
Daniel Negri confermato presidente provinciale: “Lavoro, Comunità e Futuro le prossime sfide di Confcooperative Piacenza. Auspico una comunità energetica rinnovabile per famiglie e imprese”
Settantacinque anni di vita. 104 realtà associate, dalla sanità all’agricoltura, dall’edilizia alla logistica. Nel 2022 – ultimo dato disponibile – più di 4mila occupati su un totale di oltre 5200 soci e un fatturato complessivo che supera i 495 milioni di euro. Quando si parla di Confcooperative Piacenza si parla di una fetta importante della vita economica, sociale e civile del nostro territorio. Ecco perché l’assemblea dello scorso 16 febbraio – la prima del post covid – oltre a sancire la conferma di Daniel Negri come presidente e a riconfigurare il consiglio provinciale che l’affiancherà per il prossimo quadriennio, è stata anche l’occasione per interrogarsi sulle grandi sfide che attendono il movimento cooperativo piacentino in relazione a tematiche come lavoro, lotta alle diseguaglianze, redistribuzione della ricchezza, emergenza abitativa, invecchiamento della popolazione. La sensazione è di trovarsi su una faglia sismica della storia, con le rivoluzioni green e digitale che a velocità accelerata stanno ridefinendo scenari e prospettive.
La cooperazione tra green e digitale – “Auspico che a Piacenza nasca una grande Comunità Energetica Rinnovabile, nello spirito di un mondo cooperativo di ispirazione cattolica che si muove fra economia condivisa e dottrina sociale della Chiesa – la riflessione in apertura di Negri -. La cooperazione scommette su questa progettualità che implica un patto fra piccoli e piccolissimi produttori di energia ed enti locali, fra tariffe incentivanti e contributi a fondo perduto che facilitano il compito. Serve alle imprese, per liberarsi da oneri energetici ormai quintuplicati, serve alle famiglie”. Parallelamente al binario della transizione verde, corre quello della digitalizzazione. “Che però rischia di essere la bomba atomica del futuro” ha commentato Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna, in occasione della tavola rotonda successiva alla relazione di Negri a cui hanno partecipato anche Vincenzo Colla, assessore allo sviluppo economico della Regione Emilia-Romagna; Alessandro Rossi, referente energia, ambiente e sostenibilità di ANCI Emilia-Romagna; Marco Becca, direttore di IFAB (International Foundation Big Data); Claudio Barbaro, Sottosegretario del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Un alto livello di competenze digitali, secondo Milza, consentirà infatti di “essere dieci passi avanti agli altri”, per questo servono processi democratici “per evitare di aumentare la forbice delle disuguaglianze”.
“Alla vigilia di uno tsunami nel lavoro” – Un’idea che si lega anche alla riflessione di Stefano Granata, presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà, anche lui intervenuto nel Salone degli Arazzi della Galleria Alberoni lo scorso 16 febbraio. “Siamo alla vigilia di un cambiamento che è uno tsunami per il mondo del lavoro – ha detto -. A causa dell’intelligenza artificiale, le prime proiezioni dicono che fra cinque anni il 75 % dei lavori di oggi non ci sarà più, ma cambierà anche il nostro modo di lavorare e di vivere nelle imprese. Già oggi l’organizzazione del lavoro è fortemente messa in discussione, con un mismatch elevato tra domanda e offerta. La cooperazione è dunque di fronte a una sfida importantissima, legata alla necessità di innovare i processi e l’organizzazione del lavoro. Insieme al contesto sociale, che è profondamente mutato, soprattutto dopo l’esperienza del Covid. Oggi le generazioni si identificano in un’altra idea di lavoro, noi cooperative nasciamo dal basso, da istanze di comunità e abbiamo interessi condivisi col territorio. Occorre investire nel cambiamento e nelle risorse umane perché sono le persone che operano nel cambiamento”.
Lo stato dell’arte della cooperazione piacentina – Persone che, con riferimento al territorio piacentino, Daniel Negri ha raccontato nella sua ampia relazione toccando tutti i settori di Confcooperative. A partire dall’assistenza ad anziani, fragili e svantaggiati, con in primo piano il tema dell’aumento delle tariffe delle rette giornaliere nelle strutture residenziali protette, parzialmente tamponato da un fondo extra recentemente messo sul piatto dalla Regione. “Non possiamo dirci pienamente soddisfatti – il commento di Negri -, i centri diurni per disabili e anziani sono stati esclusi dal provvedimento pur avendo avuto gli stessi rincari delle Cra. Abbiamo chiesto alle istituzioni del nostro territorio un impegno per la piena attuazione del codice del terzo settore”. Con una popolazione che invecchia, la cooperazione del futuro dovrà puntare sempre di più sulle professioni legate alla cura della persona. “Bene, in questo senso, il rinnovo del contratto di lavoro collettivo per i quasi duemila lavoratori delle cooperative sociali, si è gettato il cuore oltre l’ostacolo, ma – avverte Negri – si apre una stagione di difficoltà e insicurezze per le nostre imprese sul fronte della sostenibilità economica e finanziaria aziendale. Serve un nuovo patto pubblico-privato, se no il welfare rischia”. Luci e ombre anche per quanto riguarda il comparto agricoltura, che “conta sempre meno addetti ed è stretto da aspetti normativi e pressioni crescenti del mercato, ma vanta anche punte di eccellenza e prosperità come nella produzione del Grana padano Dop che si avvia ai 7 milioni di forme annue (5 già raggiunti) o nel Consorzio Co.Lat. e nel gigante “Terre Padane”, fra i primi posti in Italia per fatturato e ampiezza”. Anche la casa è al centro delle preoccupazioni del presidente di Confcooperative. “Il piano urbano generale (Pug) in via di costruzione a Piacenza se la deve vedere con la difficoltà di reperire alloggi in affitto per giovani e per lavoratori, migranti, famiglie. Appare importante rafforzare l’ufficio abitazioni, bene intanto aver sbloccato l’ex Manifattura Tabacchi che metterà a disposizione 140 alloggi in locazione e 70 nuovi di edilizia convenzionata in proprietà”. E poi cultura e turismo, settori “particolarmente colpiti dalla pandemia, ma oggi sempre più digitalizzati e con esempi validissimi quali CoolTour, il braccio operativo della Diocesi in ambito culturale, o Officine Gutenberg, realtà che ha l’obiettivo di favorire l’accesso alla cultura di categorie fragili”. Impossibile poi trascurare il settore della movimentazione merci, in un territorio a forte vocazione logistica come quello piacentino. “Sulla logistica Confcooperative ha chiesto la mappatura di tutte le imprese appaltatrici e sub appaltatrici del polo e la promozione di una lista bianca delle aziende virtuose del territorio – ha informato Negri -. Molte imprese sono state strozzate dalla concorrenza sleale: il contratto logistica e trasporti non produce lavoro povero, ma è un buon contratto assolutamente allineato se non superiore ai principali contratti di lavoro”.




