Caso Pertite, il voltafaccia sulla destinazione d’uso
Quando gli amministratori fanno flop

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pertite2Ha ripreso a dare battaglia il Comitato “Pertite-Bosco in città” e ne ha ben donde. Il voltafaccia operato celatamente dall’amministrazione comunale – che ha tradito gli accordi presi con il Comitato votando in Consiglio la realizzazione sulla ex Pertite di un “verde attrezzato”, che significa impianti sportivi sul 70% dell’area, mentre la richiesta concordata era quella di “verde pubblico”, cioè un vero e proprio Parco –  ha poche scusanti. Amministrare bene una città significa fare scelte chiare senza lasciare zone d’ombra, significa avere il coraggio di raccontare ai cittadini le cose così come stanno, anche a rischio di perdere consensi. Altrimenti – come lamenta il Comitato – gli amministratori prendono in giro la cittadinanza intera: “Non è solo un inganno per il Comitato, ma soprattutto un tradimento per l’intera cittadinanza. Più di 30.000 cittadini – prosegue il Comitato – hanno espresso attraverso un referendum la loro volontà che la Pertite, una volta acquisita, fosse interamente destinata a Parco e non cementificata attraverso soluzioni che di verde mantengono solo una piccolissima parte”.

Legittima o meno, la soluzione della destinazione a parco è quella che è stata inserita nelle linee di mandato 2012-2017 di questa amministrazione, un impegno assunto dal sindaco Dosi e sempre confermato dall’assessore Bisotti in tutte le dichiarazioni pubbliche, nonché negli incontri con il Comitato Pertite. Fino all’ultimo.

“Vogliamo ricordare – riprendono dal Comitato – che, mentre la proposta di destinare a parco la Pertite ha avuto un percorso di anni ed è sempre stata resa pubblica ogni sua fase, la decisione di far diventare l’area sede di impianti sportivi è stata assunta all’improvviso, senza alcuna discussione né pubblica informazione”. Il Comitato annuncia dunque il ritorno alla mobilitazione con volantinaggi, manifestazioni, striscioni di protesta.
Nel frattempo, 7 consiglieri comunali (Quagliaroli, Gabbiani e Tarquini del Movimento 5 Stelle; Tagliaferri, Bisagni e Rossi del Pd; Pallavicini di Sinistra per Piacenza), su proposta del Comitato, hanno presentato al presidente del Consiglio comunale una proposta di delibera il cui scopo è quello di modificare la tavola del RUE (Regolamento urbanistico edilizio) approvata l’11 dicembre 2015. La modifica riguarda il cambio di classificazione urbanistica dell’area: da verde attrezzato (impianti sportivi) a verde pubblico (parchi).
“Sensibilizzeremo la popolazione perché tutti dobbiamo impegnarci ad ottenere il cambio di destinazione dell’area – spiegano i referenti del Comitato –. Parlare di ‘verde pubblico attrezzato’ significa prospettare la creazione anche di impianti sportivi, coperti e scoperti, con relativi parcheggi, nel settanta per cento dell’area!”

Non propriamente quello che intendevano il Comitato e i trentamila piacentini che hanno votato per avere un bosco in città.

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