Cgil, l’imbarazzante caso dei voucher
Baldini, Spi: “A Piacenza mai usati per i pensionati”

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Luigino Baldini
Luigino Baldini

I contestati voucher imbarazzano la Cgil. Quelli che il sindacato vuole abolire chiamando al voto tutti gli italiani e sempre quelli che Susanna Camusso ha paragonato ai pizzini mafiosi. Quei voucher che però lo Spi Cgil dell’Emilia Romagna ha utilizzano per il lavoro occasionale di pensionati attivisti nell’associazione. Ma le contraddizioni non finiscono qui. Alla Camera del Lavoro di Piacenza non sono mai stati usati eppure sembra esista una circolare arrivata da Roma nel dicembre 2015, e mai superata da direttive successive, che considera i voucher strumento giuridicamente idoneo per ricompensare i pensionati che tengono aperte le leghe sparse in provincia. Allo Spi Cgil di Piacenza, in pratica, secondo i vertici nazionali del sindacato, avrebbero sbagliato: per quei collaboratori avrebbero dovuto usare i famigerati voucher. Il sindacato dei pensionati guidato da Luigino Baldini ha ricevuto una visita a sorpresa degli ispettori Cgil che, poco prima di Natale, hanno controllato i bilanci verificando la correttezza di conti, rimborsi, contratti. Tutto in regola, come conferma il segretario Baldini: “La gestione, mia come quella del mio predecessore Tamer Favali, risulta sana sotto tutti i punti di vista”. Solo un po’ di imbarazzo per aver dovuto usare quei voucher per i pensionati che prestano servizio occasionale, in maniera saltuaria che per Baldini, però: “sono prestazioni di carattere volontario”. Mentre gli altri rapporti con i collaboratori pensionati impiegati nello Spi sono regolati con contratti co.co.co. Spiega così il segretario provinciale Spi: “Sono a conoscenza della circolare, che risale però a quando la campagna contro i voucher non era ancora così animata. Noi, però, i voucher non li vogliamo usare e abbiamo fatto di tutto per non usarli perché siamo contrari concettualmente. E ci siamo riusciti. Avremmo dovuto usarli? E’ una questione di coerenza e di opportunità. Sarà anche giuridicamente giusti utilizzarli per alcune tipologie di contratto, ma ritengo che oggi più che mai siano davvero inopportuni”.

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