
Sostenere la ricerca e diffondere un bagaglio di corretti stili di vita, sono gli obiettivi di Amop, Associazione piacentina malato oncologico, dal 2002 presieduta da Romina Piergiorgi. Più di vent’anni di impegno per l’associazione, fondata dal professor Luigi Cavanna, che ha svolto un prezioso ruolo di supporto nel sostegno della sanità pubblica. Infatti, la ragguardevole quantità di contributi che – attraverso donazioni e iniziative promosse per la raccolta fondi e il 5 per mille che le persone destinano ad Amop nella dichiarazione dei redditi – si avvicina al milione di euro.
Finanziamenti tradotti poi in formazione per altrettanti medici, infermieri, tecnici inseriti nel dipartimento oncologico. Ma non solo: è arrivato interamente da Amop, per esempio, il finanziamento della formazione degli infermieri di tutti i reparti per il posizionamento dei PIC, i presidi medici di cui necessitano i malati curati a domicilio.
“21 anni di grande impegno che si è concretizzato attraverso iniziative di sostegno alla ricerca medica – sottolinea la presidente Piergiorgi – e alla formazione degli operatori ospedalieri. È questo infatti il nostro primo scopo.
Un’attività intensa che ha in serbo anche progetti ambiziosi. Tra questi l’avvio di una scuola di umanizzazione che sarà di livello nazionale. Nella sede di via Luciano Berté (a fianco di piazza Cittadella con vista Farnese) si svolgeranno gli incontri legati a questo tema che è fondamentale nel rapporto con il paziente. Il via dell’ambiziosa iniziativa è previsto per la prossima primavera ed è rivolta ai medici oncologi che potranno arrivare da tutta Italia. Sarà infatti sostenuta da Cipomo (Collegio Italiano Primari Oncologi Ospedalieri) di cui il professor Luigi Cavanna è past president. Il medico piacentino durante tutta la sua attività come direttore di onco-ematologia nell’ospedale Guglielmo da Saliceto ha sempre sostenuto il ruolo fondamentale che deve avere l’approccio umanistico al paziente. “L’iniziativa della scuola che si intende realizzare a Piacenza vuole colmare un vuoto di formazione nel rapporto con il paziente. Concretamente questo aspetto può diventare un valore che si aggiunge la formazione scientifica di cui i medici e gli infermieri sono portatori”, spiega Romina Piergiorgi. Sarà dunque un percorso per mettere al centro il malato come persona e non come malattia, attenzione che sarà rivolta anche ai familiari tenendo conto dei problemi che devono affrontare nella vita quotidiana.

Un carnet ricco di iniziative
Dopo l’interruzione forzata dettata dalla pandemia – spiega Romina Piergiorgi – è arrivato il tempo di riannodare i fili interrotti cercando prima di tutto di rinsaldare i rapporti con i volontari che già rappresentano l’impalcatura dell’attività dell’associazione ma anche di avvicinarne di nuovi. Le possibilità di esprimere la propria sensibilità e di donare una piccola parte del proprio tempo a chi sta male, si può esprimere attraverso tante iniziative che si vanno riprendendo.
Da una decina di giorni, per esempio, sono ricominciate nel reparto di oncologia e nel day hospital oncologico le presenze dei volontari di Amop con il compito di dare sostegno ai pazienti presenti per le cure, aiutarli nelle loro richieste o, più semplicemente, essere disponibili a una chiacchierata che potrebbe alleggerire quel tempo – che a volte può sembrare infinito – di chi a letto o sulla poltrona attende che finisca la flebo della cura.
Sia in day hospital, sia in reparto e per quasi tutta la settimana, a turno i volontari garantiscono la presenza. In reparto poi, oltre all’ora del te, ogni mercoledì pomeriggio si sviluppa un corso di Arte terapia. “A questo scopo viene utilizzata una piccola saletta del reparto dove si sta insieme per un’oretta, un modo per chi se la sente, di alleggerire il periodo di degenza”.
