Si è aperta martedì 5 febbraio in Provincia la prima conferenza dei servizi per valutare l’ipotesi di una centralina idroelettrica a San Salvatore di Bobbio, alla presenza del progettista e di tutti gli enti deputati ad esprimere un parere sul progetto. Nell’occasione sono state depositate le quasi tremila firme raccolte finora dal variegato cartello di associazioni e cittadini che si è creato in opposizione al progetto presentato da un professionista di Genova, l’ingegner Flavio Friburgo.
Lo studio prevede la costruzione di una centralina in Trebbia, a San Salvatore di Bobbio, in un passaggio del fiume caratterizzato dai famosi meandri, un luogo amato da generazioni di amanti del fiume, non solo piacentini, e soprattutto tutelato da severi vincoli paesaggistici. La centralina, secondo gli ambientalisti, distruggerebbe senza remissione uno dei luoghi più belli della val Trebbia: sentieri destinati a divenire piste camionabili, acque torbide per almeno tre anni, innalzamento dei ruderi del vecchio sbarramento di due metri, in modo da creare un lago artificiale che occuperebbe un intero meandro, distruzione del tunnel che costituisce uno dei più bei punti di discesa per i canoisti di tutta Italia, e soprattutto uno dei pochi, superstiti rifugi per le sempre più rare colonie di pipistrelli.
Tutti i cittadini contrari al progetto sono stati invitati a partecipare al sit in di protesta organizzato davanti alla sede della Provincia.




