Confcooperative Piacenza, Malvicini presidente: “Siamo pronti a cogliere occasioni e novità”

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Passaggio di consegne tra l’uscente Francesco Milza e il neo-presidente Fabrizio Malvicini

Fare il punto sullo stato della cooperazione piacentina e nazionale, ed eleggere il nuovo direttivo dell’associazione: questi gli obiettivi principali del Congresso di Confcooperative Piacenza, svoltosi il 15 febbraio scorso, nella cornice della Sala degli arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza, alla presenza di ospiti illustri come il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Nel pomeriggio, nell’assemblea dedicata ai cooperatori, è stato eletto il nuovo presidente di Confcooperative Piacenza, Fabrizio Malvicini, oggi vicepresidente delle Cantine Vicobarone, e già presente nell’associazione come consigliere e vice-presidente di Federagri. Malvicini, nato da una famiglia di agricoltori, ha sempre svolto la sua attività nel settore agricolo, nel 2000 ha fondato un’azienda agricola con il fratello, per poi approdare alla vicepresidenza delle Cantine di Vicobarone, e proprio per il suo percorso, il neo-presidente sente “il forte bisogno di puntare sulla conservazione del nostro territorio e sulle nostre specificità. Il tutto, ovviamente, senza dimenticare gli altri settori che fanno parte di Confcooperative”.Ancora da definire, invece la vicepresidenza, che dovrebbe comporsi di due figure. In nodo sarà sciolto nel corso del primo consiglio provinciale. Il neo-presidente è stato eletto per acclamazione, e i suoi primi ringraziamenti vanno a Francesco Milza, presidente uscente, che ha guidato l’associazione negli ultimi 12 anni: “sono sicuro di ricevere un’associazione forte in tutti i sensi” ha detto Malvicini, che precisa “il mondo della cooperazione si trova ad affrontare il periodo più difficile della storia moderna”. Il neo-presidente ha voluto, però, lanciare un messaggio di ottimismo: “è necessario porre l’accento anche sulle opportunità che possiamo sfruttare” spiega “in tutti i settori si aprono nuovi scenari, e noi siamo più pronti di altri a cogliere la novità”. E proprio sull’innovazione si focalizza il pensiero di Malvicini: “cooperare vuol dire saper cogliere e interpretare i cambiamenti” spiega, aggiungendo “l’obiettivo principale è di costruire un punto di riferimento per tutte le nostre imprese”. Durante l’assemblea pubblica in mattinata, invece, Francesco Milza, presidente uscente, partendo da un assunto tanto semplice quanto efficace “se il mondo fosse perfetto le cooperative non esisterebbero” aveva spiegato il ruolo che la cooperazione deve avere “rispondere ai bisogni della comunità, essere solidali, responsabili ed equi”. E per questo Milza ha elogiato la lotta all’illegalità che viene portata avanti anche dal Governo, ad esempio con la “legge sulle false cooperative”: è un passaggio fondamentale, spiega Milza “per far svolgere al meglio il lavoro della cooperazione, che va al di là della semplice impresa ma punta ad uno sviluppo sociale, che garantisca occupazione e crescita”. Talvolta, alcune cooperative, continua Milza “hanno sacrificato patrimonio e profitti per garantire l’occupazione” e sotto il punto di vista del lavoro, è apprezzato dal presidente di Confcooperative Piacenza, l’azione del Governo che “a prescindere dal colore finalmente si muove dopo anni di immobilismo”, anche se la recente riforma del credito cooperativo (che prevede, ad esempio la distribuzione di dividendi) per Milza rischia di “vanificare lo spirito cooperativo”.

