#conlaculturasimangia – Le parole sono pietre. Nel bene e nel male

0

Tra gli effetti del Decreto Sicurezza – fortemente voluto dal ministro degli interni Matteo Salvini e votato in maniera compatta dai parlamentari della maggioranza gialloverde di Governo – ce n’è stato uno spettacolare: lo sgombero a tappe forzate del Cara di Castelnuovo di Porto, il secondo centro per richiedenti asilo più grande d’Italia. Qui sono stati per lo più smembrati nuclei famigliari seguendo la divisione per sesso ed età invece che per legami di sangue, qui coloro che andavano a scuola hanno smesso di andarci senza poter salutare maestri e compagni, qui coloro che lavoravano sono rimasti a casa da un giorno all’altro. Qualche sia il destino di ognuno di loro – e soprattutto: in che modo questa smobilitazione che getta persone in strada aumenterà la sicurezza di ognuno di noi – a oggi non è possibile dire.
O meglio: è possibile dire qualcosa su almeno uno dei 550 richiedenti asilo coinvolti. Si tratta di un ragazzo di diciannove anni di nome Anszou Cissé, bomber della squadra locale che milita nei dilettanti (del resto Castelnuovo è un paesone non molto più grande di Pontenure: siamo lontani chilometri luce dalla serie A). Qualcuno ha deciso di farsi carico di lui. Si tratta di “Open” (www.open.online), il nuovo portale di informazione varato da Enrico Mentana insieme a una redazione di giovani giornalisti. Saranno loro, anzi sarà lui, visto che Mentana ne è il solo finanziatore, ad aiutare economicamente Anszou Cissé, permettendogli di finire gli studi.
Tutto bene? No, naturalmente no. Non solo per quanto avvenuto a Castelnuovo di Porto, ma anche perché – nello specifico – tra i commenti all’iniziativa di “Open” ce ne sono stati vari sgradevoli. E uno sgradevolissimo proveniente da Piacenza.
Di cosa si tratta?
Intanto l’autrice: Silvia Pantano, medico chirurgo ormai da anni in pensione, in passato direttore del distretto sanitario della Val Tidone e nel 2014 candidato (perdente) a sindaco del Comune di Podenzano con la lista “Sicurezza e Futuro” che godeva del sostegno di Forza Italia, Lega Nord e Udc.
Poi il commento: “Il bestiame non viaggia su pullman super lusso…”.
Per la Pantano – che criticata (tra gli altri, da Selvaggia Lucarelli) ha tolto il commento: inutilmente, visto che internet è capace di memorizzare tutto e per sempre – i richiedenti asilo prelevati sono bestie. In quanto tali, non meritano pullman dignitosi. Dovrebbero essere trasportati in maniera più rozza. Dovrebbero essere maltrattati, insomma.
Pronta la replica dell’USL di Piacenza, che ha scritto in rete: “Ci dissociamo totalmente da quanto scritto da Silvia Pantano: il suo commento è profondamente ignobile e offensivo e i suoi contenuti ledono la dignità e la professionalità di tutti i nostri operatori – lo dichiara il direttore Luca Baldino. – La dottoressa, che si qualifica impropriamente come dipendete di questa azienda sul suo profilo Facebook, non è più direttore di distretto da oltre 10 anni e ha cessato la propria attività nel luglio 2011. Ho dato mandato immediatamente ai nostri legali di valutare quali possono essere le azioni da intraprendere a tutela dell’immagine del Servizio sanitario regionale e di quello dell’Azienda stessa”.
Abbiamo raccontato la vicenda per dire due cose.
La prima è questa: la Pantano si scopre si è diplomata al liceo classico “M. Filetico” e poi si è laureata e specializzata alla Sapienza. E se già eravamo in disaccordo con la vulgata dostoevskijana per cui “la bellezza salverà il mondo” (quale bellissima musica ascoltavano e facevano suonare le SS nei campi di sterminio… quali meravigliose opere d’arte collezionavano nelle loro case…), ci dobbiamo arrendere al fatto che neppure “la cultura salverà il mondo”. O meglio: lo salverà solo se genera civiltà e rispetto, perché se genera solo titoli per garantirsi un’occupazione, siamo punto e a capo. Nell’eterno tiro alla fune tra natura e cultura, la seconda vale solo se tiene davvero a bada la prima. Che nell’uomo sembra essere tutto tranne che benigna.
La seconda è questa: speriamo che i legali dell’USL procedano, e qualcosa accada. Perché ce l’abbiamo con la Pantano? No, in realtà di lei non ci importa nulla. Ci importa che passi il principio che le idee cambiano il mondo, anche in peggio. Che non solo le azioni, ma anche le esternazioni hanno conseguenze. Nel bene come nel male. E ciò che pensiamo e diciamo implica la nostra responsabilità. Nessun colpo verbale può essere sparato a salve. Le idee cambiano concretamente le cose. Lo sanno bene i tanti inglesi che hanno votato Brexit a casaccio, come fosse un gioco, salvo capire su Google quali ne fossero gli effetti soltanto il giorno dopo, come dicono le statistiche di quello stesso internet che davvero tutto ricorda.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.