
Si è spento all’età di quasi 84 anni Corrado Sforza Fogliani, che lascia la moglie Maria Antonietta e la figlia Maria Paola. Banchiere, avvocato cassazionista, storico presidente della Banca di Piacenza, ex presidente della Confedilizia nazionale e dell’Associazione bancaria italiana, ha rappresentato un pezzo importante del mondo economico e culturale piacentino per oltre mezzo secolo. Pochi mesi fa gli era diagnosticato un male incurabile, negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate, tanto da portarlo alle dimissioni dal consiglio d’amministrazione della Galleria d’arte Ricci Oddi e dal Consiglio comunale di Piacenza.
Sforza Fogliani è stato anche protagonista della vita pubblica e istituzionale cittadina. Consigliere comunale di lungo corso, è stato eletto per il Partito Liberale negli anni della Prima Repubblica. Il pensiero di Luigi Einaudi è sempre stato il suo punto di riferimento intellettuale, la stella polare della sua attività professionale e politica. Proprio lo scorso giugno venne rieletto in Consiglio comunale con il “Terzo Polo-Liberali Piacentini”, per il quale si era candidato a sindaco, ottenendo l’8,3% dei voti, il Consiglio comunale dove ha militato politicamente per un trentennio.
Nato a Piacenza nel 1938, laureatosi in giurisprudenza all’Università Statale di Milano, è stato per anni vicepretore di Piacenza. È stato per lustri presidente di Sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Piacenza, che ha retto come presidente dal 2007 al 2009. Dal 1986 era stato presidente della Banca di Piacenza, carica che ha volontariamente lasciato nel 2012, rimanendone nel consiglio di amministrazione (che lo ha eletto presidente d’onore) e nel Comitato esecutivo dell’Istituto, di cui è stato eletto presidente fino all’ultimo. Dal 1991 era stato presidente nazionale della Confedilizia (già vicepresidente dal 1983) e anche qui lasciò la carica dopo venticinque anni, assumendo quella di presidente del Centro studi e di membro del Comitato di presidenza. Nel 2012 fu, con decreto del Presidente della Repubblica, nominato Cavaliere del Lavoro. Nel 2018 fu anche nominato Senior Advisor del Segretariato permanente per i Nobel per la Pace. Nel 2020 gli era stata attribuita la Targa della Pace dell’Associazione nazionale famiglie dei Caduti e Dispersi in guerra “per la difesa – a vantaggio del nostro territorio – della piacentinità dell’Istituto di credito da lui presieduto e la valorizzazione in tutti i suoi aspetti della tradizione piacentina e dei valori che essa porta con sé”.
Per sessant’anni è stato una figura di primo piano dell’economia e della politica cittadina. L’“avvocato” – così era chiamato a Piacenza un po’ come Gianni Agnelli – è stato fino all’ultimo, attraverso la Banca di Piacenza, anche un mecenate per innumerevoli iniziative culturali: dalle mostre ai restauri, dalle pubblicazioni locali alle ricerche storiche, dai convegni alle presentazioni di libri, passando per concerti e opere acquistate. Amava Piacenza e da tempo combatteva contro la “fuga” dal nostro territorio dei centri decisionali, ricordando spesso i fasti di epoca medievale, quando “i banchieri piacentini, che dominavano il mondo, finanziavano – contrapposti ai Medici – le guerre dei re d’Europa”.
A poche ore dalla sua scomparsa, non si è fatto attendere il comunicato di cordoglio della Banca di Piacenza di cui Sforza Fogliani è stato presidente. “L’amministrazione e la direzione della Banca, nell’esprimere la propria vicinanza alla famiglia, manifestano la volontà di dare continuità ai valori che il presidente ha sempre trasmesso e confermano, allo stesso tempo, l’impegno a mantenere la banca – che ha saputo rendere grande – autonoma, indipendente e al servizio del territorio di appartenenza. Un modo per colmare il grande vuoto lasciato in tutti noi”.
“Piacenza piange oggi la scomparsa di una personalità di altissima levatura, il cui lavoro costante per la crescita del territorio e la tutela delle eccellenze locali si è sempre accompagnato a una visione lungimirante, tesa a favorire non solo lo sviluppo economico, ma anche a proteggere e divulgare la ricchezza del nostro patrimonio storico-artistico e delle tradizioni in cui riconosciamo un’identità collettiva. La nostra comunità gli sarà sempre grata per il sostegno generoso alle iniziative culturali, di solidarietà e promozione sociale per le quali si è speso con sensibilità e consapevolezza; a queste sue doti si devono progetti di fondamentale importanza – dalla valorizzazione della Basilica di Santa Maria di Campagna al prezioso percorso di ricerca sulla piacentinità di Giuseppe Verdi, per citarne solo alcuni – scevri da ogni campanilismo ma volti, al contrario, ad ampliare gli orizzonti di una realtà di provincia, per spingerci a guardare oltre”, così ha detto la sindaca Katia Tarasconi, esprimendo il cordoglio dell’amministrazione comunale, al quale si sono uniti anche la presidente della Provincia Monica Patelli, i parlamentari piacentini, la diocesi, i partiti e le associazioni di categoria.




