Elezioni regionali: confermate le candidature dei consiglieri uscenti

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L’Emilia Romagna è un’altra cosa. Ripetono queste parole come un esercizio di training autogeno gli uomini del Pd, un mantra teso a scongiurare la catastrofe di gennaio, quando si voterà per il rinnovo dell’assemblea legislativa della regione divenuta simbolo della sinistra nel mondo e anche, doveroso dirlo, del buon governo. E’ un’altra cosa rispetto all’Umbria, già cuore rosso d’Italia, divenuto ora verde Lega: diversa dall’Umbria, L’Emilia, perché – come dice Stefano Bonaccini, governatore uscente e sicuro ricandidato – “partiamo da una condizione assai differente. Sia per le cose fatte sia per il progetto di futuro che noi abbiamo”. In Umbria, in sostanza, il centrosinistra ha mal governato ed è andato incontro a pesanti guai giudiziari, in Emilia Romagna no. Tuttavia, non nasconde e non si nasconde, Bonaccini, la durezza della sfida, “ma possiamo vincere” dice incoraggiando i suoi. Per la prima volta dagli anni settanta (quando le regioni furono istituite), dunque, la vittoria è in seria questione. Per questo dal governatore uscente in giù, Pd e alleati da qui a gennaio si giocano il tutto per tutto: licenziamento degli ultimi provvedimenti legislativi, tessitura di alleanze, ricerca di candidati in grado di catturare il consenso oltre il Pd. “Il mio – continua Bonaccini – è un appello a tutti: se non si vuole consegnare l’intero paese agli altri bisogna mettersi insieme. Insieme – specifica – per le cose da fare, non contro qualcuno”. Ora, anche se in questione il 26 gennaio ci sarà la regione e non il paese, è indubbio che un crollo dell’Emilia avrebbe conseguenze sul governo Conte. D’altronde, come sostiene Pierluigi Bersani, l’Emilia Romagna vale più del governo. Davvero l’ultima frontiera, insomma.

Gianluigi Molinari e Katia Tarasconi

Centrosinistra

E’ anche per questo che la tornata di gennaio vede una costruzione delle liste particolarmente attenta da Piacenza a Rimini. Per restare da noi, in casa Pd, oltre alle conferme dei consiglieri regionali uscenti Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi, tramontato il nome di Gianni D’Amo (che non è riuscito a mettere d’accordo tutte le anime del partito), la direzione ha ratificato le candidature di Giuseppe Biasini (ex direttore Arpae e già consigliere comunale negli anni Novanta), vicino alla galassia ambientalista, e di Benedetta Scagnelli, giovane segretaria del circolo Pd di Pontedellolio. Ci vorrà ancora tempo, invece, per definire la lista civica che il governatore uscente sta personalmente costruendo a rinforzo della sua candidatura: ci sarà quasi sicuramente Roberto Pasquali mentre sembra decadere l’ipotesi di Luigi Cavanna. Pasquali, sindaco di Bobbio per la terza volta, con militanze pregresse in Forza Italia e nella Lega (da quest’ultima si è allontanato qualche anno fa, e tuttavia nell’immaginario di molti resta un sindaco in quota Carroccio), si è ritagliato negli anni la fama di buon amministratore. Da sindaco ha accompagnato la crescita economica e culturale di Bobbio e ha conosciuto e apprezzato l’opera del governatore pidino Bonaccini che, a sua volta, ha conosciuto e apprezzato il lavoro di Pasquali. Nella recente intervista pubblicata dal quotidiano Libertà, Bonaccini non ha mancato ancora una volta di sottolineare la sua stima nei confronti del sindaco di Bobbio. Nella lista del governatore avrebbe dovuto esserci l’oncologo Luigi Cavanna ma pare che il direttore del dipartimento di Oncoematologia dell’ospedale di Piacenza sia orientato a declinare la candidatura preferendo proseguire l’impegno professionale.

Matteo Rancan

Centrodestra

Giancarlo Tagliaferri

Al lavoro per le candidature anche il centrodestra piacentino. Per quanto riguarda Fratelli d’Italia sembrano certi i nomi di Giancarlo Tagliaferri (i suoi manifesti sono già comparsi da giorni in città), Fabio Callori e Gloria Zanardi.

Per la Lega circolano i nomi di Matteo Rancan (pronti i cartelloni), Manuel Ghilardelli, Stefano Cavalli, Valentina Stragliati, Lorella Cappucciati e Annalisa Guglielmetti. In difficoltà Forza Italia. Il già arduo lavoro del commissario provinciale Jonathan Papamarenghi è reso ancora più tormentato da quello che alcuni definiscono un esodo di forzisti verso Fratelli d’Italia. In questo senso voci attendibili attribuiscono il ruolo di traghettatore all’ex senatore Agogliati. A Bologna, in caso di vittoria del centrodestra, lo attenderebbe una poltrona da assessore.

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