Carlo Capelli: “Perchè non sono stato eletto. Valentina Stragliati sindaco sotto tutela di Foti”

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“Preoccupanti i primi mesi di amministrazione, grande sviluppo della politica dell’apparire pubblicando regolarmente sui social testi e immagini, soprattutto sue foto. Di un programma e di una minima visione di futuro nemmeno l’ombra. Castel San Giovanni avrebbe bisogno di un rilancio, ma questi non sembrano essere i tempi..

Il risultato elettorale delle ultime elezioni comunali di Castel San Giovanni, che ha visto Valentina Stragliati avere la meglio su Carlo Capelli per soli 42 voti, cioè 21 votanti, è ancora oggetto di discussione in più occasioni. Non solo per l’esiguo vantaggio, ma soprattutto per le ragioni che vengono esposte dai votanti delle parti, entrambe di centrodestra.

L’indomani delle elezioni, non essendo riusciti ad avere un commento sul risultato elettorale dalla sindaca Valentina Stragliati, lo chiediamo ora a Carlo Capelli sconfitto di misura.

Circa quattro mesi e mezzo dal risultato elettorale consentono una valutazione a bocce ferme: quindi, più serena anche per chi ha perso.

“Una domanda giusta da fare a bocce ferme – esordisce Capelli – il tempo favorisce valutazioni più pertinenti ed equilibrate. Oggi possiamo dire, noi di Civiltà Castellana, di aver avuto molto coraggio a candidarci praticamente contro i rappresentanti del Governo: Salvini e Molinari, mentre Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, si è addirittura candidato per il Consiglio Comunale. Mentre Civiltà Castellana ha puntato sui programmi e sulle idee per una città migliore. Evidentemente qualcosa non ha funzionato, forse il nostro programma, con una visione almeno ventennale, è stato percepito troppo avveniristico: abbiamo analizzato le criticità a cui abbiamo dato risposte con proposte concrete…”

Per esempio?

“La viabilità verso il polo scolastico, problema che già avevo affrontato durante il mio mandato inserendo nel PSC una nuova bretella che univa la strada di Creta con quella della Moretta e programmando lo spostamento dell’asilo che è stato poi fatto dieci anni dopo. Inoltre, cercando di acquisire l’area dell’ex Manifattura tabacchi per farci un grosso parcheggio al servizio non solo del polo scolastico, bensì dell’intera città. Un progetto avveniristico frutto di una analisi dei bisogni di “Castello” e del recupero delle aree dismesse.

Dopo il parcheggio, un auditorium capiente adatto per eventi importanti: il palatenda non è adatto perché nasce a beneficio di eventi sportivi con una sonorità che ne limita l’utilizzo. Manca quindi uno spazio per i giovani, per un semplice concerto, ma anche un luogo di incontro importante per la cittadinanza: le uniche aree oggi disponibili sono il vecchio cinema o il teatro con una capienza non superiore ai 200 posti…

Potrei spiegare meglio tutti i punti del nostro programma, alla fine la differenza sostanziale l’anno fatto i 300 voti che ha messo insieme Foti andando contro il suo gruppo storico, penso a Bursi e Belli riferimenti a Castello del suo partito, entrando in una competizione puramente locale giocata all’interno dell’elettorato di centrodestra.

Diventa difficile comprendere cosa abbiamo sbagliato. Penso che Foti abbia considerato il fatto che la nostra amministrazione sarebbe stata molto autonoma, non succube delle scelte di altri. Tant’è che l’inserimento in giunta di un fuori lista come Catanei ha sorpreso tutti: infatti aveva lavorato alla formazione di una lista alternativa alla Stragliati e poi, a sorpresa è diventato vicesindaco. Conoscendone la personalità mi sembra evidente sia la lunga mano di Foti a tutela della Stragliati”.

Quando dice funzione di tutela cosa intende?

“Tutela nel senso di contenere l’avventatezza leghista che spesso emerge nelle valutazioni della sindaca nell’affrontare le problematiche che le si presentano quotidianamente: consideriamo che Valentina Stragliati è visceralmente leghista. Per esempio, sono state tolte le panchine dal piazzale di fronte alla chiesa, probabilmente perché venivano occupate da mamme straniere mentre i bambini giocavano in piazza…”

Quindi Foti sarebbe stato determinate non solo per il risultato elettorale ma anche per la formazione della giunta?

“Certo, sono riconducibili a Foti: Wendalina Cesario e Massimo Bollati già presenti nella giunta precedente e come già detto Catanei, voluto fortemente per il suo ruolo di controllo”.

Come valuta i primi mesi di amministrazione Stragliati?

“Dal mio punto di vista, potrebbero essere preoccupanti: la visione della sindaca è molto social nell’apparire continuamente su ogni intervento, e se qualcuno si permette di esprimere qualche parere contrario o divergente è in grado di chiamarlo a casa e chiedere spiegazioni.

E’ sicuramente positivo utilizzare i social per facilitare la possibilità di segnalare velocemente criticità da parte dei cittadini, ma passare il tempo sui social per fotografarsi e pubblicarsi tutti i giorni non lo è. Secondo me il sindaco dovrebbe dedicarsi ad una programmazione lungimirante della nostra città. Castello ha bisogno veramente un rilancio culturale, economico e sociale, soprattutto perché abbiamo il 25% di abitanti stranieri. Già dall’estate scorsa abbiamo avuto una chiara evidenza che ci sono due mondi diversi: un centro di aggregazione per stranieri in piazza e un centro di aggregazione per italiani in via Mazzini. Situazione favorita dalla giunta precedente, ma che sembra essere seguita anche da questa. Il problema non è comprendere cosa si deve vietare, ma quello che si deve fare. È un dato di fatto che Castello non ha più una sua identità chiara: centro di vita diurna animata da una gran voglia di vivere la città. Lo denotano le chiusure massicce dei negozi in centro, più di quaranta esercizi chiusi. Il mercato del giovedì è completamente finito, a causa della continua restituzione di licenze di vecchi ambulanti, il mercato non è più l’attrazione di una volta. Quello della domenica tiene, ma il livello qualitativo è molto basso. È vero che la crisi del mercato e dei negozi non è solo castellana, ma ciò non toglie che una buona amministrazione deve mettere in campo un progetto per rilanciarlo con una visione diversa.

Non è la chiusura del centro storico a favore di qualche evento che può determinare un rilancio. Prima devi trovare i parcheggi nel raggio di 10 minuti o 15, poi un decoro urbano adeguato, poi una stagione di eventi e poi si può pensare di chiudere. Prima di chiudere si devono creare i presupposti per un rilancio commerciale e anche sociale. È tutto concatenato: si ha una città sicura se è vissuta di giorno da chi va nei negozi; mentre la sera, grazie ad una illuminazione adeguata, da chi frequenta i bar. È la gente che rende sicura una città, non sono le telecamere. A dicembre presenteranno il bilancio di previsione e vedremo che tipo di città pensano di disegnare”.

Torniamo alle votazioni: alla fine il riconteggio delle schede non lo avete chiesto…

“No, abbiamo presentato un esposto perché aleggiava la possibilità di una compravendita di voti, ipotesi che ci è stata riferita. Ora sta alla magistratura verificare se sia vero o no. Sono indagini che richiedono tempo, vedremo”.

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