Il nuovo consiglio direttivo
Il nuovo consiglio direttivo

Milza ha voluto sottolineare anche il rapporto con l’amministrazione comunale in questi 12 anni “un confronto franco e leale, soprattutto in relazione a EXPO 2015 e Urban Hub” ricordando come la cooperazione piacentina sia estremamente attiva e vitale, crescendo negli ultimi anni di oltre l’80 per cento, a fronte di una media nazionale del 14, ma non ci sono trionfalismi: “niente di miracoloso, anche noi abbiamo pagato dazio durante la crisi ma siamo riusciti anche a realizzare progetti e fusioni, come ConsiCopra, Rete Grana Padano o Coopworking”. Dopo Milza, ha preso la parola, sempre in mattinata, Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative che ha posto l’accento sul movimento cooperativo e sull’economia: “si sono messi al centro imprese e soci: l’Alleanza delle Cooperative, nata come coordinamento, si è evoluto in un progetto di alleanza più organica” spiega “ormai non esistono più le condizioni ideologiche per la divisione: al centro devono esserci la cooperazione buona e il servizio al paese”. Le cooperative, per Gardini sono “imprese con l’anima”e lavorano con etica e patrimonio intergenerazionali: “non chiediamo niente ai Governi, ma anzi, offriamo una visione diversa di società”. Gardini si è poi soffermato sulle questioni economiche spiegando come oggi sia “diventato più difficile fare banca, il denaro costa poco, si guadagna di meno e si rischia di più”. In un contesto mutevole, spiega Gardini “anche le banche devono cambiare: il credito cooperativo non deve cambiare ma attrezzarsi per continuare ad erogare credito”. Per Gardini le banche di credito cooperativo sono diverse dalla classica idea di banca: “se saltano, il territorio è impoverito” spiega “non è certo una banca dove il 97% del patrimonio è in mano alla finanza: deve difendere il territorio, anche se oggi è necessaria una rete di banche cooperative”. E sul decreto del Governo sul credito cooperativo Gardini ha le idee chiare: “non si può snaturare il credito cooperativo, spero ci sia dialogo con il Ministero dell’economia” spiega, aggiungendo “se sarà possibile distribuire gli utili sarà una pagina dolorosa per la cooperazione italiana”.

Il Ministro dell'economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan

Rassicurazioni a Gardini, arrivano però, dal Ministro dell’economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, ospite di prestigio dell’assemblea: “confermiamo il valore del credito cooperativo” spiega “ma è necessario superare alcune condizioni di debolezza strutturale integrando gruppi di banche, riducendo i rischi”. Il Governo, spiega ancora Padoan “sta lavorando per stabilizzare le banche e il credito, rimuovendo gradualmente le sofferenze, che stanno sbloccandosi”. Nel suo intervento, poi, il Ministro dell’economia, ha aperto con la notizia della firma del decreto sulla sospensione delle imposte per sei mesi, per i territori piacentini colpiti dall’alluvione del 14 settembre 2015, facendo, poi, un quadro generale: “la crisi da cui stiamo uscendo è profondissima” spiega “ma l’Italia l’ha affronta con le proprie sole forze, senza chiedere aiuti”. Padoan si è soffermato sulla cooperazione: “alcune forme di impresa hanno dato una risposta qualitativa, prima ancora che quantitativa, facendo leva sul capitale sociale” spiega, precisando come ci sia “attenzione crescente su forme di impresa cooperativa, che permettono di rilanciare sia il lato economico che sociale”. Le cooperative, spiega Padoan “dal 2008 si sono opposte alla crisi e oggi vanno verso una stabilizzazione che garantirà servizi e lavoro ai soci, rinunciando addirittura ai profitti di breve periodo”. Alleanze, fusioni, collaborazioni cooperative e incubatori d’idee sono, per Padoan strade per il futuro di giovani: “la sfida è partire dalla creatività dei giovani per trasformarla in reddito e stabilità”. In un periodo di grandi sfide per il nostro paese, come bassa crescita del PIL ed enorme debito pubblico, il Governo “vuole rimuovere gli ostacoli strutturali” spiega Padoan, il cui ultimo pensiero va alla cooperazione: “è necessario sfruttare la cooperazione sociale: il Governo c’è e vuole sostenere il vostro sforzo”.

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