Piacenza Calcio: il Mister schiera i giocatori migliori contro il Grosseto

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Quasi una riunione famigliare la riapertura dello stadio. C’erano 700 posti disponibili, non so se li hanno occupati tutti. Agli ingressi tutto è gestito seguendo il protocollo anti contagio. Tempi di attesa più lunghi e va bene così. L’ingresso delle squadre è una forma di liberazione. Dopo mesi complicati, dopo un campionato troncato, tornare alle consuetudini è solo salute. Mister Manzo, rispetto alla gara di coppa, lascia l’abbigliamento sportivo (tuta) e si presenta in panca con l’abito intero griffato Bulla. Mister Manzo, rispetto alla gara di coppa, schiera i pezzi migliori. La squadra non è trasformata, ma le differenze sbucano evidenti. C’è più precisione negli appoggi, c’è più senso nello sviluppo del gioco.

Siamo plausibili ecco. Un paio di oneste infilate corrispondo ad altrettante palle gol, mentre Grosseto non si registra nei pressi dell’area piacentina. Il primo tempo si chiude con una punizione di Palma sventata in angolo. Il portiere toscano, oltre a buone parate, esibisce una divisa viola Fiorentina. Sensazioni? Positive. Negli spogliatoi la quiete è turbata dalla scaramanzia. Scopriamo di soffrire della stessa allergia al viola che caratterizza l’Ingegner Semenzara, il Mega Direttore Clamoroso. E gli eventi precipitano. Vettorel risolve a proprio (e nostro) favore un rigore in movimento. Sulla battuta d’angolo conseguente, Grosseto passa. Può essere che non fossimo piazzati al meglio, però è sempre difficile capire cosa succede quando la palla schizza. Molto difficile anche perché non vuoi credere a quello che hai visto. Mister Manzo comincia a pescare dalla panchina.

Cambiare è arduo. Devi bilanciare i giovani in campo, le strategie da seguire, i ruoli disponibili, le combinazioni astrali. Morale: cinque sostituzioni non producono un tiro in porta. Grosseto pareva squadra alla portata, invece diventa insuperabile. Si stringono al vantaggio come ossessi. Lasciano scorrere il tempo come sfaccendati. E quando il triplice fischio è a un giro di lancetta, raddoppiano come navigati. A fine gara i biancorossi vanno a salutare i distinti, c’erano sì e no cento persone, ma il rito è il rito. Poi sfilano davanti alla tribuna. Guardando l’erba, consapevoli che qualcosa è mancato.

Protagonisti:

Vettorel: è un paratutto col gusto per le uscite. Se posso un consiglio: uscire è pericoloso, bisogna calibrare per bene.

Visconti: l’esordio in campionato ricalca quello di Zecca, non quello di Inzaghino.

Battistini: ha già giocato la C, sa che se c’è da sbrogliare si sbroglia. Assioma valido per tutte le categorie tra l’altro.

Bruzzone: la prima fascia di capitano è sua. Mi è piaciuto.

Simonetti: per ora i terzini provano a prendere confidenza col ruolo. Rischiano poco la giocata, rischiando già molto quando la palla è dell’avversario.

D’Iglio: il capitano è Bruzzone, ma poi a parlare con l’arbitro è sempre lui, perché è dappertutto. Ci sa fare.

Palma: si fa voler bene nel primo tempo, poi segue la truppa nel declino.

Lamesta: mercoledì ha fatto meglio. Troppo lieve il suo apporto.

Pedone: ha la corsa del calciatore professionista. Ha una buona occasione, esce di poco.

Babbi: il nome di un’ottima crema spalmabile alle nocciole.

Flores Heatley: inizio promettente, vola la fascia, dribbla, pressa. Nel secondo si perde col suo dribbling.

Sono entrati:

Daniello ha la maglia n.17 e il retropassaggio non gli garba.

Siani: modica quantità di minuti disponibili.

Corbari: idem.

Maio: nell’unica azione disponibile, difende palla e la mette a modo in area. Mi sarebbe piaciuto vederlo ricevere quella palla.

Galazzi: modica quantità di palloni giocabili.

Mister Manzo: è sincero. Ha visto quello che abbiamo visto noi: poco.

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