I dati del dossier Caritas sull’Osservatorio delle povertà e delle risorse tracciano una realtà da cui non ci può sottrarre e neppure far finta di nulla. Nel 2013 le famiglie aiutate nei servizi Caritas sono state 700, 5mila le borse viveri consegnate, 98 gli ospiti accolti e 2830 gli interventi che comprendono la cena, una doccia, un letto in cui riposare e la colazione. Dati in linea e in alcuni casi in lieve aumento rispetto allo scorso anno, segno che un miglioramento, seppur minimo, non c’è stato. In tutto sono state 1700 le persone che hanno bussato alla porta della Caritas. Di queste, 500 hanno un volto nuovo, sono le cosiddette “nuove povertà”, uomini e donne che fino a pochi anni fa sapevano far fronte autonomamente alle necessità della famiglia, ma che oggi, per colpa della perdita del lavoro o di una relazione finita male, hanno perso la fiducia in loro stessi e si vedono costretti a chiedere un aiuto, spesso loro malgrado. La Caritas arriva in questi momenti quando tutto sembra perduto, spesso è vista come l’ultima spiaggia; l’impegno dei volontari è quello, non solo di offrire un pasto caldo, una doccia o un letto, ma soprattutto quello di accompagnare le persone, sostenendole nel loro disagio con la speranza di superarlo. “Il nostro compito – spiega Giuseppe Chiodaroli direttore della Caritas diocesana – è quello di sostenere le persone, non solo attraverso le borse viveri, che peraltro sono aumentate, i pasti alla mensa della Fraternità, ma soprattutto accompagnarle e aiutarle ad avere fiducia in loro stesse. Qui da noi arrivano uomini e donne cadute nella disperazione di non poter più dare un pasto ai loro figli- continua il direttore – sta a noi rimotivarle per farle rialzare”. A questo proposito diventa fondamentale valorizzare le loro capacità: la Caritas da qualche anno ha avviato un laboratorio di falegnameria, un altro per le donne in difficoltà impegnate in lavori di artigianato e cucito. Ma come sappiamo nel periodo invernale spesso la Caritas si trova a dover fronte all’emergenza freddo; a breve verrà aperta un nuova struttura nei locali della parrocchia della Sacra Famiglia. Un luogo d’accoglienza dedicato alle persone senza tetto, a coloro che, nonostante le temperature rigide dei mesi invernali, sono costretti a dormire fuori perchè non hanno un tetto. Grazie all’8 per mille la Caritas ha ristrutturato gli spazi attigui alla canonica di via Montebello creando otto posti letto che si vanno ad aggiungere ai dieci del dormitorio della sede di via Giordani, alla strutture di Cà Torricelle e al dormitorio femminile Sant’Anna sullo Stradone Farnese.
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