Dal Ddl Montagna 200 milioni per contrastare lo spopolamento: tutela della biodiversità e servizi per l’infanzia

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È stato definitivamente varato il Ddl Montagna, “Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane” promosso dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli. Prossimamente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’obiettivo alla base di questo provvedimento – approvato in Senato lo scorso 10 settembre – è quello di combattere lo spopolamento delle aree appenniniche e montane e favorirne il ripopolamento. Nel concreto, sono previste misure che promuovono i servizi per l’infanzia, nuove introduzioni per la polizia locale e tutele specifiche riguardanti i permessi per le attività di caccia. Per il triennio 2025-2027 è stato istituito il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit), che garantirà 200 milioni di euro da destinare agli interventi sugli enti collocati nelle suddette aree. Ogni tre anni i risultati saranno valutati e le strategie eventualmente aggiornate.

Per quanto riguarda la tutela della biodiversità, saranno avviati dei progetti straordinari di ricerca e monitoraggio sulla biodiversità nei parchi e nelle aree protette dei

Comuni montani con lo scopo di rafforzarne la tutela, anche incentivando la realizzazione di studi e attività tecnico-scientifiche finalizzate alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e fauna locali. Nello specifico, si riserverà particolare attenzione alla vulnerabilità degli ecosistemi nelle dinamiche di interazione tra uomo e ambiente, alla coesistenza con la fauna selvatica e all’adozione delle migliori pratiche per il monitoraggio, la conservazione e la valorizzazione della biodiversità.

Il provvedimento apre inoltre nuove prospettive sul fronte energetico. La gestione sostenibile dei boschi e l’utilizzo di legno e biomasse possono diventare un motore di economia circolare, riducendo la dipendenza dall’estero e garantendo autonomia energetica nelle aree non servite dal gas, anche attraverso impianti di teleriscaldamento.

A livello locale, la legge viene accolta come una risposta concreta alle esigenze della realtà montane e un sostegno per gli agricoltori. In provincia di Piacenza, le circa 3.000 aziende agricole di collina e montagna rappresentano non solo un presidio economico, ma anche una barriera contro l’abbandono e il degrado idrogeologico. Il direttore di Coldiretti Piacenza, Roberto Gallizioli, ha sottolineato come la montagna sia una risorsa per l’intera comunità, capace di generare occupazione, turismo enogastronomico e tutela ambientale. Per questo è necessario che i fondi arrivino rapidamente alle imprese e alle famiglie che ogni giorno vivono e lavorano in queste aree.

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