Sempre più incisiva la voce dei contrari alla realizzazione del discusso impianto a biomasse di Bettola. Si avvicina il momento della consegna al sindaco Sandro Busca delle firme che il comitato “No biomasse, sì valle naturale” sta raccogliendo a pieno ritmo per evidenziare la contrarietà al progetto di molti residenti e villeggianti: ad oggi sono quasi 1800.
Il gruppo spera inoltre di poter rivolgere pubblicamente al primo cittadino dieci domande dirette e specifiche: il comitato intende infatti sapere quando e da chi il sindaco abbia avuto il primo contatto sull’ipotesi-centrale, come si sia attivato dopo questo contatto, quale sia la sua opinione sulla centrale e – nel caso sia favorevole – quante centrali eventualmente sarebbe disposto ad accogliere, con quali risorse intenda sopperire alle eventuali richieste di danni da parte dei cittadini per deprezzamento di terreni e immobili, se si voterà a favore della necessaria variante al Prg, perchè a Bettola sia ancora aperta un’ipotesi stoppata ad esempio a Ferriere, Podenzano e Morfasso, perchè il Comune debba sostenere un progetto sprovvisto delle caratteristiche proprie di una “filiera corta”, quali benefici la centrale a biomasse eventualmente apporterebbe al territorio, quali valutazioni siano state fatte sul rischio di danni al turismo e alla produzione agricola e – last but not least – quali garanzie alla tutela della salute ci possano essere in caso di realizzazione dell’impianto.
Dieci quesiti chiari e ficcanti che testimoniano come il comitato sia sempre più determinato: lo confermano anche gli incontri pubblici organizzati in piazzetta Sant’Ambrogio per sensibilizzare residenti e frequentatori della zona. Il primo, del 5 agosto scorso, ha visto la partecipazione dei rappresentanti di Legambiente, Coldiretti e AgriPiace, mentre al secondo, di giovedì 22 agosto, è stato invitato ad intervenire l’ex presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza Giuseppe Miserotti, membro dell’Isde (Associazione internazionale medici per l’ambiente) Italia, per una panoramica in merito alle ripercussioni sulla salute degli impianti a biomasse.
All’allargamento del dibattito hanno contribuito nei giorni scorsi anche la presa di posizione del noto oboista tedesco Christoph Hartmann, componente della Filarmonica di Berlino che trascorre le ferie in paese ed ha postato un video su Facebook per esprimere la sua contrarietà, ma soprattutto l’analisi di natura economica fornita da Gabriella Chiesa e Luigi Filippini, docenti rispettivamente delle università di Bologna e della Cattolica di Milano. Oltre a richiamare i sindaci Busca di Bettola e Dosi di Piacenza al dovere di una presa di posizione pubblica e netta sui progetti di biomasse in Valnure e di biogas in città, che risolverebbe lo stato di incertezza attuale, i due docenti hanno spiegato perchè il progetto di centrale a biomasse di Bettola presenti, a loro avviso, diversi rischi.
Il primo è legato alle emissioni di CO2, polveri sottili ed ultrasottili, ossido di azoto e idrocarburi, che “contrastano – si legge nella lettera inviata ai media locali – con il perseguimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto (cui si ispira il Patto dei sindaci) di miglioramento dell’ambiente e di riduzione i CO2”. L’altro è “una esternalità economica con importanti implicazioni sullo sviluppo occupazionale del territorio e sui valori patrimoniali (immobili, terreni, aziende) della comunità”.
“Sviluppo occupazionale e valore del patrimonio – ricordano Chiesa e Filippini – dipendono strettamente da quello che si può chiamare brand territoriale”, tanto che non a caso il locale Comune “presenta Bettola ed il suo territorio con immagini che richiamano la purezza e l’incontaminazione dell’ambiente e dell’aria”, in un contesto per di più caratterizzato dalle numerose aziende agricole che producono bio e aderiscono al marchio Natural Valley nonchè dal richiamo turistico della zona, finora nota per la preservazione di natura e paesaggio.
Tutti elementi che costituiscono “un Bene comune (common good)” la cui salvaguardia è destinata con le elezioni dai cittadini ai loro rappresentanti, in primis sindaco e Consiglio comunale: ragione ineludibile, secondo Chiesa e Filippini, perchè chi amministra esca dai tatticismi e passi alla chiarezza. I prossimi giorni saranno probabilmente ricchi di novità su tutti i fronti.




