
di Roberta Suzzani – «Mettiamo ben in chiaro una cosa: ognuno deve stare nelle proprie scarpe. Non criminalizzare, non giustificare: aiutare, capire e quando necessario punire».
Per Bernando Carli la ricetta per dare al quartiere Roma una vita nuova passa attraverso una stretta di mano. La stretta di mano tra «cittadini e associazioni che, uniti, lavorano per vivere meglio e far vivere meglio uno dei quartieri storici di Piacenza troppo spesso bollato come inavvicinabile, ma mai concretamente aiutato».
Su via Roma, via Scalabrini, via Alberoni, via Pozzo, via Tibini, giardini Margherita e Merluzzo, ormai da anni è calata una cappa di diffidenza in parte ben e in parte mal riposta. «Io ho scelto di vivere e lavorare qui e non tornare in Toscana dove c’è la mia famiglia perché Piacenza è casa mia. Il quartiere Roma è casa mia. Qui ho trovato casa e qui ho voluto aprire il mio laboratorio di idee. I problemi ci sono, ma non sono insormontabili, basta volerli risolvere».
Galvanizzati dal successo della Pasqua “in compagnia”, che ha raccolto attorno allo stesso tavolo piacentini doc e piacentini d’adozione, ora si guarda al futuro. Si guarda al primo maggio «quando nella giornata dei lavoratori ci rimboccheremo le maniche e puliremo insieme il giardino più bello che abbiamo in città: il Margherita. Ci vorrà la forza di tutti – riprende Carli dopo aver salutato uno degli amici che quotidianamente passano dal suo studio in via Tibini per un saluto, due chiacchiere e un consiglio – per ripulire i giardini e far rinascere il quartiere».
Si guarda a una piattaforma di idee condivise «che metta d’accordo tutte le anime di questa zona della città e su cui cominciare a lavorare fattivamente».
Fare e non dire. Fare ognuno per il suo ruolo «la polizia deve agire con fermezza contro chi infrange la legge, il Comune deve vigilare sul rispetto delle regole, a noi non resta che vivere al meglio e fare vivere al meglio la nostra realtà».
Come? «Insieme. Ma non solo continuando a parlare di quello che non va».
Da questa volontà è nato il dialogo tra l’Associazione via Roma e Città aperta, tutte le altre realtà del terzo settore e quelle più “locali” come gli Amici del Giardino Margherita «con cui il primo maggio prenderemo scope e ramazze e lavoreremo fianco a fianco».
Il progetto è semplice: metterci la testa, le braccia e la faccia. «Lo faremo noi, chiediamo che lo facciano tutti».
A cominciare dal Comune. «All’Amministrazione chiediamo più controlli e più disponibilità. Più controlli dei negozi che vendono alimenti e delle abitazioni in affitto. Chiediamo la chiusura degli esercizi pubblici che vendono alcolici entro le 20,30 e l’allestimento di servizi igienici nei giardini Margherita, Merluzzo e Padre Gherardo. Se a un bambino viene insegnato a fare pipì contro a un albero, diventerà un uomo che fa la pipì contro a un albero. Se organizziamo una serata di musica o di teatro o qualsiasi altra cosa, dobbiamo avere i servizi igienici».
Sul tavolo del sindaco Dosi le associazioni porteranno altre richieste. In primis la cessione di uno spazio dove creare la Casa del Quartiere.
«L’inclusione sociale è la chiave di tutto. Per ottenerla, però, servono servizi e informazioni. Serve uno sportello di aiuto alla popolazione e di indirizzo al lavoro. Serve un presidio medico infermieristico per tutti quegli anziani che non possono arrivare fino a piazzale Milano solo per farsi provare la pressione o farsi fare un’iniezione. In un momento di crisi come quello attuale, la formazione degli adulti diventa fondamentale per il loro reinserimento nel mondo del lavoro. Serve intermediazione culturale, quelli che talvolta vengono bollati come atti criminali sono molto più semplicemente dettati della maleducazione o comunque da una mancanza di educazione alla legalità. Ecco perché diventano fondamentali i mediatori culturali».
Un bell’elenco di richieste, a cui fa da contraltare un elenco di proposte ben più lungo.
«Proposte condivise per manifestazioni e iniziative a cominciare da “Stazione di Posta”, serate di musica, poesia, moda e artigianato qui in via Tibini. Stiamo pensando anche a un mercato del baratto ai giardini Merluzzo aperto a tutti coloro che hanno oggetti che non usano più e non vogliono buttare. Sempre nei giardini Merluzzo vorremmo fare un mercato dei bambini in cui ci si possa scambiare i giocattoli. Ai giardini Margherita torneranno i ragazzi di Casa montagna per due serate di musica e balli, ma sono tante le iniziative che vogliamo organizzare e regalare non solo al quartiere Roma ma a tutta la città. Il nostro quartiere è la quintessenza di Piacenza. C’è uno zoccolo duro di popolazione storica che qui è nata e qui è invecchiata. Ci sono le tradizioni, le storie, la cultura anche economica dell’intera città. Queste radici vanno conservate e coltivate. A fare da valore aggiunto a questo patrimonio storico c’è la multiculturalità. Qui troviamo giovani, anziani, bambini. Troviamo persone che vengono da paesi differenti, con culture e abitudini diverse. Abbiamo a portata di mano un patrimonio inestimabile, dobbiamo capirlo e valorizzarlo insieme».
Sempre a una sola parola si torna: insieme. Insieme le associazioni e i cittadini andranno a suonare il campanello del Comune e magari inviteranno gli amministratori a passeggiare per via Roma.




