Cresce il turismo: trainano gli stranieri, Bobbio al vertice

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Nonostante il non brillante quadro macroeconomico generale che ha caratterizzato il periodo, il 2025 si è rivelato un anno positivo per il turismo piacentino. L’analisi dei dati a consuntivo realizzata dall’Ufficio Statistica della Provincia di Piacenza, conferma infatti – migliorandoli – i buoni risultati già visti nel primo semestre (Piacenz@ n. 48), con gli arrivi che passano da un tendenziale di +8,4% a un +9,7% finale, e le presenze da +8,4% a +11,4%, archiviando di fatto la deludente prestazione del 2024, quando entrambe le variabili avevano riportato variazioni in campo negativo (Piacenz@ n. 47). Il ritmo di crescita è risultato inoltre tra i più elevati nel panorama regionale, dove i turisti aumentano mediamente del 7,8% ed i pernottamenti del 3,9%. Piacenza, in particolare, condivide le performance messe a segno in questa occasione anche dalle altre province emiliane di Parma e Reggio, specialmente a livello di presenze turistiche.

Andando ad esplicitare i dati provinciali del turismo nel 2025, nel complesso degli esercizi ricettivi gli arrivi hanno raggiunto la cifra di 292.902, circa 26mila in più rispetto al 2024, mentre le presenze si sono attestate a 638.027, anch’esse in crescita sull’anno precedente, di 65mila circa. Si tratta in entrambi i casi dei massimi storici dal 2011. Più nel dettaglio, negli esercizi alberghieri sono stati rilevati 185.981 arrivi e 335.868 presenze, i primi sostanzialmente invariati sul 2024, le seconde in leggera flessione, dello 0,4% (-1.500 circa). Negli esercizi “extra-alberghieri” si è osservato invece un consistente sviluppo, sia a livello di arrivi (106.921, +32,2%, +26mila) che a livello di presenze (302.159, +28,3%, +67mila), e che va così a consolidare il trend ascendente degli ultimi anni . Dal punto di vista della provenienza, i turisti italiani sono aumentati del 9,1% a livello di arrivi (197.761, +16.500) e dell’8,6% in termini di pernottamenti (449.909, +35.600); di più i turisti stranieri, staccando un +11,0% per gli arrivi (95.141, +9.500) e un +18,7% per le presenze (188.118, +29.500).

A differenza dello scorso anno, possiamo quindi riscontrare (con l’unica eccezione delle presenze alberghiere) variazioni diffusamente positive per il turismo piacentino nel 2025. Il quadro è nel complesso soddisfacente anche nel confronto con il pre-covid, solo gli arrivi e le presenze del comparto alberghiero risultano al di sotto dei livelli del 2019. Da evidenziare anche in questo caso la performance del comparto extra-alberghiero, che supera adesso i valori pre-pandemici di ben il 76% a livello di arrivi e del 69% a livello di pernottamenti; bene hanno fatto comunque anche gli stranieri, cresciuti in media del 25-30 per cento. L’incidenza sul totale delle presenze negli esercizi extra-alberghieri è così aumentata dal 41,1% nel 2024 al 47,4% nel 2025 (era il 33,4% nel 2019), mentre l’incidenza delle presenze straniere è passata dal 27,7% al 29,5%.

