
Giancarlo Pedretti: “Vendere un milione di forme di Grana Padano in più entro il 2028 è l’obiettivo del Piano strategico 2024-2028 nel segno della qualità, sicurezza, sostenibilità e inclusività».
La visione che guida la strategia del Grana Padano è quella di «diventare il formaggio simbolo d’italianità nel mondo – ha spiegato all’Assemblea generale del Consorzio di tutela del Grana Padano, il presidente Renato Zaghini – mentre i pilastri che ci guidano in ogni azione rimangono la qualità, la sicurezza, la sostenibilità e l’inclusività».
Lo ribadisce con soddisfazione Giancarlo Pedretti, presidente del settore lattiero caseario di Confcooperative e membro del Cda del Consorzio Grana Padano in rappresentanza della cooperazione.
I numeri 2024 che hanno misurato la performance a livello mondiale del Grana Padano sono stati davvero ragguardevoli nonostante i due mesi di calo di fine anno: un aumento totale del 3,27% in forme e del 3,51% in peso.
“Ora il mercato sta tornando in positivo – conferma Pedretti – in gennaio le vendite di prodotto marchiato hanno segnato un aumento dell’1,11% interrompendo la tendenza negativa che aveva caratterizzato novembre e dicembre.
Vendere un milione di forme di Grana Padano in più entro il 2028generando un miliardo di euro di nuovo valore, pari a un incremento del 27% rispetto al 2023, e arrivare a un giro d’affari totale di 4,7 miliardi di euro, è l’obiettivo del Piano strategico 2024-2028 approvato dall’Assemblea Generale del Consorzio del Grana Padano che si è svolta lo scorso 8 novembre.
Uno sforzo in questa direzione con l’obbiettivo di incrementare ulteriormente i consumi è l’aumento delle risorse a favore del nuovo Piano di Marketing e comunicazione. Si tratta di un investimento di circa 52 milioni di euro per la maggior parte destinati al mercato italiano nonostante sia in programma di aumentare gli investimenti sui mercati esteri.
Questo è un intervento che sta dando evidenti risultati, grazie anche al riposizionamento del prodotto e ad una rivisitazione delle metodologie di investimento promozionale. Ricordo che il Consorzio sarà sponsor dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 un ruolo all’altezza del nostro marchio: non dimentichiamo che il nostro è il formaggio DOP più consumato al mondo confermando il ruolo di ambasciatore del gusto italiano. Al tempo stesso, sottoscrivendo la partnership con la Fondazione Milano Cortina 2026, il Consorzio vuole consolidare lo stretto legame con il territorio, abbracciando integralmente i principi fondamentali della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, che ispirano anche i Giochi Olimpici Invernali”.
In quali paesi esteri si consuma maggiormente Grana Padano?
“In assoluto, la Germania: seguono Francia, Spagna, Paesi Bassi, Austria ed Inghilterra. Siamo comunque presenti in tutta Europa. Mercati interessanti dove aumenteremo il nostro impegno sono altresì gli Stati Uniti, Canada, Giappone e Sud America. Inoltre, tanno crescendo i consumi nei Paesi Arabi ed in quelli del Nord Africa”.
Il grattugiato e il senza crosta continuano la crescita che si registra da qualche anno?
“Sono segmenti in forte crescita: registrano indici annuali di crescita a due cifre non solo nel mercato interno ma anche all’estero. Sono prodotti che vanno incontro al cambiamento delle abitudini a tavola, dettate dalla gestione delle dinamiche tra famiglia, lavoro e tempo libero. Al successo contribuisce la sicurezza che acquistando una confezione di formaggio grattugiato, contrassegnata con il marchio del Consorzio Tutela Grana Padano, c’è l’assoluta certezza che all’interno non ci sia altro che Grana Padano DOP. Tale garanzia deriva dai controlli scrupolosi che l’ente di certificazione e il Consorzio stesso compiono su tutte le operazioni di produzione, porzionatura e confezionamento del Grana Padano DOP”.
Si può dunque affermare che il Grana Padano consolida la sua posizione di DOP più venduta al mondo. Torniamo a casa nostra per tratteggiare la produzione di Grana Padano nella nostra provincia
“Siamo la quarta provincia nella graduatoria della produzione: dopo Mantova, Brescia e Cremona. A Piacenza c’è una forte industria casearia che produce Grana Padano dando valore al nostro prodotto attraverso la lavorazione di latte locale.
Le società agricole cooperative mantengono un importante presidio sul territorio attraverso l’impegno costante alla ricerca della qualità e rispetto dell’ambiente su tutta la filiera. Più numerose quelle aderenti a Confcooperative”.
L’evoluzione tecnologica come sta influenzando il settore caseario?
“E’ un percorso inevitabile per migliorare il lavoro, soprattutto l’automazione ha alleggerito il carico fisico del lavoro: oggi le movimentazioni, soprattutto in magazzino, sono tutte meccanizzate e già in grado di gestire le forme fino alla formazione dei pallets”.
Dai robot all’intelligenza artificiale, come vi state preparando?
“Il Consorzio ha già fatto un contratto con una società che ci accompagnerà nella conoscenza e poi nelle applicazioni. In questa prima fase IA serve per ottenere riscontri immediati sui dati, per esempio il monitoraggio del mercato in tempo reale che ti permette la migliore gestione delle scorte”.
Affrontiamo le dinamiche che si muovono attorno alla continua ricerca della sostenibilità ambientale della filiera di produzione. A che punto siete?
“La grande sfida è sicuramente la ricerca costante della sostenibilità ambientale di tutta la filiera di produzione, dalle campagne alle stalle e poi ai caseifici. Non possiamo deludere le attese dei consumatori: ci chiedono rispetto per l’ambiente e trasformazioni sostenibili.
I caseifici aderenti a Confcooperative hanno convenuto una verifica volontaria che va, dalla certificazione del benessere animale nelle stalle che conferiscono il latte, alla sostenibilità della trasformazione nei caseifici. Il tutto all’interno di precisi e puntuali protocolli che garantiscono la tracciabilità del prodotto. Molto responsabilmente il nostro impegno deve continuare a svilupparsi in questa direzione”.




