocciatura – ha replicato per la maggioranza il consigliere di FdI Tommaso Foti – si spiega con il fatto che l’amministrazione regionale di centrosinistra sceglie a chi destinare i finanziamenti senza guardare al merito dei progetti, ma alla vicinanza politica di chi li presenta”. Ed ha portato ad esempio il Comune di Castelvetro, guidato dal centrosinistra, che ha ottenuto 838mila euro per nuove piste ciclabili e attraversamenti pedonali. “Riqualificare il Laboratorio Pontieri significava portare alla città una rigenerazione urbana vera, tutto il resto è clientelismo” ha concluso Foti. “Un milione di euro, però – ha precisato Dagnino – è stato assegnato al progetto sulla Via Francigena proposto da Alseno, Cadeo, Calendasco, Fiorenzuola, Gragnano e Pontenure, comuni non certo tutti riconducibili al centrosinistra. E finanziamenti regionali sono arrivati anche per le piste ciclabili di Villanova e Rottofreno, comuni retti da amministrazioni di centrodestra”.




