
L’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia di Piacenza prende atto delle dichiarazioni
rilasciate dal presidente della locale Confcommercio Chiappa il quale, nel commentare il varo della
riforma fiscale, ha preso apertamente posizione contro l’opinione di Confedilizia in riferimento alle
misure che interessano gli affitti brevi.
Il Chiappa critica l’esecutivo per non essere andato fino in fondo sulla penalizzazione
fiscale delle locazioni brevi e si dichiara deluso per il mancato inasprimento della tassazione delle
stesse richiesto proprio da Confcommercio.
Il Chiappa tra l’altro considera gli affitti brevi solo nell’ambito turistico, mettendoli
apertamente ed espressamente in antitesi con la ricettività alberghiera, facendo di tutta l’erba un
fascio e tralasciando il fatto che le locazioni brevi vengono stipulate anche per motivi di lavoro o
con soggetti che devono accudire delle persone malate lontano dalla propria residenza.
Appare inoltre comunque evidente nelle sue affermazioni una enorme contraddizione. Egli
infatti si contraddice da solo quando prima manifesta la propria delusione per le mancate
penalizzazioni degli affitti brevi turistici e poi afferma che non si può fare cassa sul turismo perché
non si ottiene alcun beneficio.
Il fatto poi che gli appartamenti dei privati sono da considerarsi una risorsa anche dal punto
di vista turistico, affiancandosi appunto alla ricettività alberghiera – e Piacenza non si
contraddistingue certo per l’elevato numero di alberghi –, è proprio uno dei motivi per cui le
locazioni brevi non dovrebbero subire penalizzazioni.
Inoltre, il penalizzare gli affitti brevi anche solo per gli immobili successivi al primo è già
comunque di per sé stesso dannoso in quanto – oltre a essere inappropriato sul piano giuridico-
tributario – non aiuta di certo il rilancio dei piccoli borghi spopolati e delle aree interne,
affossandone le speranze di rinascita.
Il Chiappa pertanto fa esclusivamente l’interesse dei propri rappresentati, in particolare la
categoria alberghiera, non curandosi delle reali necessità della società odierna. Non
dimentichiamo che gli affitti brevi oltre a rappresentare un piccolo reddito integrativo per i cittadini
per contrastare la crisi economica in atto rendono – come abbiamo detto – anche un servizio dal
punto di vista sociale. Non tutti infatti possono permettersi di sostenere la spesa di un albergo per
alcuni giorni quando si ha la necessità di spostarsi per brevi periodi o per lavoro o per stare vicino
a persone ricoverate nelle strutture del nostro territorio.
La via corretta da seguire se si vuole favorire la locazione ordinaria, cosa che comunque
come abbiamo potuto vedere non è l’obiettivo del Chiappa, come abbiamo sempre detto non è
quella di penalizzare gli affitti brevi ma al contrario quella di agevolare fiscalmente il più possibile le
stesse locazioni ordinarie, soprattutto quelle a canone concordato, dando anche ai proprietari
maggiori garanzie sul rilascio degli immobili.




