Dalla nebbia sbuca un grande Piacenza: recupera due reti e pareggia con il Renate 3-3

0

Piacenza – Renate 3 – 3 – La nebbia, le reti, le prospettive.

La nebbia rende tutto surreale. Il signore che mi precede all’ingresso viene bloccato dall’addetta agli ingressi. Smarrito chiede: “Non c’è la partita?” La signorina prima spiega che non è aperta al pubblico. Poi si mostra inflessibile quando le si argomenta che lui non è di quelli che fanno casino. In campo nebbia non ce n’è. Si vede bene, si vede subito che sarà una gara divertente. Renate pressa alto. Più difficile uscire, ma ci sono spazi. Lo spazio invece lo trova l’avversario dopo 15 minuti. È poco, ma la palla attraversa gambe a decine e si infila in porta. Bisogna aspettare un altro quarto d’ora per rivedere la parità. Azione perfetta sull’asse mancina, Visconti crossa, Corbari insacca. Tutto di qualità. Renate non demorde, è squadra portata ad offendere. Ci ingarbugliano con una ripartenza che trova mal piazzata la difesa. A Visconti non resta che parare in area. Vettorel è vestito in giallo, comandamento di Ricky Albertosi per neutralizzare rigori, ma non funziona. La nebbia sale, il secondo svantaggio scombussola. C’è una punizione contro da 35 metri. La traiettoria è veloce e dalla tribuna giudico precisa. Vettorel la battezza invece fuori. A volte spiace aver ragione. L’ex Galuppini, che sul rigore aveva mimato il gesto del “non esulto per rispetto”, si fa ammonire per la maglia tolta.

Dopo l’intervallo c’è Maritato in campo, la nebbia continua crescere. L’aggressivo Renate ha buon gioco sulle trame dei biancorossi. Altri due cambi: dentro Babbi e Pedone. Varia anche l’illuminazione del campo. Spengono gli abbaglianti, si capisce qualcosa in più. Si capisce che l’arbitro giudica bene il rigore non concesso agli avversari. Era azione disonesta. Entra Lamesta. Gli servono due minuti per suggellare l’intesa con Simonetti e mettere in mezzo una palla radente. Piomba Gonzi, svantaggio dimezzato. Quando nella bruma si alza il cartellino rosso per capitan Bruzzone, appare la fine dei giochi. Non consideravo il piede ispirato di Lamesta. Stavolta il traversone è alto, ma apre la prospettiva a Gonzi. E lui, nato a San Pietroburgo, con negli occhi la prospettiva Nevskij, non fallisce. Lunardon, dimenticando che non c’è pubblico, gli concede la standing ovation. L’addetto alla lavagna luminosa disobbedisce e scrive un numero di maglia diverso. La voce dello stadio si accoda e richiama un altro calciatore. Peccato non sia più in campo. Quindi tocca proprio a Gonzi uscire, ma è finita. Il carattere di questo Piacenza invece non finisce di stupire.

Protagonisti:

Vettorel: Il suo stile è funzionale per la squadra. Prende tre goal, due imparabili. Sulla punizione resta qualche dubbio perché non c’ha provato.

Visconti: Ha fatto un ottimo primo tempo, nel secondo era sotto la gradinata e tutto era invisibile.

Battistini: conferma il momento di forma eccellente.

Bruzzone: altra buona prestazione del capitano. Impreziosita da un colpo di testa fuori di niente. Decurtata da un’espulsione che gli toglierà il prossimo impegno.

Simonetti: Migliore in campo, era dai tempi di Manera che non vedevo un terzino ala così.

Palma: è fastidioso scrivere che è stato meno incisivo del solito. Ci ha abituato troppo bene.

Corbari: come una sibilla interpreta i segni e li predice. Vede l’azione, parte da dietro, segna.

Galazzi: molto bene anche ieri. Presumo sostituito per bilanciare il rapporto giovani-vecchi in campo.

Villanova: sorpresa di giornata. Corradi è in panca con problemi muscolari, a lui spetta il compito di surrogarlo. Non è facile.

Ghisleni: l’ho visto poco anche quando ci si vedeva.

Gonzi: è il nuovo Piovani. Mollare è parola che non rientra nel suo vocabolario. E siamo a quattro reti.

Sono entrati:

Maritato: gioca tutto il secondo tempo, quello della nebbia fitta.

Pedone: Giocava con Visconti sotto la gradinata, comunque bentornato Alex.

Babbi: lui lo vedevo un po’ di più, ha una sagoma meglio riconoscibile. Di sicuro gli attaccanti sono serviti a spiazzare i difensori del Renate.

Lamesta: sostituisce Palma, è mossa decisiva. Per fortuna stazionava sotto la tribuna e l’ho visto bene.

Saputo: quattro minuti al posto di Gonzi Juri.

I tamponi sono implacabili con Mister Manzo. Lunardon lo sostituisce anche per questa partita. Sul gol di Corbari ha mostrato un’esultanza da bomber. Quasi come quella di Galuppini dopo la punizione.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.