
“Più volte abbiamo citato il termine “resilienza” come parola che ben si adatta alla capacità di resistere agli urti e alle difficoltà del mondo cooperativo, che ha come “mission” il lavoro dei propri soci anche assottigliando le proprie riserve e le proprie marginalità. Oggi però un mix di problemi ci porta al limite di questa “resilienza”, in quanto si stanno andando a sovrapporre contemporaneamente diverse criticità estremamente complesse”.
Per Daniel Negri il secondo mandato alla guida di Confcooperative Piacenza – è stato rieletto all’unanimità durante l’assemblea di luglio 2020 – sembra aver assunto l’aspetto di una corsa ad ostacoli. Prima la “tempesta” del covid, poi, proprio quando sembravano aprirsi i primi spiragli di sereno, il conflitto in Ucraina, che ha acuito problematiche già esistenti sul fronte dei costi dell’energia e dell’accesso alle materie prime.
“Rincari energia e beni primari: difficile sopportare oltre” – “Le imprese cooperative attive nella gestione di servizi all’infanzia, disabili e anziani stanno uscendo dalla fase covid per entrare in una gestione “normalizzata” e hanno bisogno del massimo supporto degli enti committenti in una transizione non certo semplice, in quanto il servizio è offerto principalmente ad una utenza fragile – spiega Negri tracciando una panoramica dello stato di salute della cooperazione piacentina -. Le cooperative di produzione e lavoro, unitamente al mondo agricolo, stanno invece subendo un’ondata speculativa senza precedenti nei costi e nell’approvvigionamento di beni primari (materiali di costruzione, mangimi, fertilizzanti, ecc) che non può certo essere sopportata a lungo. Il problema energetico è ovviamente quello più evidente e i rincari eccezionali sono partiti ben prima della guerra in Ucraina, per poi riacutizzarsi pesantemente nell’andamento del gas e dell’energia elettrica di marzo che hanno toccato livelli devastanti. Costi che, lo ripeto, non possono essere sopportati a lungo: il governo sta lavorando sulla diversificazione nell’approvvigionamento nel gas, che è una cosa ovviamente giusta e condivisibile, ma rimane da capire però come rimarranno i costi nel breve e nel medio termine che, ad oggi, non giudichiamo sostenibili. Giustissimo puntare sulle rinnovabili – rimarca il presidente di Confcooperative – e sull’autoconsumo, ma così comunque non si risolve il problema nel breve tempo e, in ogni caso, il gas rimane essenziale sia nella produzione di energia elettrica che nei processi industriali”.
Confcooperative protagonista nel Pnrr – Un quadro complesso che non impedisce di guardare a progettualità ed interventi futuri. Confcooperative Piacenza è infatti tra gli attori protagonisti dei gruppi di lavoro che hanno presentato a fine marzo, nella sede della Provincia di Piacenza, i progetti candidati a ricevere un finanziamento nell’ambito dei bandi previsti dal Pnrr (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).
“Confcooperative – spiega Daniel Negri – ha portato il proprio contributo in tutti e tre i gruppi di lavoro, condividendo diverse iniziative con gli altri soggetti coinvolti”. Tra i settori privilegiati c’è senza dubbio quello dell’istruzione. “Abbiamo presentato numerosi progetti – informa -. In primis, uno sull’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica, rinominato “Una vita in cantiere”, volto a capire le potenzialità dei ragazzi e a valorizzarle attraverso una modalità di relazione collaborativa. E poi il progetto Rete dei Nidi d’Infanzia di Montagna, per favorire la frequenza dei bambini nei servizi educativi 0/6 anni del nostro Appennino, sostenere le famiglie nel delicato percorso di crescita dei figli, contrastare la tendenza a lasciare i territori rafforzando l’organizzazione dei servizi alla prima infanzia. Tali servizi, in assenza di azioni di sostegno, sono infatti caratterizzati da discontinuità o destinati a chiudere con un impoverimento irreversibile del territorio di riferimento. Quindi – continua Negri – un progetto di educazione finanziaria, finalizzato alla creazione di una cittadinanza consapevole ed inclusiva: è nata l’idea di realizzare una applicazione informatica per assicurare una azione permanente di educazione finanziaria per l’inclusione e l’innovazione sociale. Ma anche, in piena collaborazione con diverse altre associazioni datoriali (Confesercenti, Unione commercianti, Confindustria, CNA e soggetti territoriali), un progetto di sviluppo territoriale e turistico per la provincia e la città di Piacenza con la creazione di un Distretto Turistico sostenibile in cui Piacenza sia il principale hub in connessione con le sue valli, attraverso la realizzazione delle infrastrutture fisiche e tecnologiche e dei servizi necessari all’accessibilità e alla fruizione turistica e residenziale con lo scopo di favorire la crescita economica e sociale del territorio. Grazie a questa tecnologia implementata – conclude – si vuole dare sostegno alla residenzialità rurale e appenninica mediante la riqualificazione dei Borghi e degli immobili in disuso, con conseguente incremento delle attività commerciali circostanti e recupero delle microeconomie”.




