Il business lo fa con l’acciaio e la tempra è quella. Ma la sua principale virtù luccica come un altro metallo ben più prezioso. Stefano Gatti (nella foto) – se nessuno se ne fosse accorto – sta riuscendo a centrare due obiettivi che di questi tempi non sono mica robetta. Da vice presidente del Copra Elior sta covando il secondo scudetto della storia piacentina, da presidente onorario della Lupa Piacenza ha già timbrato il biglietto per la serie D. Quello che tocca è oro. Un re Mida un po’ snobbato dal salottino buono (?) della città, ma uno che mantiene quello che promette. Nell’afosa e incasinata estate dell’anno scorso ha preso un pallone liso e bucato e oggi lo riconsegna alle soglie del paradiso da cui era precipitato. Un programma più sintetico ed efficace del concittadino Bersani (non che ci volesse tanto) per dichiarare il ritorno in Lega Pro in tre anni. Ne mancano due, ma il personaggio in questione, che come il fratello Marco, ama la prudenza è convinto di accelerare i tempi. Pur con tutte le incognite del caso, insomma, il Piacenza punterà a vincere il terzo campionato consecutivo. Lo scriviamo prima della certificazione aritmetica che, a dirla tutta, serve fino a lì. Il 25 aprile è la data giusta per celebrare: sarebbe una festa della Liberazione anche per lo sport piacentino. Al Garilli c’è il Pallavicino e se i biancorossi non si rifanno venire il “braccino” come domenica contro il Rolo e contemporaneamente la Correggese si inceppa con il Folgore Bagno l’happy end è servito. Altrimenti si tratta di aspettare qualche giorno e preparare la festa a Ponte dell’Olio dopo la gara con il Colorno. Chi conosce Stefano Gatti sa quanto l’abbia irritato (eufemismo) la sconfitta con il Rolo. Sarà pure il secondo dispiacere di un campionato a senso unico arrivato dopo ventiquattro gare senza macchia, ma certe prestazioni lui non riesce proprio a digerirle. L’unica gioia è stato il gol del baby Minasola, il piccolo gioiello della casa biancorossa. Sarà dura trattenerlo anche la prossima stagione con i grandi club (Parma, Inter e Sassuolo) che lo vorrebbero misurare in un campionato Primavera. I Gatti scalpitano perchè stanno già programmando e con largo anticipo la prossima stagione. Il budget è fissato e anche gli obiettivi di un mercato destinato a rinforzare ulteriormente una squadra che comunque con l’organico attuale non avrebbe sfigurato in serie D. I punti fermi sono Fumasoli, Tognassi, Cavicchia, Cortesi, Arena e Marrazzo. Resterà anche Passera, mentre con il Parma è avviato il dialogo per confermare Ferrari. L’incognita è rappresentata da Volpe, il top player mancato. Le ultime partite saranno determinanti per l’esterno che sin qui ha deluso le attese.




