Caritas Piacenza: “Appello a creare una rete comunitaria”

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Il lavoro precario e l’emergenza casa impediscono una vita dignitosa a circa 5,7 milioni di persone in Italia. I dati – resi noti dal recente Rapporto 2024 su Povertà ed esclusione sociale di Caritas Italiana – evidenziano una crescita quasi ininterrotta di “nuovi poveri” negli ultimi dieci anni, con picchi eccezionali in seguito alla pandemia da covid-19. Piacenza riflette la situazione nazionale: “Al nostro Centro di ascolto – afferma il direttore della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio, Mario Idda – bussano alla porta nuclei familiari che avevamo accompagnato – negli anni pre-covid – ad uscire dalla situazione di povertà e a recuperare l’indipendenza economica. La Mensa della Fraternità – prosegue Idda – ospita ogni giorno circa 200 persone e i nostri dormitori Caritas sono al completo e non riescono a rispondere a tutte le richieste che riceviamo quotidianamente”. La fotografia scattata dal convegno annuale delle Caritas parrocchiali della Diocesi di Piacenza e Bobbio traccia un quadro allarmante e apre nuove riflessioni sulle esigenze che il particolare momento storico impone. “Sul nostro territorio – prosegue il direttore Idda – solo 1 persona su 3 (circa il 34%) riesce a riottenere la propria autonomia sociale in seguito a percorsi di accompagnamento e di ascolto”. La strada da fare è ancora lunga: l’emergere di nuovi bisogni sociali e l’inasprirsi di situazioni già critiche ha aggravato la situazione: “Per questo motivo siamo chiamati a fare di più e per riuscirci – sottolinea Idda – è necessaria una sinergia tra tutti i soggetti (enti, istituzioni, aziende, sociale) che operano sul territorio. Solo sviluppando precorsi integrati e capaci di offrire continuità possiamo trovare soluzioni al crescente disagio sociale. Oggi più che mai – prosegue Idda – è fondamentale creare una rete comunitaria che possa rispondere ad esigenze multiple e complementari riguardanti i temi del lavoro, della casa e della salute”. I dati sulle criticità attuali emergono da uno studio condotto dal professor Enrico Fabrizi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza presentato al Centro “Il Samaritano”, in occasione del convegno annuale delle Caritas Parrocchiali. Ai lavori della giornata ed alla tavola rotonda hanno partecipato – accanto al direttore di Caritas, Mario Idda – il prefetto Paolo Ponta, il vescovo di Piacenza, Mons. Adriano Cevolotto, il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Roberto Reggi, il direttore del Laboratorio di economia locale (Lel) dell’Università Cattolica, Paolo Rizzi. In tale occasione è stato presentato il volume “Trame di comunità” – a cura della giornalista Barbara Sartori (Il Nuovo Giornale), che riporta in copertina la frase dell’economista Stefano Zamagni: “La catena è formata da tanti anelli, ognuno dei quali rappresenta un indicatore di benessere materiale. Se un anello si rompe, tutta la catena crolla. La corda, invece, è formata da tanti fili intrecciati che rappresentano le relazioni. E’ più facile riannodare i fili della corda che non gli anelli della catena”. Da qui il tema delle “trame di comunità”: “Oggi è fondamentale – conclude Idda – riportare la centralità dei legami e delle reti all’interno della comunità. Solo così possiamo offrire risposte all’accompagnamento e all’ascolto delle situazioni più vulnerabili e sviluppare un’identità collettiva utile a trasformare la comunità in ‘forza generativa’. La forza generativa delle reti comunitarie”.

Convegno annuale Caritas parrocchiali: la fotografia delle emergenze

Sul territorio piacentino cresce l’emergenza casa: molte famiglie monoreddito o monogenitoriali vivono in situazione di costante precarietà lavorativa e necessitano di un alloggio. Il progetto “Casa tra le Case” – avviato nel 2016 – ha permesso di aiutare in otto anni, 425 persone (di cui 168 minori) a recuperare la propria autonomia, grazie a 31 appartamenti messi a disposizione da Caritas. La ‘Casa emergenza freddo’ alla Sacra Famiglia e la ‘Casa Don Paolo Camminati’ a Nostra Signora di Lourdes offrono supporto alle persone fragili attraverso percorsi di accompagnamento educativo e sostegno abitativo. Nel 2023 la Mensa della Fraternità ha erogato 42.600 pasti a cui si aggiungono i 14mila preparati nelle realtà di accoglienza (tra le quali il dormitorio “Il Nido”). A preoccupare non sono solo le situazioni emergenziali ma anche la cosiddetta “zona grigia”, in precario equilibrio sul filo della povertà: nel 2024 l’Emporio solidale – situato in via Primo Maggio, 62 – ha aiutato 944 persone (di cui 430 minori) per un totale di 235 tessere attivate. “L’emporio non è solamente un supermercato solidale in cui poter fare la spesa con una tessera agevolata ma è un polo di relazioni per le famiglie che rischiano di scivolare sotto la soglia della povertà”, afferma il presidente, Mario Idda, che evidenzia il supporto degli sportelli di orientamento al lavoro, di sostegno psicologico e di gestione del bilancio familiare.

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