
Il primo campanello di allarme mercoledì sera verso le 22. Una prima scossa di magnitudo 3,5 sentita in tutta la montagna piacentina, in particolare nell’alta val Trebbia e Aveto, con epicentro a Salsominore. Ma la paura è arrivata con lo sciame del giorno successivo. Giovedì mattina una forte scossa di magnitudo 4,2 alle 11:42, epicentro a Cerignale, seguita da uno sciame di altre cinque con intensità minore. Il sindaco di Cerignale Massimo Castelli ha dichiarato sui media nazionali: “L’abbiamo percepita come una scossa fortissima ma che è durata pochi secondi e questo ha impedito danni importanti. Credo che sia una delle più forti in assoluto che ci sia mai stata in questo territorio”.

Subito al lavoro i vigili del fuoco su tutto il territorio, in cui si evidenziano danni lievi. A Bobbio si segnalano cadute di intonaco nella scuola ma senza danni strutturali, e la caduta di una tettoia di cemento nella casa dell’ex sindaco Marco Rossi. Un po’ ovunque al massimo qualche crepa e alcuni cornicioni caduti, anche se proseguirà in questi giorni il monitoraggio, soprattutto nelle frazioni. Decisa dai sindaci la chiusura preventiva dei luoghi di culto in attesa della verifica su eventuali crepe come la chiesa di Cerignale, la cattedrale e il museo diocesano di Bobbio – in cui si segnalano danni a una via crucis in madreperla -, la canonica della chiesa di Zerba. A Ottone il sindaco Beccia ricorda che la chiesa di San Marziano era già stata danneggiata in seguito a scosse più lievi avvenute nel 2011, e pur non essendoci danni evidenti ha preferito emettere un’ordinanza di chiusura fino a verifiche della protezione civile.

Agli amministratori è arrivata una tempesta di telefonate dai proprietari di seconde case, impossibilitati a raggiungerle ma bisognosi di sapere di eventuali danni. Il prefetto ha escluso deroghe ai divieti di spostamento, demandando le verifiche ai singoli comuni e alla protezione civile, mentre i sismologi rassicurano che non sono previste scosse di maggiore entità.
Pochi danni alle abitazioni ma grande spavento per la popolazione, già pesantemente segnata dalla paura per il covid-19. Unanime da parte di tutti i sindaci delle aree coinvolte il senso di scoramento, il sentirsi impotenti di fronte a fatti più grandi di noi. Ieri la gente è scesa in strada per la paura di vedere crollare le proprie abitazioni, mai come in questo periodo viste come unico rifugio sicuro, con ulteriore angoscia e paura di perdere l’unica ancora in questi tempi bui.
Chiude ancora il sindaco Castelli: “Uno spavento enorme. Una sensazione bruttissima, e già lo stato d’animo non è dei migliori. Si somma sconforto a sconforto”.




