Di Molfetta apre, Pesenti chiude. Piacenza vincente e secondo

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Tre punti, finalmente.
Il Piacenza torna alla vittoria dopo tre giornate di digiuno e lo fa al momento giusto: i risultati maturati domenica pomeriggio, uniti al sacco di Alessandria, permettono infatti alla banda Franzini di salire al secondo posto in solitaria a una lunghezza dalla Carrarese capolista. Bene così.
Anche perché, l’Alessandria, si è dimostrata essere un avversario più che ostico, ma i biancorossi, guidati in difesa da un superbo capitan Pergreffi, hanno retto senza patemi eccessivi, per poi colpire al momento giusto.
D’Agostino schiera Bellazzini alle spalle del duo De Luca-Santini; il vice di Franzini (in tribuna per squalifica) Andrea Lussardi, invece, recupera Bertoncini in difesa si affida al classico tridente Sestu-Pesenti-Di Molfetta.
L’avvio è tutto dei grigi: Santini tenta la conclusione dalla distanza ma alza troppo la mira, mentre Sartore, da buona posizione, spreca calciando debolmente.
Gli ospiti non si scompongono e guadagnano campo sfruttando le sponde di Pesenti e gli inserimenti di Sestu sulla destra. E proprio Pesenti e Sestu sono i protagonisti del gol che sblocca il match al 18′: apertura del numero 9 per l’esterno ex Siena che lascia partire un cross teso, Di Molfetta controlla il pallone e, con una magia, lo spedisce alle spalle di Cucchietti.
L’esultanza dell’ex fantasista della primavera del Milan insieme alla panchina, rende l’idea del peso specifico della rete.
I piemontesi, prima del 45′, ci provano con Gatto, ma Fumagalli abbassa la saracinesca e si va al riposo sull’1-0 per gli emiliani.
Nella ripresa, gli uomini di D’Agostino alzano il ritmo : Bellazzini, Santini, Sartore e De Luca rappresentano una minaccia continua per la retroguardia di Lussardi, ma Fumagalli si conferma super e chiude lo specchio.
I biancorossi sembrano in difficoltà ma, al 71′, chiudono il match: filtrante di Della Latta per Barlocco che, toccato da Cucchietti, va a terra. Rigore e secondo timbro consecutivo per Pesenti.
Di fatto, la serata del Moccagatta, termina qui.
Un successo che serviva come l’aria per riprendere la corsa verso il sogno, oltretutto ottenuto davanti a un settore ospite (circa 200 i tifosi giunti dall’Emilia)
carico di colore e passione.
E ora, testa all’Arzachena.

Sasi

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