
Riprendono con entusiasmo le mostre di arte contemporanea al Castello di San Pietro per continuare il progetto della Famiglia Spaggiari iniziato ormai da oltre 20 anni: Dare visibilità agli artisti emergenti.
Il mim Museum in Motion, è la raccolta di opere private che compongono il museo e che testimoniano il continuo processo evolutivo della collezione improntata alla valorizzazione delle più significative espressioni artistiche dell’attualità.
Anche quest’anno il mim Museum in Motion (appunto museo in movimento o in continuo divenire) si presenta rinnovato nella scelta dei lavori esposti e riserva parecchie sorprese.Da domenica 10 luglio fino al 31 luglio nella saletta gialla è ospitata la esposizione delle opere di Paolo Capitelli, artista nato a Milano ma da sempre in val Nure luogo delle origini dei genitori.
Dipinge da sempre, le prime apparizioni in pubblico nel 1992, si distingue in premi e collettive, molte le personali sul territorio che lo accompagnano nella sua crescita.
Capitelli ci parla o meglio ci racconta di natura e del suo respiro. Da tempo infatti i vari personaggi che hanno riletto e scritto del suo lavoro hanno utilizzato temi come il “paesaggio”, “le nuvole”, “il mare”, “vegetazione”, “bosco”, in questa mostra entriamo nell’anima della natura, addirittura ascolteremo il suo respiro.
Il nostro artista, nostro perché piacentino e ci piace sottolinearlo, ci stupisce perché supera la visione figurativa della natura e ci consegna una prospettiva iconica in grado di
trasmettere la sua vibrazione intima, citiamo un passaggio del testo di Carlo Francou .”Pittura istintiva…in grado di orchestrare una sintesi visiva fatta di accenti romantici, rimandi a citazioni appena suggerite, con libertà di linguaggio, con sempre giovanile vigore…. E il suo respiro diventa un tutt’uno con il nostro respiro”
Il mim – Museum in Motion, nasce per volere di Franco Spaggiari che mosso dalla passione per l’arte antica e contemporanea ha negli anni dato corpo ad una collezione di opere che attraversa un ampio spettro di correnti, generi e stili, dal dopoguerra ai giorni nostri. Il museo inaugurato nel 2001 e battezzato dal critico Pierre Restany (1930-2003) che lo definì una realtà in movimento, è attento alle novità e in continua evoluzione.




