Washington Post: “Chat con dati sensibili e fuga di documenti della Casa Bianca”

0

Tra le informazioni diffuse impropriamente ci sarebbero planimetrie riservate della Casa Bianca e informazioni dettagliate dei piani di attacco in Yemen contro i ribelli Houthi

ROMA – Fuga di documenti e chat con dati sensibili. L’amministrazione americana, nelle ultime ore, è stata travolta dalle polemiche per due nuovi casi di mala gestione, che sfocia nell’incompentenza. Il primo, è quello rivelato dal Washington Post. Secondo il quotidiano infatti, sia sotto la guida di Joe Biden che di Donald Trump, funzionari governativi avrebbero condiviso in modo improprio documenti sensibili con migliaia di dipendenti federali, tra cui planimetrie potenzialmente riservate della Casa Bianca.

Secondo quanto emerso, i dipendenti della General Services Administration, l’agenzia che fornisce supporto amministrativo e tecnologico a gran parte della burocrazia federale e gestisce il portafoglio immobiliare del governo, avrebbero inavvertitamente condiviso una cartella di Google Drive contenente i documenti sensibili con l’intero personale della GSA, che ammonta a oltre 11.200 persone. Sulla vicenda, la scorsa settimana è stato fatto rapporto ed è stata aperta un’indagine sull’incidente informatico.

Ma la gestione delle informazioni è finita sotto la lente d’ingrandimento della stampa americana, anche per un altro episodio legato, questa volta, all’amministrazione Trump. Secondo il New York Times, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, avrebbe condiviso in una chat privata su Signal, informazioni dettagliate dei piani di attacco in Yemen contro i ribelli Houthi. Nella chat, erano presenti anche sua moglie, suo fratello e il suo avvocato. Su questi ultimi, il Nyt, scrive che entrambi lavorano al Pentagono, e non erano in diritto di essere messi a conoscenza di quelle informazioni.

New York Times: Hegseth mandò chat di guerra anche a moglie e fratello

Nuove ombre si allungano sulla gestione delle informazioni sensibili all’interno dell’amministrazione Trump. Secondo quanto riportato dal New York Times, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe condiviso dettagli riservati su un attacco aereo condotto a marzo contro i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, in una conversazione via messaggi che includeva non solo il fratello e il suo avvocato personale, ma anche sua moglie, Jennifer.

Il punto critico? Il canale utilizzato non era classificato. Una leggerezza che, secondo gli analisti, apre interrogativi rilevanti sulla tutela delle comunicazioni ad alto livello. La vicenda si intreccia con un altro episodio imbarazzante: lo scorso mese, The Atlantic aveva pubblicato dettagli sul medesimo attacco, rivelando che il direttore Jeffrey Goldberg era stato incluso per errore in una chat riservata sull’app Signal, nella quale figuravano alcuni tra i più alti funzionari della sicurezza nazionale.

Il Times, citando quattro fonti vicine ai fatti, conferma che anche in quel secondo gruppo di messaggi si discuteva del programma degli attacchi aerei. Ma non è finita. Secondo un’inchiesta parallela del Wall Street Journal, Jennifer Hegseth – ex produttrice Fox News – avrebbe persino partecipato a incontri sensibili con interlocutori militari stranieri. Un ruolo informale, il suo, ma tutt’altro che marginale, che riaccende il dibattito su trasparenza e l’affidabilità all’interno delle strutture di sicurezza americane.

Agenzia DIRE – www.dire.it

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.