Disagio sociale in aumento, Caritas non va in vacanza

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Aumenta la povertà e con essa crescono le sfide che attendono il nostro territorio. L’emergere di nuovi bisogni sociali e l’inasprirsi di situazioni già critiche ha ampliato ulteriormente la forbice delle diseguaglianze. “L’aumento del costo della vita, le guerre e la crisi energetica mettono a dura prova il potere d’acquisto dei cittadini e contribuiscono ad aumentare il disagio sociale”, afferma il direttore della Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio, Mario Idda. Nell’ultimo anno si è allargata la fascia grigia di persone vulnerabili e sono in aumento le famiglie sulla soglia della povertà: “Nell’anno 2024 i contatti telefonici al Centro di Ascolto di via Giordani sono stati oltre 4.400 e le persone incontrate oltre 1.400”, afferma il direttore Idda, evidenziando un incremento di circa il 20% rispetto allo scorso anno. In questa prima parte del 2025 la Mensa della Fraternità ha erogato ogni giorno, circa 200 pasti alle persone in situazioni di disagio: “Ogni giorno i volontari preparano almeno 100 pasti a pranzo a cui si aggiungono circa una novantina di commensali a cena e una ventina di borse viveri donate quotidianamente”, afferma Idda che ricorda l’impennata di servizi negli ultimi anni. “Dal 2023 la Mensa di Via San Vincenzo eroga annualmente oltre 40.000 pasti, diecimila in più rispetto al 2022. Siamo a metà 2025 e stiamo riscontrando il medesimo trend, con richieste che non accennano a diminuire nemmeno nei mesi estivi e una forte crescita del numero dei servizi”. Il direttore Idda ricorda, infatti, che “solo tre anni fa la Mensa della Fraternità non effettuava il doppio turno e nei mesi estivi il numero dei pasti veniva dimezzato. Molte persone – aggiunge – riuscivano a trovare risposte alternative, si spostavano o ricevevano aiuti da familiari o altri sostegni. Oggi non è più così, in pochi anni è cambiato tutto”. Ne sono dimostrazione anche le borse viveri che mensilmente vengono preparate dai volontari della Caritas, che aiutano 360 nuclei familiari: “Consegniamo prodotti di prima necessità due volte al mese, per un totale di oltre 8mila consegne annue. Solo tre anni fa – sottolinea Idda – le borse viveri superavano di poco le 5mila unità”. Il direttore della Caritas piacentina evidenzia – a tale proposito –  una iniziativa di solidarietà che ha coinvolto recentemente diverse famiglie in condizione di difficoltà economica. Nei giorni scorsi, i soci di Lions Club Piacenza Host hanno donato 50 borse di prodotti alimentari alla Caritas piacentina: “Anche quest’anno – afferma il direttore Idda – Lions Club Piacenza Host ha dimostrato forte attenzione e vicinanza alle tematiche sociali del territorio con una importante iniziativa di solidarietà a sostegno delle famiglie in situazioni di fragilità”. I soci di Lions Club Piacenza Host – guidati dalla presidente Enrica Pili, hanno sottolineato l’importanza di sostenere l’impegno di Caritas e di fare rete sul territorio per rafforzare il benessere sociale della comunità e favorire un modello di convivenza inclusiva. Si muove in questa direzione il primo progetto di co-housing (coabitazione sociale) che sorgerà presso il convento di Santa Maria di Campagna. Un’iniziativa che la diocesi ha voluto indicare come opera segno per il Giubileo del 2025, come annunciato dal vescovo Adriano Cevolotto. Il progetto consiste nel trasformare una parte del Convento in un’abitazione condivisa per lavoratori precari, studenti, persone fragili inserite in un percorso di orientamento all’autonomia abitativa, grazie al supporto di Caritas, frati francescani e le Comunità pastorali del centro storico. I lavori di ristrutturazione sono in corso e la struttura dovrebbe accogliere 24 persone ma sarà aperta all’intera comunità per favorire la partecipazione attiva al volontariato e la corresponsabilità alla promozione del bene comune. “Accompagnare e animare le persone ad attivare relazioni fra loro consente di progettare e costruire processi di cambiamento verso il benessere della comunità. La sfida – avverte Idda – si gioca nella direzione di riportare la centralità dei legami all’interno della comunità come risposta privilegiata all’accompagnamento delle situazioni più vulnerabili, operando in logica di rete comunitaria”.

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