Stili di vita e benessere
Accanto a questo – ricorda Romina Piergiorgi – hanno preso il via anche i corsi di meditazione tenuti da Elena Fiocchi (già svolgeva questo servizio di volontariato prima del Covid). Le lezioni si tengono il martedì dalle 19 alle 19,30. Contiamo poi di recuperare anche altre attività – prosegue – che avevano caratterizzato Amop alcuni anni fa e che puntavano al riequilibrio del benessere delle persone che avevano attraversato o stavano attraversando una malattia pesante come il tumore. Da Amop il sostegno finanziario il progetto Seta due che si svolge in ospedale. Promosso dalla dottoressa Mara Negrati diversi anni fa, si avvale della dottoressa Alessandra Vancini come nutrizionista. Un elenco ricco di appuntamenti quello programmato insieme alle psicologhe del reparto Michela Monfredo e Camilla Di Nunzio che comprende attività volte a sostenere le persone in un momento di difficoltà e di sofferenza.
Tra questo – ricorda Romina Piergiorgi – gli incontri dedicati all’estetica oncologica. Un problema che hanno tante persone sottoposte a queste cure. Quindi, grazie alla disponibilità di Federica Pegorini, estetista di Gragnano, si è avviata l’iniziativa che aiuta i pazienti a curare i riflessi negativi sulla pelle, sulle unghie delle tossicità delle cure a cui sono sottoposti fornendo i prodotti giusti che sono messi a disposizione con le risorse di Amopo. Un nuovo campo professionale quello di estetista oncologica a cui si approda dopo una formazione ricevuta grazie ad APEO (Associazione professionale di estetica oncologica) attiva a Milano. “Da settembre finalmente siamo partiti. Abbiamo atteso di superare tutte le difficoltà burocratiche – hanno occupato quasi sei mesi – e alla fine gli incontri hanno preso avvio. Si svolgono presso i locali del day hospital oncologico due lunedì pomeriggio al mese. È stato un successo perché il problema è molto diffuso e quindi si sta valutando la possibilità di ampliare il servizio”. Ripresi anche gli incontri “La forza del sorriso” – già in passato avevano ottenuto un buon successo di adesioni – e che si svolgono al martedì pomeriggio sempre nei locali del day hospital oncologico.
E poi nelle proposte di benessere, non può mancare il movimento con le Camminate insieme, perché muoversi è un toccasana per tutti e soprattutto per chi ha serie patologie da affrontare. Sono una new entry – segnala Piergiorgi – fino ad ora ne abbiamo svolte 5 e saranno sospese dopo il 10 dicembre per essere riprese a primavera. Per ora si sono svolte in città (tra Facsal, argine del Po, parco di Montecucco) ma contiamo di mobilitare anche i volontari presenti in provincia per creare una rete delle Camminate insieme. Accanto a queste idee che si sviluppano a diretto contatto con i pazienti ci sono le manifestazioni tradizionali per un’associazione. Si va dai vari incontri conviviali (se ne svolgono diverse in città e provincia da Travo a Rivergaro, da Agazzano a Pontenure ormai diventate delle “classiche d’estate”). E poi ci sono i banchetti. In questo periodo natalizio (sarà dall’8 al 24 dicembre) un banchetto Amop sarà presente al centro commerciale Gotico dove, in cambio di un’offerta alle associazioni presenti, si potrà avere la confezione regalo per un dono appena acquistato e tante altre occasioni come l’appuntamento con Babbo runner che si svolgerà in città il 10 dicembre in quattro piazze.
Se si volessero tirare un po’ di somme, cosa ha dato l’esperienza con Amop? “Tantissimo. È stata un’ esperienza forte. Al primo posto metterei tra i risultati positivi l’aver cercato di offrire a chi non sta bene idee e suggerimento per provare a stare meglio, ma è chiaro che per ottenere risultati ci vogliono tante persone che lavorano insieme. E posso dire che ci sono: a Pontenure, a Travo, a Rivergaro, a Cortemaggiore, ad Agazzano per citare solo alcuni paesi in cui Amop è attiva. Sì, l’aiuto rivolto ai malati e alle famiglie è un grande obiettivo e poi c’è il tema centrale: aiutare la ricerca. Quando siamo partiti, da poco avevamo in ospedale i reparti uniti di oncologia ed ematologia, con il lavoro svolto da Amop in questi anni si sono cercate risorse per dare una mano, come cittadini, al lavoro ospedaliero che ha potuto disporre di qualche fondo in più in tempi rapidi. Il cuore dell’associazione, che è di tutti, è questo sia che si doni molto sia che si doni 1 euro”.




