Copra, le Radici di una crisi
I pro e i contro l’allenatore umbro

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radici copra 2014Alle.. Radici della crisi-Copra. Negli ultimi giorni si e’ avuta una contrapposizione tra parte del tifo che ha chiesto ormai apertamente lo scalpo dell’allenatore umbro e la societa’ che invece ha preso in maniera decisa le difese del tecnico scacciando subito le nubi di un possibile esonero. Certo la condizione economica non aiuta il team di Guido Molinaroli: un eventuale nuovo mister costa e pagare lo stipendio a due allenatori in un periodo di grave austerity non e’ certo indicato, cosi come risulta problematico trovare un coach di livello a stagione inoltrata in una squadra la cui annata e’ gravemente compromessa e per giunta con scarse garanzie per il futuro. E’ evidente comunque che un nono posto in campionato (con outlook negativo),l’eliminazione ai quarti di Coppa Italia e il passaggio risicato dei gironi di Champions con avversari tri i piu ’morbidi possibili, non possa rappresentare un bilancio roseo. Ma vediamo in un ipotetico “processo” le accuse e gli alibi della “Gestione Radici”:
A FAVORE DEL TECNICO:
1) CRISI SOCIETARIA: Sicuramente l’improvviso scoppio del Caso Ardelia ha rivoluzionato le aspettative della societa’,in poche settimane si e’ passati da obiettivi scudetto al rischio concreto di non terminare nemmeno il girone d’andata, in questa situazione la squadra ha comunque dato il massimo raggiungendo proprio nelle settimane di crisi piu’ acute il suo picco di rendimento e di risultati.
2) VERMIGLIO – LE ROUX: non e’ da tutti perdere in poche settimane la propria diagonale palleggiatore-opposto. Fino ad allora il siciliano e il francese erano stati tra i migliori in campo, rappresentando la spina d’orsale di tutto l’attacco piacentino. Sicuramente la loro perdita (soprattutto quella del palleggiatore) ha rotto gli equilibri tattici e tecnici della squadra.
3) CONDIZIONE FISICA: si e’ arrivato al clou della stagione con piu’ di un intoppo fisico, l’influenza di Tavares, la schiena di Poey, piu’ qualche acciacco che si trascina su una squadra non piu’ giovanissima non aiutano certo il tecnico a schierare una formazione al top.
4)CHAMPIONS LEAGUE: nonostante tutti i problemi la squadra e’ riuscita a raggiungere il play-off di Coppa Campioni ed entrare tra le piu’ forti squadre europee. Viste tutte le difficolta’ puo’ gia essere ritenuto un buon risultato. Considerando anche che l’impegno europeo toglie , in parte, energie fisiche e nervose.
CONTRO IL TECNICO:
1) ORGANICO: al di la’ delle defezioni in corso d’opera Piacenza ha un organico inviadiabile in Italia:4 centrali, due liberi e 4 schiacciatori permettono al tecnico di avere buone alternative in svariati ruoli. Se si aggiunge che la maggior parte degli atleti ha un albo d’oro nobile, non si giustifica il nono posto in classifica.
2)PREPARAZIONE ESTIVA: il Copra e’stata una delle poche squadre di vertice ad aver avuto la possibilita’di poter preparare la stagione al completo e senza infortuni, concentrandosi per tre mesi sull’unico obiettivo della Supercoppa. A chi sperava in un inzio di stagione sprint la delusione della sconfitta con la Lube ( con i primi due set non giocati) e il sorprendente netto ribaltone in casa con Ravenna.
3) ATTEGGIAMENTO IN CAMPO:la squadra sembra aver smesso di lottare, passino le sconfitte contro formazioni piu’ forti, ma quello che irretisce il pubblico e’ la mancanza di lotta ed intensita’ contro club di medio-basso livello. Quando i punti contano e le difficolta’ aumentano il Copra va puntualemente in crisi, lo dimostrano i tie-break, quasi tutti persi.
4) MANCANZA DI INFORTUNI: Radici ha quasi sempre potuto lavorare in partita ed in palestra a pieno organico, negli anni scorsi invece, non passava settimana che qualche atleta non si infortunasse. Appellarsi quindi alla sfortuna o alle defezioni sembra quantomeno fuori luogo.

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