Scatta la metropolitana “piacentina”, e a Brescia è già futuro

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Molti piacentini di talento vedono spesso castrate le loro doti da una città restia al cambiamento e più volte giù dal treno delle occasioni storiche, ma di certo ottengono risultati notevoli quando hanno gli spazi per farle correre. Gli esempi sono numerosi in tutti i campi, ma uno dei più recenti è il successo del primo mese di vita della metropolitana di Brescia: l’idea venne infatti parecchi anni fa all’oggi 83enne piacentino Renzo Capra, già numero uno di Asm ed ex presidente del consiglio di sorveglianza di A2A. “Da ingegnere – ha raccontato Capra al Corriere della Sera (per il link clicca qui) in occasione del viaggio inaugurale del metrò – ero sempre alla ricerca di soluzioni innovative”. Il teleriscaldamento lanciato da Capra a Brescia nacque ispirandosi con intelligenza a quel che facevano nelle altre città europee, e lo stesso accadde per la metropolitana: “Un’estate – ha spiegato sempre Capra – mi recai nella Francia del Nord. A Lille avevano da poco inaugurato una metropolitana automatica”, e la “scommessa” di una città poco più grande di Brescia sembrò a Capra un’occasione per consentire a Brescia un salto di qualità.
“All’inizio – ha svelato Capra – mi davano del pazzo, come per il teleriscaldamento”, ma oggi la realtà dimostra che Capra aveva solo la vista più lunga. Certo ci sono voluti ben 10 anni di lavori e servirà un periodo di assestamento per gestire la “rivoluzione” nella mobilità della città lombarda, ma la metropolitana di Brescia copre oggi 13,7 chilometri di tracciato (8 in galleria) e vanta il record di essere la prima con pilota automatico delle sette esistenti in Italia e la seconda d’Europa dopo Rennes, in Bretagna.
Oltre ad abbattere traffico e inquinamento (non saranno più usati decine di bus e innumerevoli auto private), il metro “piacentino” di Brescia – che collega la zona nord a quella sud della città – potrebbe estendersi ad altre zone dell’hinterland ed è già un modello fino ad Honolulu: alle Hawaai, dove un anno fa Ansaldo ha sottoscritto un contratto, “copieranno” infatti il sistema “driverless” bresciano. Il neo c’è e sono i costi (935 milioni, quasi 5mila euro a residente), perchè il Comune di Brescia impiegherà 30 anni a saldare i 400 milioni di euro di mutui restanti, ma il presidente della Lombardia Maroni ha assicurato l’impegno della Regione perchè si tratta di “un’opera d’eccellenza, che va garantita e sostenuta anche nei costi di esercizio”.
Che a Piacenza si possa ripristinare almeno il tram?

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