Intravede il baratro di una clamorosa eliminazione dai play-off la Copra Piacenza, partita ad inizio stagione con il dichiarato intento di competere con le primissime, oggi tocca con mano una classifica che piange a dirotto violentata da un girone di ritorno da film dell’orrore. Quattro sconfitte consecutive senza racimolare punti, due soli set conquistati, una caduta libera incominciata guarda caso con la partenza ad inizio gennaio del palleggiatore titolare Valerio Vermiglio e che sembra non avere limiti con una squadra che almeno in campionato non sembra opporre la benche’ minima reazione o resistenza ad avversari nemmeno troppo invulnerabili: Ravenna, Monza e Verona sono formazioni che in condizioni normali Piacenza avrebbe addentato e sminuzzato a piacere, oggi paiono invece squadre fuori portata per i biancorossi. A Verona si e’ vista una squadra deficitaria in attacco in particolare con il trio di schiacciatori arrivati ad un massimo di un 39% di positivita’, peggio ancora ha fatto la difesa con Massari e Zlatanov addirittura sotto il 20%. Ci ha pensato Poey ad allungare la partita fino al quarto set con 24 punti all’attivo e soprattutto un ragguardevole 65% in attacco. Con questi numeri e con questo atteggiamento Piacenza rischia seriamente il tracollo, Molfetta capace di piegare Trento e’ scappata a +3, lo scomodo nono posto andra’ migliorato da qui alla fine della regular season affrontando un calendario terribile che portera’ i biancorossi ad affrontare in serie Macerata, Modena, Molfetta in trasferta , Perugia e Trento; considerando che Piacenza deve ancora effettuare il turno di riposo e prendendo atto del fatto che contro le prime 5/6 della classifica e’ utopistica fare punti, si puo’ intuire come l’accesso alla post-season passi per gli uomini di Radici principalmente dal prossimo impegno interno con Castello (obbligatori i 3 punti) e dallo scontro diretto del 15 marzo in terra pugliese. Ad oggi Piacenza deve guardarsi le spalle per non aggravare ulteriormente la propria povera graduatoria.




