Crisi del commercio, proposte per il centro e la periferia. Struzzola: “Puntare sul web”

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piacenza commercio genericDopo un Natale 2015 che, per il commercio piacentino, non ha dato i risultati sperati, è ripartito il dibattito tra i rappresentanti delle istituzioni e i commercianti sulle strategie da seguire per rilanciare il settore. Il Comune di Piacenza, annunciando una nuova cabina di regia, vuole portare attorno ad un tavolo permanente i commercianti per discutere dei problemi del commercio al dettaglio in centro ma soprattutto in periferia. Rispetto alla cabina di regia di qualche anno fa per il rilancio del centro storico, che ha visto un finanziamento di 90mila euro dalla Regione e di 27mila dal Comune, il nuovo tavolo è alla ricerca di “risorse nel bilancio” spiega l’assessore al commercio Giorgia Buscarini. Molte sono le ricette per rilanciare il settore, come la migliore accessibilità del centro storico, o favorire il commercio di vicinato, soprattutto nelle frazioni, dove sono solo 24 i negozi per 11 insediamenti nei dintorni di Piacenza. Gli ultimi dati disponibili, vedono un aumento dei negozi di vicinato, passati da 945 nel 2014 ai 1.021 del 2015 (nella cintura esterna alle mura) ed anche dei negozi in centro, che passano da 803 a 853. L’incremento, tuttavia, è legato soprattutto a nuove attività aperte da cittadini stranieri, con una crescita (secondo dati della Camera di Commercio) di 71 unità nel 2015.. Tornando al dibattito sul commercio al dettaglio, negli ultimi anni, è cresciuta l’attenzione alle nuove possibilità fornite dall’e-commerce, avviando un acceso dibattito sui vantaggi (o meno) che potrebbero derivare dall’apertura al commercio online dei negozi tradizionali. Per Giovanni Struzzola, direttore di Unione Commercianti, l’e-commerce può essere un prezioso alleato per il negozio al dettaglio: “il servizio distributivo si muove in una realtà molto diversificata” spiega “negli ultimi anni si sono registrati significativi cambiamenti, indotti da crisi dei consumi e dall’evoluzione dei comportamenti di acquisto da parte dei consumatori”. In questo contesto, il commercio online, via internet, ha avuto crescite percentuali a due cifre: “Come può resistere il negozio di vicinato in un mercato sempre più concorrenziale?” si chiede Struzzola, che esorta i negozi “tradizionali” ad aprirsi al web, attrezzandosi con “ un sito internet che permetta al negozio di essere visualizzato come in una grande piazza”. Per Struzzola, il web deve essere un “secondo negozio” che metta in luce ad un pubblico molto vasto i punti di forza: “il commerciante dovrà sviluppare il web, pubblicizzando il proprio negozio, scegliendo il cliente tipo, passando alla vendita online con l’aiuto anche di piattaforme esterne”. Secondo Struzzola “Internet e il digitale stanno offrendo molte possibilità di crescita se si sapranno abbracciare, con flessibilità e capacità di adattamento al nuovo”. Roberto Maffi, titolare dell’edicola “Giardino” che aveva scelto a maggio 2015 di spostarsi dalla zona di Viale Dante, è invece di parere diametralmente opposto a quello di Struzzola: “Struzzola si sbaglia di grosso” spiega “evidentemente non conosce i dati reali, altrimenti saprebbe che a fare la parte del leone nel commercio online sono solo colossi come Amazon, Alibaba o aziende simili e non certo i piccoli commercianti, che traggono ben poco vantaggio dall’e-commerce”. I piccoli commercianti, secondo Maffi, quindi, sono troppo piccoli e legati al sistema tradizionale di vendita per poter trarre vantaggi significativi dalla presenza sul web, ma la situazione, secondo Maffi, è tale che spesso i piccoli commercianti “sono anche difficilmente quantificabili, visto che talvolta sono costretti al sommerso”. Per Maffi “fa rabbia vedere che chi dovrebbe rappresentare gli interessi dei piccoli e medi commercianti non capisca la situazione, viste anche certe figure rimediate nel recente passato in iniziative che avrebbero dovuto essere a favore dei commercianti.” Maffi, si riferisce, ad esempio, alla vicenda del nuovo parcheggio in Viale Dante: “in molti ricordiamo la foto di apertura, nel 2014, del nuovo parcheggio di viale Dante, presso la sede dell’ex caserma dei vigili del fuoco, in cui si trovavano, sorridenti, il direttore di Unione Commercianti Giovanni Struzzola, un sindacalista, la signora Alessandra Tampellini del comitato Viale Dante e gli assessori comunali Giorgio Cisini e Katia Tarasconi” spiega “era finita con il gestore che dichiarava: Chiuderemo a breve e l’assessore Cisini che spiegava: pensavamo ci fosse necessità di questo parcheggio ma evidentemente non è così, se non funziona lo chiuderemo”. “Ancora oggi” conclude Maffi “non si sa con certezza come finirà tutta la questione, di sicuro non con un parcheggio a favore dei commercianti”.

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