
● Sulla devianza giovanile il questore è netto: «È delinquenza, va chiamata così, altrimenti si rischia di minimizzare il fenomeno. Bisogna far capire a questi ragazzi che si devono comportare bene, che l’Italia non è un posto dove venire a delinquere, utilizzare coltelli, aggredire le persone ed essere aggressivi senza motivo». Sugli stranieri che commettono reati nel territorio nazionale, ribadisce una linea improntata al rigore: «È necessario intervenire con fermezza nei confronti di chi entra clandestinamente nel nostro Paese e verso quei pochi stranieri che commettono reati contro la persona. Occorre destinare maggiori risorse ed energie alle espulsioni con accompagnamento alla frontiera».
Il questore di Piacenza Gianpaolo Bonafini ha indicato queste priorità operative nel suo intervento di ieri, nella sala degli arazzi del Collegio Alberoni, in occasione del 174esimo anniversario della fondazione della polizia di Stato. È stata la sua prima festa della polizia a Piacenza, un momento istituzionale che ha offerto l’occasione per fare il punto sull’attività svolta e sulle sfide in materia di sicurezza.
«Sincera emozione»
«Provo sincera emozione: è la prima volta che, in qualità di questore, rappresento la polizia di Stato a Piacenza in questa ricorrenza ufficiale – sottolinea Bonafini –. Il titolo “Esserci sempre” sintetizza perfettamente l’attività svolta in questo periodo, segnato da tensioni internazionali che incidono sul nostro vivere quotidiano».
Il rapporto con la comunità, osserva il questore, resta centrale nell’azione della polizia: «I cittadini sono il nostro faro: il compito è restare vicini alla comunità, formare i giovani al rispetto civico e trarre insegnamento dal passato, nel ricordo di chi ha perso la vita o ha messo a rischio la propria incolumità per gli altri».
«Integrazione sì, ma…»
Guardando al territorio, Bonafini evidenzia le criticità: «Piacenza è una società laboriosa, fortemente integrata con le comunità straniere, ma è necessario porre attenzione ai giovani per prevenire fenomeni di devianza, che definisco delinquenza». Tra gli aspetti più preoccupanti, «la diffusione di immagini di armi sui social e la tendenza a sopraffare i più deboli». L’attenzione si concentra anche sul ruolo dell’Ufficio immigrazione: in una provincia dove circa il 20% della popolazione è straniera, «più saremo in grado di offrire servizi efficaci di integrazione, minori saranno le criticità future».
«Agenti più giovani»
Sul piano operativo, Bonafini illustra il rafforzamento dei controlli: «Importante lo sforzo della polizia di Stato a Piacenza, con il potenziamento del controllo del territorio grazie al lavoro delle volanti, sempre più giovani. Rilevante anche il rafforzamento dei servizi settimanali e ad alto impatto nei fine settimana, svolti insieme alle altre forze di polizia». Sul fronte investigativo, nel 2025 la squadra mobile ha sgominato una banda dedita allo spaccio composta da tunisini ed egiziani, ha condotto operazioni contro il traffico di droga e ha concluso un’indagine su una rete di spaccio di cocaina: «Sono stati inferti duri colpi alla criminalità per rendere la città più sicura». Sul versante preventivo, il questore cita strumenti come l’avviso orale, il foglio di via obbligatorio, il Daspo urbano, la sorveglianza speciale e gli ammonimenti per bullismo minorile: «Strumenti sempre più essenziali per evitare di intervenire quando un delitto è già stato consumato».
I DATI DELLA QUESTURA
La capillare attività di controllo produce risultati quotidiani: l’altra mattina una volante ha arrestato in via Garibaldi un giovane straniero dall’atteggiamento sospetto. Identificato, è risultato essere un egiziano di 19 anni che stava scontando una pena agli arresti domiciliari per una rapina commessa a Milano nel 2025. Processato con rito direttissimo, il giudice ha convalidato l’arresto con l’aggravante del braccialetto elettronico.
I numeri
Il bilancio 2025 della questura: 119 arresti (7 minori), 1.005 denunce (85 minori), 27.547 persone controllate, 6.552 veicoli controllati, quasi 3 chili di cocaina sequestrata oltre a mezzo chilo di cannabinoidi.
Una carrellata di interventi da parte di agenti che si sono distinti in servizio
● C’è chi afferra una ragazza nel vuoto a dodici metri d’altezza strappandola a un gesto estremo, chi in pochi secondi pratica una manovra salvavita liberando le vie aeree di un collega senza respiro, e chi con mesi di indagini silenziose contribuisce a smantellare reti criminali violente o organizzazioni terroristiche. Sono storie di decisioni rapide e senso del dovere: è questo il filo conduttore dei riconoscimenti conferiti ieri alla Festa della polizia.
Il gesto più eclatante vale la promozione per merito straordinario ad agente scelto a Pasquale Gammone: il 15 gennaio 2025, di fronte a una minorenne seduta su un’impalcatura con le gambe nel vuoto e pronta a lasciarsi cadere, l’agente — incurante del pericolo — l’ha afferrata proprio mentre si gettava, mettendola in salvo.
Sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, encomi a Michele Saglio, Massimo Rosato e Stefano Pezza per un’articolata attività giudiziaria conclusa con arresti per tentato omicidio, rapine, lesioni e traffico di droga. Ancora più ampio il respiro dell’operazione che ha portato agli encomi per Angela Sangeniti e Federico Savino: in collaborazione con la polizia spagnola, hanno contribuito a smantellare un’organizzazione jihadista con undici arresti per apologia di terrorismo, finanziamento e indottrinamento.
Non meno significativo il soccorso di Marco Fusari, che ha salvato un allievo agente praticando con prontezza la manovra di Heimlich. Le lodi completano un mosaico di operazioni: Nicolò Gallinari per l’operazione “Back in time” contro la pedopornografia (4 arresti); Vittorio Trecordi e Salvatore Formica contro spaccio e detenzione abusiva di armi; Luigi Castellani per il fermo di un rapinatore; Vittorio Marazzi, Camilla Nadini e Antonio Picazio per furti in appartamento; William Galeone e Antonino La Bianca per aver individuato il responsabile di una truffa romantica ai danni di una persona fragile.




