Confindustria: serve una nuova diga
Expo 2015, il traino e il treno

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Fare presto, ormai, è necessario per far bene. Rovesciando un antico adagio, è il succo della 67esima assemblea di Confindustria Piacenza che, per quanto attiene all’ambito locale, ha messo l’accento sul successo del rapporto tra l’associazione di categoria ed istituti superiori e Politecnico, sui primi risultati dell’iniziativa ‘Adotta una classe’ (con l’apertura a Podenzano del primo asilo nido in zone industriali) e sulla buona partenza del progetto ‘Impresa compiuta’ per i giovani imprenditori, ma soprattutto sulla necessità di un collegamento veloce con Milano per Expo 2015 e, ripescando un’idea non nuova, sull’opportunità di una nuova diga in provincia per ridurre l’impatto sulle imprese dei costi dell’energia.
Nel corso del tradizionale appuntamento annuale degli industriali, svoltosi giovedì 14 giugno a Palazzo Gotico, il presidente Emilio Bolzoni – che ha ribadito il ruolo insostituibile del manifatturiero – ha anche richiamato gli amministratori locali alla non più rinviabile accelerata che per molte aziende, in questa fase di recessione, potrebbe equivalere alla differenza tra chiudere e sopravvivere ora ma anche a tornare ad essere competitive poi.
Centrali, secondo il presidente di Confindustria Piacenza, potrebbero essere il traino e il treno dell’Expo di Milano 2015. Il traino perchè Piacenza è nella zona che secondo gli studi sull’evento potrebbe maggiormente beneficiare dell’indotto del grande appuntamento (sempre che non salti tutto, verrebbe da dire, dopo le dimissioni del sindaco Pisapia da commissario straordinario), il treno perchè il tanto auspicato collegamento veloce (che il presidente della Provincia Massimo Trespidi ama definire “di qualità”) tra la nostra città e la città meneghina, con un cadenzamento ogni mezz’ora, “potrebbe – Bolzoni ne è convinto – migliorare la vita dei nostri pendolari e cambiare la prospettiva di crescita della nostra città”. Di rilievo anche il fatto che sia tornata a galla l’idea (rilanciata un paio d’anni fa proprio da Trespidi) di costuire una nuova diga in provincia, “perchè – è il caustico rilievo di Bolzoni – ad ogni iniziativa per produrre energia si oppone un comitato”: sulla proposta c’è da aspettarsi un vespaio di polemiche, ma il tema dei costi dell’energia prima o poi andrà affrontato anche pensando all’agitata querelle sull’acqua del Brugneto.
Per tutto questo, ovviamente, servono azioni più incisive già a Piacenza, inconciliabili con i riti da ‘manuale Cencelli’ che anche la travagliata composizione della Giunta Dosi ha mostrato essere ancora presenti a livello locale, però sul treno veloce le decisioni dovranno coinvolgere non solo Trenord e i gestori della rete ferroviaria, ma anche le Regioni Emilia Romagna e Lombardia. Per non parlare di Roma, con le riforme attese da Governo e Parlamento. Bastino gli esempi delle difficoltà nell’accesso al credito e dell’asfissiante burocrazia: un imprenditore che avesse la ‘pazza idea’ di avviare un’impresa con due soli dipendenti dovrebbe districarsi tra addirittura 40 (quaranta, non avete letto male) adempimenti. Bolzoni li ha elencati uno ad uno: chi ha orecchie per intendere, intenda.

 

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