Estate, agricoltura, Brugneto e Trebbia:
Piacenza sarà di nuovo con le acque alla gola?

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di Roberta Suzzani – Piacenza è un territorio con un’anima economica prettamente agricola. E’ il nostro fiore all’occhiello, da sempre. Un’anima in crescita, anche se tra mille difficoltà.
Crescono gli investimenti in tecnologia e biodiversità con una capacita di spesa dei fondi del Psr del 110 per cento. Cresce la consapevolezza dell’importanza della sicurezza per cui sono stati spesi 270mila euro. Cresce il numero di giovani che scelgono questa strada difficile come via per il futuro. Crescono le “quote rosa”.
Cresce, e questa è una nota dolente, una certa preoccupazione per il futuro. Un futuro in cui l’Amministrazione provinciale, organismo da sempre al fianco del mondo agricolo come interfaccia con Bologna, subirà dei cambi di ruolo ancora tutti da definire.
Sul tavolo tante le questioni aperte. A cominciare dal protocollo d’intesa per la gestione delle acque della diga del Brugneto stipulato tra le Regioni Emilia Romagna e Liguria e la Società Mediterranea delle Acque spa nel luglio scorso.
Il protocollo, siglato a Bobbio, ha avviato l’attesa sperimentazione triennale che dovrebbe portare a Piacenza un totale di 4 milioni di metri cubi di acqua, ovvero gli attuali 2,5 milioni del disciplinare in essere e sino a 1,5 milioni di metri cubi di acqua in aggiunta. Un aiuto importante per il mondo agricolo piacentino se non fosse per quel “sino” che, da subito, ha fatto storcere il naso a molti.
Senza alcun vincolo, né soglia da rispettare ogni decisione in merito al rilascio “eventuale” dei 1,5 milioni di metri cubi di acqua in aggiunta è demandato alla società che gestisce le acque della diga del Brugneto, la Società Mediterranea delle Acque spa. E la decisione non è appellabile.
«Da subito abbiamo fatto presente alla Regione che l’accordo è insufficiente – ricorda l’uscente assessore provinciale all’Agricoltura Manuel Ghilardelli – Così si sono illusi gli agricoltori piacentini che da sempre devono affrontare il problema della siccità senza alcun appoggio da parte dell’organismo centrale. A quasi un anno dalla firma del protocollo la nostra attenzione al tema non è calata. Seppure la Provincia non abbia competenze specifiche nel campo della gestione delle risorse idriche non essendo seduta la tavolo della Cabina di Regia, la questione del Brugneto è in cima alle nostre priorità. Per il momento l’accordo resta in essere così com’è e verranno rispettate le indicazioni date, ma sono diversi i progetti in essere per un utilizzo corretto delle risorse idriche territoriali. A cominciare dal contratto di fiume per il Trebbia che porterà a una gestione più completa e soddisfacente del corso d’acqua senza dimenticare che la questione del minimo deflusso vitale resta ancora da risolvere».
Tante cose da fare. Poco tempo per farle. La legge Del Rio prevede infatti che l’attuale squadra amministrativa – presidente e giunta – resti in carica fino che fino a dicembre, senza indennizzi, per sbrigare l’ordinaria amministrazione. Dopo di che tutto passerà nelle mani dall’assemblea dei 48 sindaci, a cui verranno affidati compiti propositivi, consultivi e di controllo.
«Finché sarò in carica – continua Ghilardelli – continuerò nell’impegno preso con il mondo dell’agricoltura. Quella portata avanti da questa Amministrazione è stata una della gestioni più proficue e a dirlo sono i numeri. Siamo l’unica provincia in Regione ad aver una capacità di spesa dei fondi del Prs del 110 per cento. Visti i virtuosismi della nostra realtà, infatti, una volta usati completamente i fondi assegnatici la Regione li ha rifinanziati. Se non ci fosse stata da regia dell’Amministrazione provinciale difficilmente questo obiettivo sarebbe stato centrato. Grazie ai risultati ottenuti ne sono arrivati altri come logica conseguenze. E’ aumentato il numero delle giovani imprese. I nostri ragazzi scelgono sempre più spesso di portare avanti la tradizione del lavoro agricolo grazie a un supporto vero. Supporto che comprende anche l’aiuto alle imprese in difficoltà grazie al sistema di cambiali agricole per non parlare dei 270mili euro investiti per incrementare la sicurezza nelle aziende».
Un’eredità importante che Ghilardelli lascia un po’ anche a se stesso. «Essendo sindaco farò parte dell’assemblea dei primi cittadini. Porterò la mia esperienza e mi impegnerò per far sentire in Regione la voce del nostro territorio. Il nuovo Piano Strutturale Rurale dovrebbe essere varato entro l’anno, ma i tempi non sono certi. Il programma è fitto e il nostro impegno è assicurato. Non abbandoneremo il mondo agricolo».

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