I dati relativi all’andamento mensile delle presenze complessive nel 2025, messi a confronto con quelli del 2024, mostrano un diffuso miglioramento a partire da aprile, in particolare a giugno (+18,2%), luglio (+19,2%), agosto (+23,4%) e settembre (+15,6%), mesi molto importanti dal punto di vista dei flussi. Nel complesso del secondo semestre i pernottamenti (343mila circa) sono stati 44mila in più di quelli del 2024, con una variazione positiva del 15%, superiore a quella del primo semestre, che – lo ricordiamo – è stata dell’8,4%. L’analisi dei dati mensili delle presenze disaggregati per tipologia ricettiva evidenzia le ottime prestazioni del comparto extra-alberghiero, che mostra variazioni 2025-24 sempre positive, presentando in particolare incrementi molto elevati dei pernottamenti – compresi tra il 30 e il 40 per cento circa – nei mesi da aprile a novembre; ben diverso l’andamento del comparto alberghiero che, in sofferenza nel primo quadrimestre dell’anno, si riprende un po’ nel secondo (specialmente a luglio e agosto), per poi appiattirsi nel terzo. Considerando d’altra parte la provenienza dei turisti, nel corso del 2025 emergono soprattutto le dinamiche sempre positive degli stranieri, particolarmente ad aprile (+27,4%), giugno (+22,7%), luglio (+33,4%) e agosto (+32,4%); anche in alcuni dei mesi dove le presenze estere sono basse (febbraio, ottobre, novembre), si è verificato comunque un sensibile aumento rispetto all’anno precedente, vicino al 20%. Le presenze riferite agli italiani (che rappresentano nel complesso il 70% del totale), invece, hanno mostrato – in analogia con quelle del comparto alberghiero – un trend decrescente nella prima parte dell’anno, per recuperare nei mesi successivi, mettendo a segno variazioni in campo positivo nell’ordine del 15-20 per cento tra maggio e settembre.

Analizzando i principali flussi delle presenze turistiche dall’estero (188mila circa), i dati 2025 confermano che i tedeschi (con circa 23.700 pernottamenti, oltre 4mila in più rispetto al 2024), e i francesi (23.100, +4.400), sono stati i più assidui visitatori stranieri della nostra provincia; seguono romeni (13.400, +2.800), svizzeri (12.600, +1600) e olandesi (10.200, +1.500), poi Regno Unito (7.700, +700), Belgio (7.300, +300), Stati Uniti (6.000, +500), Spagna (5.900, +1.100), Austria (4.200, +800), Cina (3.600, +300) e Polonia (3.400, +900). Forte calo per i giapponesi (-32%, 1.000 presenze in meno rispetto al 2024), a cui si contrappone un raddoppio dei flussi per egiziani e norvegesi. Le presenze dei turisti italiani (450mila nel complesso) hanno fatto invece riferimento, principalmente, per il 21% alla Lombardia (oltre 92.000), per il 19% all’Emilia-Romagna (87.500), e per l’8% alla Campania (circa 41mila). Il resto delle presenze nazionali è andato, nell’ordine, a Piemonte, Lazio, Veneto (con una quota attorno alle 30mila ciascuna), Puglia e Sicilia (24-25mila), alla Toscana e alla Liguria (15-17mila), e quindi alle rimanenti regioni italiane. Nel corso del 2025 le presenze sono risultate in aumento (con incrementi compresi tra il 10 e il 20 per cento) soprattutto per lombardi, emiliano-romagnoli, veneti, toscani e piemontesi, al contrario di quelle imputabili a Sicilia (-14%), e Puglia (-1%), in diminuzione.

ANALISI TERRITORIALE – Per quanto riguarda gli aspetti territoriali, anche nel 2025 i movimenti turistici si sono concentrati per circa la metà nel capoluogo Piacenza (il 52%: 152mila arrivi e 331mila presenze), mentre ai comuni dell’Appennino ed ai comuni collinari è andata una quota attorno al 20% (56mila arrivi e 133mila presenze), ed ai rimanenti comuni della provincia (tra cui Fiorenzuola e Castel San Giovanni) la restante quota di poco meno del 30% (85mila arrivi e 174mila presenze). Rispetto al 2024, la maggior parte degli ambiti territoriali considerati guadagna turisti e presenze: Piacenza, dove le variazioni positive sono nell’ordine del 7-8 per cento (ma con l’alberghiero stabile e l’extra-alberghiero anche qui in crescita) ; soprattutto, l’area appenninica e la collina dove – al di là di qualche eccezione con il segno meno – si osservano diffusi incrementi “a due cifre” (come nel caso di Bobbio, del gruppo degli “altri comuni dell’Appennino Piacentino” e degli “altri comuni collinari”). Meno brillante è stata l’evoluzione degli altri due centri principali della provincia, Castel San Giovanni e Fiorenzuola: entrambi più o meno con lo stesso numero di turisti dell’anno precedente, il primo perde il 12% dei pernottamenti, il secondo non riesce ad andare oltre un +5% delle presenze.

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