Bici e moto, 166 incidenti dall’inizio dell’anno: scatta il piano sicurezza su due ruote

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Sono 166 gli incidenti stradali che, da inizio 2025 a oggi, hanno coinvolto mezzi a due ruote a Piacenza e nei comuni della Valnure e Valchero. Il dato preoccupante emerge dal bilancio stilato dai comandi delle Polizie locali, che hanno avviato servizi mirati di prevenzione e controllo nell’ambito del progetto regionale “Polizia locale per la sicurezza e per l’ambiente”. A incidere è soprattutto l’uso crescente di biciclette e motocicli in ambito urbano e provinciale, spesso senza piena consapevolezza dei rischi o delle regole.

Nel dettaglio, sono 106 gli incidenti che hanno coinvolto biciclette tradizionali, 13 quelli con e-bike e 47 quelli legati a moto e scooter. Due i posti di controllo già attivati congiuntamente dai comandi dei due territori, in una fase sperimentale di cooperazione. L’intesa tra Piacenza e l’Unione dei Comuni Valnure-Valchero punta a una maggiore efficienza operativa e condivisione delle risorse. Nei due interventi effettuati finora sono transitati oltre 3.000 veicoli, con 60 controlli e 25 sanzioni: tra le violazioni più comuni ci sono il mancato uso delle cinture, il sorpasso irregolare, l’assenza di assicurazione e revisione. Quattro veicoli sono stati sequestrati e due patenti ritirate.

Tra le novità introdotte nel progetto c’è l’uso delle nuove moto elettriche in dotazione al comando di Piacenza: mezzi silenziosi, ecologici e tecnologici, dotati di videocamera, etilometro e defibrillatore. Questi strumenti sono stati messi a disposizione anche degli agenti della Valnure nei giorni di pattugliamento congiunto. La collaborazione ha riguardato anche i servizi in materia di sicurezza urbana e controllo documentale, grazie alla sezione di fotosegnalamento attiva presso il Comando di Piacenza.

La voce di chi pedala: “Non siamo considerati, servono zone 30”

Accanto ai numeri, arrivano anche le riflessioni di chi la strada la vive quotidianamente in sella a una bici. «Oltre cento incidenti in bicicletta non sono tollerabili – dichiara Angelo Nani, presidente di Fiab Amolabici a Gabriele Faravelli di Libertà – ed è il risultato della scarsa considerazione data agli utenti deboli. A Piacenza non si investe seriamente nella mobilità sostenibile da oltre dieci anni». Secondo Nani, servirebbero interventi semplici ma efficaci, come l’adozione delle “zone 30” già in vigore a Bologna: «Lì il limite ridotto ha praticamente azzerato gli incidenti. Qui si continua a privilegiare l’uso dell’auto, a scapito di chi sceglie mezzi alternativi».

Il presidente di Fiab va oltre: «Bisogna smettere di parlare di “incidenti” come se fossero eventi inevitabili: quando un’auto investe un ciclista e lo uccide, si tratta di un atto grave, evitabile. Serve più formazione, anche per gli automobilisti: molti hanno preso la patente 40 o 50 anni fa e non conoscono più nemmeno la segnaletica. Basterebbero corsi di aggiornamento brevi per migliorare la convivenza stradale».

A supporto degli appassionati di ciclismo sportivo, interviene anche Paolo Giovannini, vicepresidente della Federciclismo e comandante della Polizia locale dell’Unione Valnure-Valchero: «La sicurezza parte da una corretta condotta in strada: bisogna andare sempre in fila, specie sulle provinciali, e restare ben visibili. L’abbigliamento chiaro e i dispositivi luminosi possono davvero fare la differenza».

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