di Viola Sturaro – Neanche il tempo di assorbire il dispiacere per il mancato scudetto che arriva la prima stangata in casa Piacenza Calcio.
A recapitarla il giudice sportivo della Lega Nazionale dilettanti, con un comunicato tanto duro quanto inaspettato: una partita a porte chiuse e duemila euro di ammenda.
Il tutto a causa del comportamento scorretto di alcuni tifosi durante la finale disputata a Viareggio; la società viene ritenuta oggettivamente responsabile di quanto si legge nel comunicato ufficiale: “lancio di due bottigliette da mezzo litro all’indirizzo di un assistente arbitrale che cadevano sulla pista di atletica; lancio di due bottiglie piene di acqua che cadevano nei pressi della linea perimetrale del terreno di gioco, nonché lancio di un calcinaccio della lunghezza di 20 centimetri che cadeva all’interno del terreno di gioco senza colpire alcuno ed infine una bottiglia da un litro e mezzo che cadeva sulla pista di atletica”.
Sulla decisione ha indubbiamente pesato la recidività dei fatti raccontati, dati i precedenti occorsi sia nel 2013 che nel 2014.
Il Piacenza farà sicuramente ricorso verso una sanzione ritenuta indubbiamente esagerata, ma è comprensibile lo sfogo a caldo del Presidente Onorario Stefano Gatti, che si è detto stufo e deluso da tali comportamenti.




